Sunday, December 23, 2007

Best Comment Award

Signori e signore.
Quadrupedi e quadrupedesse.
Paperi e papere.
Farinacei e otarie.
Alcoolisti ed etilisti.
Pachi e aquilanti.

Sono lieto di presentarvi il premio per il miglior commento in un anno di Blogue Mahone.
Il premio va a Joe Dee per il suo commento al post This is absolute Madness! (Giugno 2007)

Anonymous said...

spettacolo!!Ho iniziato a ballare davanti allo specchio stamane con una strana schiuma bianca all angolo della bocca...i miei pensavano avessi contratto la rabbia...
JoeDee

Happy Birthday, Kiss My Ass!

"tra parentesi, omodallebasettepiùintelligentidelnorditalia.. AUGURI!!!!!
ti sei reso conto k oggi il tuo blogo compie 1anno? :P"
(Al)

Ecco. Era da almeno una settimana che mi preparavo, che pensavo al post che avrei scritto per il compleanno di Blogue Mahone. Poi, come faccio anche con gli amici, arriva il gran giorno e mi dimentico. Scusami, blogomaono, sai come son fatto. Son distratto, ogni tanto ti trascuro un po' troppo.

Son contento di avere un blog, e son contento di com'è Blogue Mahone e delle storie che ha raccontato e che ha creato (bello scrivere di aver preso un libro e ricevere il commento dal traduttore (Yako)). Grazie a tutti quelli che hanno commentato, dagli occasionali ai regolari, e a chi ha continuato a rompermi le palle e spronarmi a scrivere anche quando avevo lo scazzo alto.

Long live BLOGUE MAHONE!

Lola (L-O-L-A Lola) & altri racconti


Ebbene si, ho un cane. Una cagna in realtà, si chiama Lola (come la canzone dei Kinks, coverizzata dai Madness). La piccola randagetta è arrivata quest'estate e ci ha "adottato" e ora è fissa qua, ha la sua cuccia, le diamo la pappa, perde tempo sul nostro zerbino. Ora, il problema è che io ho sempre avuto paura dei cani, o comunque diffidenza. Però essendo Lola "mia", diventata parte della famiglia, mi sono imposto di avvicinarmi, di battere la diffidenza. E oggi non solo son riuscito a carezzarla, ma quando mi sono accovacciato lei è venuta verso di me. La piccola Lola a me fa una tenerezza enorme...chissà quante ne ha prese, pora stèla. E oggi mi son ritrovato per la prima volta commosso per un cane. Sarà l'aria natalizia, je croix, ma oggi mi sento smielato a manetta. Rivoglio il mio temperamento acido e intollerante!!!!

Festa di natale del Tradate Rugby. Dico solo due cose: quando è iniziato l'antipasto ero già al terzo o quarto bicchiere, quando servivano il primo ero già in un'altra galassia!

Film visti negli ultimi giorni:
The Navigators (Paul, Mick e gli altri) di Ken Loach
Solito film di Loach, ma a me continua a piacere. Grandiosa la sequenza "Le morti vanno mantenute a un livello accettabile" "Quale sarebbe un livello accettabile?" "Due all'anno" "Ma qua non muore nessuno da un anno e mezzo! Ci sono volontari?"

Chiamami Aquila (Continental Divide) con John Belushi
John Belushi è un mito, e se potessi scegliere l'attore che voglio per interpretare la storia della mia vita, credo che chiamerei lui (oppure Ewan McGregor, che rende meglio la mia anima sexy).

Saving Grace (L'erba di Grace) con Bill Bailey
A me ha fatto morire Bill Bailey, che interpreta l'hippie spacciatore. Commedia carina, nulla di particolarmente fantastico, ma è divertente!

Tuesday, December 18, 2007

Fuckin' burglars and fuckin' ankle!

No, non si tratta di plagio o di furto di idea. Si tratta proprio di ladri entrati in casa e impossessatisi, tra le altre cose, della chiavetta USB dove tenevo l'unica copia di quanto fatto finora sulla tesi. Meno male che era poco.

*bestemmie*

Per il resto, che dire...gran mangiata da Pietro sabato sera. E domenica c'era quella che avrebbe dovuto essere "la mia" partita. Lo era da quasi un mese, forse di più. Ho rinunciato a molto pur di essere presente, di giocare. E alla fine la caviglia non mi ha permesso di giocarla, e io sono ancora dietro di tutore, immersioni in acqua bollente e sale, e arnica a paccate.

*bestemmie*

Fortunatamente c'è stato un gran terzo tempo contro Melegnano, battuto 69-0. Gare alcooliche, poi quattro dei loro (rispondenti ai nomi di Bosawai, Homer, Paolino e Griffen. Quest'ultimo secondo me somiglia parecchio a Outspan Foster nel film dei Commitments) si uniscono a noi e vengono ad aperitivare in un bar di Locate Varesino. E mi fanno fare bevilo bevilo con il Pampero. Tornato in sede grazie al gentile contributo di Chiara (non ero già più in grado di guidare) ho anche ammazzato una mezza bottiglia di Barbera che era rimasta lì. E' finita che ero stonfo fradicio e che mi hanno dovuto portare a casa.

Ieri sera birrata milanina al Pogue avec Papera, Ors, Spapp'ra, Ghe, Rosa, Duccio&signora, Radagast e Xli (anche lui Mastino di Melegnano, trall'altro) e con la gentile partecipazione di Giorgia, una soberrima amica di Ghe. Scambio di regali, cioccolatini, papere, cravatte del Rugby Udine (ho trovato la cravatta per la laurea). Saluti commossi. Poi il ritorno a casa per scoprire dei ladri.

*bestemmie, bestemmie e ancora bestemmie*

Saturday, December 15, 2007

This is England


Era da un pezzo che ne volevo parlare. Uno dei film più belli che ho visto recentemente è "This is England", di Shane Meadows, anno 2006. Fan-ta-sti-co. Veramente bellissimo. Una bella storia, una grande colonna sonora, dei bravi attori, e una stupenda ricostruzione dell'Inghilterra nel 1983. E delle grandi basette da parte di Woody, personaggio interpretato da Joe Gilgun, per cui profetizzo un avvenire da futuro Ewan McGregor (nella parte figa della carriera di McGregor ovviamente). Da visitare assolutamente il sito ufficiale del film, veramente ben fatto. Per informazioni su cast e film, qui c'è la pagina IMDB di This is England. A vostra disposizione ora ben tre clip: il trailer, i titoli di testa (fantastici, con "54-46 Was My Number" di Toots & The Maytals come colonna sonora) e la scena in cui Shaun, il protagonista, incontra Woody, Milky, Gadget, Pukey e Kes, la gang di skinheads a cui si unirà in seguito.

TRAILER


54-46 WAS MY NUMBER (TITOLI DI TESTA)


MOVIE SCENE

Friday, December 14, 2007

Coach Billie

LiUC - Tradate Biss 25-15

Maledetta caviglia. Continua a fare male, e mi costringe a stare fermo. E' così che per la prima volta non sono sceso in campo per una partita della Biss. Si giocava contro la squadra della LiUC, e pur di esserci e contare qualcosa, mi sono reinventato allenatore. Scelte tecniche azzeccate (Simonebovo all'ala, Pelucchi mediano) e meno (Benji apertura, la touche sempre completa). Però son stato contento di aiutare i miei compagni di squadra, da fuori. Sgolandomi in un modo assurdo e maledicendoli mentalmente perchè, porco cazzo, su quel campo avrei avuto una voglia matta di correre, placcare, giocare. Alla fine abbiamo perso 5 mete a 3. Neanche male considerando il numero di allenamenti complessivo messo assieme dalla nostra squadra. E non parlo delle ultime due settimane. Parlo proprio di esperienza con la palla ovale in mano. Il terzo tempo l'abbiamo fatto nel Campus della LiUC, sperando passassero fiumane di studentesse Erasmus che invece non si son viste. Chissenefrega. Capitan Dante che mi dice: "Billie, si sentiva che non eri in campo, quando ci sei tu so sempre cosa succede e cosa non funziona" e Morris che gli fa eco: "E poi sei un trascinatore" sono emozioni di quelle che ti porti dietro a lungo. Allèz la Biss!!!

Saturday, December 08, 2007

Out of the black and into the red


Grosse novità nel mondo dell'etilismo organizzato: Guinness turns red! Ebbene si, la fabbrica irlandese di birra ha lanciato in Gran Bretagna la Guinness Red, una versione rossa della Guinness. Sempre la solita combinazione di ingredienti, ma con l'orzo leggermente tostato. Ci sarà sempre la testa della pinta (quella alla "capigliatura di Collins" per intenderci) e bisognerà sempre aspettare 119,5 secondi perchè la pinta perfetta sia spillata. Brutte notizie per quanti già si stavano leccando i baffi in anticipation: la Guinness Red è intesa per il solo mercato britannico. Fuck awfffffff!!!!

Thursday, December 06, 2007

E' inutile, come pettinarsi

E' difficile parlare del libro di un amico. Mandato via posta da una persona con cui hai condiviso una partita di rugby, con tanto di dedica autografa. Insomma, non mi è mai capitato di dover dire a Coe che l'inizio de "Il Circolo Chiuso" è un po' faticoso, nè a Stefano Benni che ultimamente è ripetitivo, nè a Roddy Doyle che se la cava meglio sulla corta distanza, e che mi son bloccato su "Oh, play that song". Non avrei il coraggio di confessarglielo, come non l'avrei di confessare analoghi blocchi a Ernest Hemingway ("Per chi suona la campana") o Beppe Fenoglio ("Il partigiano Johnny"). La confessione a Hemingway sarebbe particolarmente penosa: l'ho iniziato tre volte e ho sempre mollato dopo non più di venti pagine. In compenso, J.D. Salinger si sentirebbe dire che di "The Catcher In The Rye" e di "Alzate l'architrave, carpentieri" non cambierei una parola. E poi, a parte la paura di "offenderli" con commenti ingenerosi, ovviamente c'è sempre la paura di non saper fare un "commento" che sappia soddisfare l'autore del libro. A Salinger saprei dire che "The Catcher in the Rye" è stato il libro della mia adolescenza, che mi ha segnato, che è stato importantissimo per me e che l'ho letto decine di volte in italiano e almeno 3-4 in inglese. Non sarei però capace di mettere a fuoco e spiegargli il perchè. Maurizio (Mapelli) dovrà quindi accontentarsi di esser citato qua sul Blogomahono.

Saturday, December 01, 2007

A perfect day for bananafish

Attendevo questo momento. Finalmente è entrato in scena. Seymour Glass, probabilmente il fantasma più ingombrante e incombente dell'intera letteratura mondiale, è entrato in scena. Ne avevo sentito parlare solo in modo filtrato, attraverso le parole di suo fratello Buddy, e le vicende del fratello Zooey e della sorella Franny. Quattro racconti in cui Seymour Glass volteggiava in ogni stanza, come uno spiffero di una porta non chiusa. Adesso invece Seymour è entrato in scena. Per uscirne definitivamente. E il racconto A perfect day for Bananafish (di J.D. Salinger) guardacaso è l'unico in cui Buddy Glass non ci mette il naso, chissà se Salinger l'ha pensato scritto da lui. Sinceramente non credo: troppo asciutto e troppo distaccato: una cosa che Buddy non sarebbe mai riuscito a fare, parlando del fratello. E alla fine del racconto Seymour esce di scena, sbattendo la porta.

(Commento che mi son sentito di fare su un racconto di J.D. Salinger e su un personaggio attorno a cui voltavano, senza che vi comparisse direttamente, altri quattro racconti. Per citazioni e altri commenti, aspettate che finisca la raccolta Nine Stories)

Thursday, November 29, 2007

Paddy Clarke Ha Ha Ha

Paddy Clarke Ha Ha Ha. Di Roddy Doyle. L'avevo già letto. Splendido, fantastico, stupendo...gli aggettivi si sprecano. L'avevo letto in italiano però, e ho voluto comprarmelo in inglese (metà dei libri di Doyle li ho letti solo in inglese, un paio in entrambe le lingue e solo uno solamente in italiano). Arrivò da Amazon doppio e ne diedi una copia al buon vecchio Giongeffri a Belfast. Beh, è sempre bello, è sempre emozionantissimo. Un libro grandioso, non so se nessuno è mai riuscito a raccontare così bene la crescita di un bambino di dieci anni.







He said Fuck like - I wanted to say it exactly like him. It had to sound like no other word sounded, quick and sharp and fearless. I was going to say it without looking over my shoulder. The way Charles Leavy said it. His head shot forward like it was going to keep going into your face. The word hit you after his head went back. The Off was like a jet going overhead; it lasted forever. The Fuck was the punch; the Off was you gasping.
Fuck awfffffff.

Tuesday, November 27, 2007

Il fante di bastoni

Rugby Club Ticino - L'Esercito dei Quindess Cadrech 7-5
Campo da rugby, Bellinzona

Giornata di rugby old sabato. "Old?" direte voi "ma non hai 22 anni?". Certo, ma ogni scusa è buona per giocare a rugby. D'altronde ci sono vari adagi a riguardo. "Nessuno sport come il rugby fa diventare uomini i ragazzi e fa tornare bambini gli uomini" e soprattutto "We may be old, but we're still immature". Raccolgo il CDA delle Camioniste in stazione a Lomazzo e si parte, sulla Milano Laghi, in direzione Como-Chiasso. Sosta a Brogeda, dove incontriamo gli altri, ci facciamo un panino (l'omonimo Brogeda, salame e taleggio) e un caffè, passiamo il confine, acquistiamo la vignetta e via verso Bellinzona.

A Bellinzona ad aspettarci i pali della Milka, in legno, del Rugby Club Ticino, e gli altri compagni di avventura. Sia gli avversari del RCT, sia i miei compagni di squadra, L'Esercito dei Quindess Cadrech o, per brevità, i XV Cadrech. Capitan Radagast da le maglie, io mi prendo la 18. Tanti gli amici che è bello rivedere: Ubo, Orso, "Uinni de Pu" 51, Ellis, MaxBraciola, Nambereit, Luigi XVI, M.Map (qui il suo resoconto della giornata), Stefano e tutti gli altri.

La partita è dominata dalle Cadreghe, che vanno in meta con Ors (duRandt), ma falliscono la trasformazione. Gli svizzeri riescono a contrattaccare e fare una meta anche loro, stavolta trasformata. Io mi ritrovo tra i trequarti. Secondo centro e ala chiusa, solo più tardi seconda linea. Mi diverto, e faccio anche una bella carica bovina da centro. Da seconda sono fiero di un bel ribaltone ai danni di un confederato in fuorigioco. Sull'ultima azione il nostro mediano si invola, sostenuto e non contrastato, verso la meta. Ma inciampa, e la partita finisce.

Il resto è terzo tempo. Affettati, formaggi, mascarpone e crema di marroni. Birra, vino bianco svizzero. E cappografia. A ognuno il cap, una carta estratta a caso dal mazzo. A me è toccato il fante di bastoni. Poi, sotto la pioggia elvetica, per le autostrade confederate, sotto un cielo rossocrociato e delle nuvole ticinesi, il ritorno a casa, attraversando le lande di Sotto al monte Ceneri. Tutti con il sorriso sulle labbra e la voglia di rifarlo ancora.

Thursday, November 22, 2007

Too long in exile

"I've been too long in exile, just like George Best, baby"
(Van Morrison - Too long in exile)

Un grande ritorno

Cosa fare quando il mal di testa ti trapana? Quando i crampi ti colpiscono? Quando il tuo oroscopo dice "Evitate noie legali"? Quando la famiglia rompe il cazzo? Quando il Museo ti fa restare tre ore più del dovuto prima di avvertirti che "non c'è formazione alle 16:30" e ovviamente tu lo scopri alle 16 dopo che sei lì a far niente dalle 13:30 solo per la dannata formazione? Quando nonostante freddo e pioggia la maestra ti chiede se si può vedere il Toti da fuori? Quando alle macchinette finisce il caffè? Quando hai la classe peggiore della storia, della serie

"Come andava il tram prima dell'elettricità?"
"Con l'elettricità!" (moltiplicare x 20 (alunni) x 14 (ripetizioni cadacranio per alunno)


Si, la risposta la sapete.


KA-TUNK!

Un colpo di sparachiodi e tutto passa.

Monday, November 19, 2007

Numero 7

ASR Milano - ATRC 13-15
Crespi, Milano

Non ci speravo più. Una settimana in cui mi sentivo sfiduciato, abbandonato. Sentivo che il mio amore per il rugby mi stava solo portando un gran cumulo di insoddisfazione. E invece, come ogni innamoramento che si rispetti, proprio quando uno pensa di aver toccato il fondo, la controparte lo riconquista, lo lega a sè ancor più stretto.
Venerdì sera. L'allenatore ci annuncia che la Biss non giocherà sabato. Un groppo mi stringe la gola, anche se già me lo aspettavo. Mosè viene e mi fa: "Mi spiace che domani la Biss non giochi, ma sono contento perchè tu domenica sei convocato in prima squadra". Io aspetto prima di crederci. E quando vedo il mio nome sul foglio delle convocazioni, penso che mai più me lo sarei aspettato.
Il sabato è un giorno pieno di aspettativa, di emozione. Uno cerca di caricarsi come può, di tranquillizzarsi come sa. Mi guardo Barbarians - All Blacks, anno di gloria 1973. Vado a letto dopo essermi sentito l'inno gallese Hen Wlad Fy Nhadau.
Domenica. Arrivata prima che potessi accorgermene. Sunnyside of the Street dei Pogues mi tranquillizza. Si mangia e si va all'appuntamento.

Il Crespi di Milano. Entro in spogliatoio, inizio a prepararmi. Dervino mi chiama, mi lancia una maglia. Leggo il numero. 7. Come Georgie Best. Titolare. Titolare non ero mai partito con la prima squadra. E l'emozione è fortissima. L'uscita dallo spogliatoio è un momento non ben definito, eppure così potente. A me colpisce fortissimo. Scendo in campo e so di sentirmi carico, tranquillo, di esser lì perchè lo merito e perchè ne sono in grado. E al calcio di inizio, le chiacchere stanno a zero. C'è da correre, placcare, spazzare, spingere. Comincio giocando bene e assestando uno dei primi placcaggi della partita. Abe mi mette in mano anche una palla, e io vado a raggruppare per formare una maul. L'urlo, lo sento: "Vai Billie", dagli spalti. Un brivido per la schiena. Dopo un po' "scompaio". Il fiato è poco, non sono abituato a questi ritmi. Però tengo duro e continuo a correre. Al fischio finale, penso che avrei voluto fare qualcosa di più, placcare di più, fare più pressione. Ma quando passo per il corridoio e sento il primo compagno che mi dice: "Grande Billie", gli occhi iniziano a velarsi di lacrime. L'allenatore mi ringrazia, una scena da film: "Grazie Billie" "Grazie a te", suggellato da una stretta di mano nel gelo novembrino. E il pubblico che mi urla "Forza Billie". Insomma, l'affetto di tutti i presenti. L'affetto di quelli che so presenti col pensiero al mio fianco. Un'emozione soverchiante, mi ritrovo a piangere come un vitellino, dalla commozione, subito dopo aver abbracciato il mio protetto Dada. Abbiamo vinto. 15-13. Soffrendo e rischiando e giocando male, ma rimanendo attaccati con unghie e denti alla partita. E ora che è finita, la sento mia. La MIA partita. Mi ero emozionato tante altre volte, ma mai così tanto. Mai prima d'ora avevo sentito così tanto affetto attorno a me. L'abbraccio caldissimo di chi condivide i tuoi sforzi, le tue sofferenze e le tue ambizioni. Di quelli che sono in campo, disposti a prendersi botte per aiutarti. Di quelli che sono seduti sugli spalti, disposti a prendere il freddo pur di sostenerti e di esserti vicino in un momento che sanno importante per te. Di quelli lontani che però non ti hanno mai fatto mancare il loro incoraggiamento e che ti han sempre fatto capire che credono in te.

Saturday, November 17, 2007

Finalmente!


CONVOCATO!

CAZZO!

SI!

Wednesday, November 14, 2007

La Gang del Pensiero

ovvero: La Zetetica e l'arte della rapina in banca.

E siamo al terzo libro di Tibor Fischer che ho letto e, sinceramente, mi sento di dire che non è mai riuscito a raggiungere i fasti di quel capolavoro che è "Sotto il culo della rana (in fondo a una miniera di carbone)". E' un libro che ahimè, gira un po' troppo attorno a sè stesso, e poi si riprende verso la fine. Avrei tolto un sacco di pagine, anche se è stata una lettura piacevole e che il solito humor nero Fischeriano mi ha strappato sorrisi a più riprese. Diciamo che si passa da frammenti memorabili a sezioni che lasciano un po' il tempo che trovano. Ho faticato un po' a finirlo, insomma, ma mi è piaciuto abbastanza. Grazie a Guido Fandeluso per avermelo consigliato, anche se forse me l'ha "ucciso" creando troppa aspettativa.

Tibor Fischer comunque rulezza!
Gli illustrai a grandi linee le obiezioni del collegio. Parish ne sembrò sorpreso e mi fece notare che nel regolamento universitario non c'era alcun articolo che vietasse espressamente il possesso di vagabondi morti.
"E poi, anche lei, in casa, ha uno zorilla imbalsamato".
Ecco i rischi che si corrono a non tenere in ordine la propria casa.

Argomenti usati da me

1. Parish non era un esperto imbalsamatore.
2. Non sono cose che si fanno, suvvia!
3. Le casse di Chevalier-Montrachet (menzionarle non è stato molto professionale da parte mia).

Argomenti usati da Parish

1. Riguardo la mia prima bordata: l'università dovrebbe essere un'esperienza educativa.
2. Anche il museo Fitzwilliam era pieno di mummie - che tra l'altro, a differenza del tenente colonnello, non si erano certo dichiarate disponibili a essere esibite.
3. Perchè l'essere conservati con tanta cura dovrebbe essere appannaggio esclusivo di orribili stranieri?
4. Offerta di donare il tenente colonnello mummificato al collegio in modo che tra un paio di millenni si possa rifilarlo al Fitzwilliam.

Monday, November 12, 2007

Partite e partitastre - nipoti e nipotastri

Weekend di rugby intenso: tanta birra e Southern Comfort sabato a Viadana per Viadana - Biarritz 11-19. La goduria nel vedere Imanol Harinordouquy dal vivo è il giusto riassunto del match. Per il resto la gioia di vedere amici che non vedevo da lassi di tempo compresi tra il mese e l'anno e mezzo, forse qualcuno anche di più. La serata è stata pub revival: il Publican ha riammesso sui suoi sgabelli il vostro Billie. Mi mancava, farò di tutto per tornarci più spesso.
Domenica invece giornata di rugby a Tradate: vittoria 43-0 con Verbania, bel terzo tempo, e Tradate alla tivi via internet. Link.
Infine, post dedicato a nipoti e nipotastri. Nipoti di due amiche, nati uno domenica e l'altro oggi, e nipotastro, uno, dell'ATRC: il figlio di Guido Fan Deluso, prossimo pilone tradatese e promessa della nazionale rossocrociata, che ha fatto il suo esordio sugli spalti del nostro campo da rugby e nella nostra sede.
Quindi, benvenuti a Ascanio Raffaele (o come si chiamerà), Valerio Antonio Marco Giorgio e Giacomo.
Guido, anche il tuo ha secondi nomi o in questo post ce la si cava con 7 nomi per 3 persone?

Monday, November 05, 2007

4/11: 17-20

E fu così che Tradate vinse contro il Cesano Boscone, volando alto sopra le bestemmie di Quartiere Tessera e sui calci di Ghemonazzo.

Uì Uò Uà, STAMMINCHIA!!!!

Thursday, November 01, 2007

Ray Gravell - the prince of tacklers


So long Ray. We will miss you.

Raymond William Robert Gravell
12th September 1951
31st October 2007
23 caps for Wales
2 caps for the British & Irish Lions

"Get your first tackle in early, even if it's late"