Wednesday, April 22, 2009

Born to Chiodate




Si. E' tornata. Annunciata da un cavaliere dell'Apocalisse al Simon's Bar mentre facevo colazione: "L'unica salvezza è Gesù, e quando arriverà la sua ira sarà grande, perchè il perdono non è infinito".

La mia sparachiodi è tornata. La sua ira sarà grande. Perchè la pazienza di una guida non è infinita.

You can take the Chiodator from a man's hands,
but you can't take the Chiodating from his soul!



Tuesday, March 24, 2009

Any minute now...

Primo aprile. Colloquio. A Gorizia. Dajeeeeeeeeeeeeeeeee!

Sunday, March 08, 2009

Stand till you fall

Cominciamo dalla fine. Perso, di un punto, un punto che fa malissimo, contro il Monza. 17-16, con un nostro piazzato andato a infrangersi sul palo allo scadere. Lacrime. E l'amarezza, mentre togliamo i pali, la tristezza immensa di calare così il sipario sulla stagione, almeno in casa. L'amarezza di un primo tempo in cui abbiamo dominato in lungo e in largo e abbiamo portato a casa poco di quello che avremmo potuto. E quando era il momento di chiuderla, di ucciderla, proprio in quel momento...abbiamo permesso che loro ritornassero in partita, che ritrovassero un pelo di convinzione, che ci facessero una meta e che si portassero a casa la nostra partita. Una partita che chiunque di noi è stato orgoglioso di aver giocato, credo. Perchè abbiamo dimostrato due coglioni della madonna, perchè la capolista imbattuta l'abbiamo messa sotto. Ero nervoso, stamattina. Mi sentivo sonnolento e non mi piaceva. Poi, tutto d'un tratto, teso come una corda di violino. Un paio di episodi mi aiutano a rilasciare la tensione. Scopro che le pantofotacche in realtà sono la causa dei miei problemi al piede, e dalla borsa riemergono le buone vecchie tacchettine della Kipsta. Consegna delle maglie...ho chiesto a Natale di mettermi in lista con la 5, visto che la settimana prima avevo avuto la 4. Una questione di affetto, il 5 è il mio numero. "6, Enzo...5, Bongo...". Io faccio una smorfia, impercettibile. "Scherzavo. So che la vuole Billie, 5 Billie". Riscaldamento, ancora teso, ancora nervoso. E poi, tutto d'un tratto, mentre Dervino ci parla in spogliatoio, a pochi minuti dal kick-off, cercando di toglierci la tensione di dosso, e di scaricare quella di troppo...comincio a sorridere, a ghignare con in bocca il paradenti. Il nervosismo si scioglie. So che sono pronto, so che ci sono, so che voglio giocare. "Siamo ancora un punto davanti a loro. Crediamoci. Crediamoci come ci credeva Billie a Varese. Vero Billie?". Io annuisco, col sorriso in faccia. E in campo mi son divertito. E credo di aver fatto bene, dando anche una manina a pulire il pallone da cui poi siamo andati in meta...la soddisfazione, nel terzo tempo, di sentirmi dire da un avversario: "Per me i tuoi han sbagliato a sostituirti". E da Bongo, nuovo compagno di ruolo dopo la squalifica del Bassotto Mone: "Non ho capito perchè ti ha sostituito". So di aver fatto una buona partita. Avevo ancora voglia di dare, e avrei voluto giocare di più, ma è stato giusto così. Crederci, fino all'ultimo, fino all'ultimissimo. Il miracolo si è stampato contro il palo, e credo che quel piazzato ce lo sogneremo tutti stanotte. Occhi lucidi, tristezza, testa alta, con le lacrime in volto. Al telefono con Silvia, rompo gli indugi, e poi ricomincio a sorridere. Un po' di malinconia. Volevamo dimostrare a noi stessi e a tutti gli altri quel che valiamo. A noi stessi, credo che si possa dire che l'abbiamo fatto. Se gli altri non l'han capito, poco conta. A voice began to call "Stand till you fall, we'll stand till all the boys fall".

Saturday, March 07, 2009

Il golpe dei rugbisti

Un interessante punto di vista sul rugby alle Seychelles, il mio nuovo articolo per Storie di Sport:

Thursday, March 05, 2009

Monday, February 23, 2009

Dottor MacGowan

A una settimana mi son ripreso. Non mi sento di averlo realizzato. Forse perchè non è questo big deal, a parte l'ovvio stupore e l'ovvia soddisfazione per gli otto punti di tesi. Credo che attualmente sussista un certo sollievo e un momentaneo appagamento. Però dovrò mettermi a capire che farmene, insomma. D'altronde, le mie prime parole da dottore sono state...beh...è stata una: "Mmminchia!".


L'esimio Dottor Billie MacGowan, fresco del suo 107, aggredisce senza pietà la sua tesi di laurea con uno sturalavandino al Castello Sforzesco. Un'altra laurea di mischia: come andremo a finire?

Thursday, February 12, 2009

Monday, January 26, 2009

Catboys with dirty faces...


Il Crespi abbaglia. Tutti i campi lo fanno, a mezzogiorno, l'una del pomeriggio, nelle domeniche assolate, all'ora più o meno in cui emergi dallo spogliatoio per entrare in campo e scaldarti. Tutti, ma il Crespi di più, non so perchè. Forse è dovuto all'orientamento degli spogliatoi rispetto al campo, o forse è solo suggestione.
Uscita anticipata dagli spogliatoi: neanche un'ora prima vediamo la macchina di Dervo blindata dalla polizia sull'autostrada, poi capiamo. Era al cellulare, stavano chiamando per anticipare la partita. Senza alcun preavviso. E allora di fretta, allaccia le pantofotacche, tanto nastro adesivo, perchè in spinta venerdì tendevano a schizzare via dal tallone. Un po' di cotone sull'orecchio, sotto il caschetto, mi dimentico di quel mal di schiena che mi sta bloccando da quando mi son svegliato alle 9 e 30. Tutto pronto, inspiro forte mentre affondo la faccia nella "mia" numero 5, la indosso, metto la felpa del Compagno Wojciech e esco dall'oscurità dello spogliatoio. Il sole scintilla, lassù ci sono i binari del treno, appena passata la stazione di Lambrate. Ogni viaggio che faccio, avanti e indietro da Roma, all'andata e al ritorno giro la testa, lo guardo. Una volta ho visto chiaramente il labiale di uno che aveva spedito un calcio sul palo e imprecava. Giuro.
Riscaldamento, mi faccio massaggiare la schiena dal buon Max. In campo, fischio di inizio quasi senza preavviso, io nervoso: mi sento fuori forma, la schiena, chissà se le pantofotacche nuove vanno bene, chissà se so giocare ancora a rugby, e poi sono ultimo uomo in touche per la prima volta in prima squadra. Tutto svanisce appena bacio la nocca, e poi lo stemma sul cuore della maglia. Si parte, e Bassotto 183-174 va subito in meta. Poco più tardi una maul, vedo che la palla non esce, mi infilo dentro, l'arpiono, la porgo al mediano andando a terra. Un passaggio e l'apertura va in meta, 12-0. E poi la touche, il momento della verità. La palla smanacciata dalla seconda dell'A.S.R. sembra cadere. Dritta nelle mie mani, prendo a correre, mi giro per cercare sostegno, non c'è, accelero e rompo un placcaggio. Ok, oggi ci sono.
La partita la chiudiamo presto, il resto è amministrazione. E fango, perchè l'abbagliante Crespi ha il fondo di una pozzanghera infame, smotta sotto le spinte dei tacchetti in mischia chiusa e inzuppa e impantana chiunque finisca a terra. A terra poi, ad abbagliare sono i tacchetti infangati: mai prese tante come ieri. La coscia livida, con un bel graffione, i segni sulla schiena, sulla mano. Alla fine è 45-7 e i dolori, pur zoppichettando verso gli spogliatoi, non si sentono manco più. Neanche la schiena fa più male. Corridoio, complimenti a Mandriano al suo esordio, i miei compagni mi dicono "Bravo". E io mi tengo stretto un sogno che fino all'anno scorso mi sembrava impossibile, e che proprio l'anno scorso aveva iniziato a realizzarsi qui, al Crespi, all'ombra dei binari...18 novembre 2007, numero 7, 15-13 per noi. Non so, mi piace pensare che tutto sia partito da qui, dal primo campo da rugby che ho visto nella mia vita. Da un campo vicino a una stazione, insomma, è appropriato aspettarsi cose che partano. E tornando alla macchina con Bongo e Morris, ci fermiamo un po' a vedere la fine di Amatori - San Mauro Torino. E gli occhi vanno lassù, ai binari. Un formicolio alla nocca...

Thursday, January 22, 2009

New year, new studs (Mitre Intercept)

Delle pantofole con i tacchetti.
Domenica, al Crespi, si attende il battesimo del fango.
Le tacchettine prepensionate a scarpa di riserva dopo la perdita di un tacchetto e l'apparizione di aperture sui lati.
Ho otto tacchetti nuovi pronti a ruggire.
Anno nuovo, tacchetti nuovi.


Perchè i tacchetti per un avanti sono come il fucile per un soldato.

Friday, December 05, 2008

Chinese take-away

Mangiamo nuvole di drago, riso cantonese, coca cola

Dedicato alle serate post-allenamento del mercoledì e del martedì. Al Ristorante Cinese e al mio solito menù (tost di gambeli - liso saltato con gambeli - pollo con patate). All'ultima persona che mi ha preso per scozzese. All'Islanda. A tutti quelli che mangiano nuvoledidragorisocantonesecoca-cola. A ieri sera, quando per tutte queste cose sono andato con questa canzone sull'autoradio e ora non me la levo più dalla testa! A volte basta poco per sentirsi bene.


Monday, November 24, 2008

Brothers in arms

I've watched all your suffering
As the battles raged higher
And though they did hurt me so bad
In the fear and alarm
You did not desert me
My brothers in arms

Mancano pochi minuti. Lo spogliatoio è piccolo, scomodo. Siamo tutti ammassati. Seduti, prepariamo le cose. C'è quasi un silenzio irreale. Dervino: "In piedi". E noi ci alziamo. "Teste alte". Non c'era neanche bisogno di dirlo. "Abbracciati". Ci stringiamo insieme, ricordo al mio fianco Morris. "Chiudete gli occhi". E chiudiamo gli occhi, respiriamo, ci rilassiamo. Stretti. Uniti. Insieme.

"Sapete cosa vedo? Vedo luglio, caldo, zanzare. E noi in campo. Agosto, voglia di andare al mare. Ancora caldo e zanzare. E noi in campo. Vedo settembre, le prime amichevoli, primi problemi da sistemare, infortuni. E noi, ancora, in campo. Vedo ottobre, i primi risultati. E noi sempre in campo. Novembre. Il 23 novembre. E' oggi, è qui. E sapete, nei vostri occhi, cosa vedo? Vedo Abe che piscia addosso a Billie in doccia, vedo Enzo che rompe sempre i coglioni, vedo queste cose. E perchè? Perchè siamo fratelli".

Fratelli. "Fratelli per forza". Perchè c'è la gente che non si sopporta. Ci sono le recriminazioni. Ci sono le cose che non vanno giù. Ma lì, in campo, io sento che lo siamo. E se non sono dentro a dare una mano, mi sento sminuito:

And Crispin Crispian shall ne'er go by,
From this day to the ending of the world,
But we in it shall be remembered-
We few, we happy few, we band of brothers;
For he to-day that sheds his blood with me
Shall be my brother; be he ne'er so vile,
This day shall gentle his condition;
And gentlemen in England now-a-bed
Shall think themselves accurs'd they were not here,
And hold their manhoods cheap whiles any speaks
That fought with us upon Saint Crispin's day.

Abbiamo perso. Poteva capitare. Purtroppo. Io mi dico: male in mischia chiusa, non ho trovato l'assetto; s.v. nei raggruppamenti; bene un placcaggio su una loro seconda. Chiuso. Per quel poco che mi è stato possibile, ce l'ho messa tutta. E ho visto i miei compagni, i miei fratelli, mettercela tutta. Come stiamo facendo da luglio. Contro tutto. Contro tutti. Non abbiamo retto alla tensione dell'ora o mai più e loro ci han saputo colpire, portando a casa la partita. Brutto sentire a fine partita, al fischio finale, uno di loro urlare "In yer fucking faces". Mi aspettavo tutt'altra signorilità. Anche se alcuni di loro li ho abbracciati sinceramente, altri potevano risparmiarsi certe uscite, che a me non sono andate giù. Ma sono tutte chiacchere. La verità è che abbiamo perso, anche se abbiam perso "bene".

Però ritengo necessario dire questo, ai miei fratelli per forza, ai miei brothers in arms. Nonostante le polemiche interne che possiamo avere. Nonostante questa sconfitta e il punto perso a Varese. Nulla è finito ancora, la stagione non è da buttare via. E per questo, gli dedico non una direstraitsiana Brothers in Arms, non uno shakesperiano Enrico V, ma un johnbelushiano Bluto Blutarski:

Thursday, November 13, 2008

Yer Seek Minds (I)

Ho sempre sognato di farlo.
Non posso trattenermi oltre.
(P.S.: Seek Minds è un gioco di parole, non un errore di ortografia)
Le chiavi di ricerca per Bloguemahone - ottobre 2008:
  • la prima volta fa male? - ...iniziamo bene...
  • pietro grossi pugni sintesi - uno non combatte e l'altro è sordomuto. si menano.
  • "massimo bocchiola" - se lo trovi, digli che le sue traduzioni di Irvine Welsh, a me, non piacciono per niente...
  • accadde nel 1958 - http://it.wikipedia.org/wiki/1958
  • adolescenzialità a parma - non lo so, ci son stato per la prima volta dopo i vent'anni.
  • antonio pennacchi città duce fondazione - Clicca qua
  • belfast ostelli - io son stato all'Helga, in Cromwell Street. Un mio amico ha pure aperto una porta con una forcina.
  • belzebu tradate - ma dai? Dove? Al Folk?
  • billy mcgowan tradate - wow, sono famoso! -ie comunque, -ie!
  • camicie hawaiane - ne possiedo una. Embè?
  • cani tallonatori - conosco qualche Canuomo che gioca anche tallonatore, in effetti...
  • chi è direttore di rurmec spa? - figliolo, un giorno tutto questo sarà tuo...KA-TUNK!
  • colpisce con uno sparachiodi porno - questo devo ASSOLUTAMENTE vederlo...
  • come pettinarsi - non tocco un pettine da quando avevo quindici anni.
  • come pettinarsi a un matrimonio - suggerirei un mohicano...
  • drambuie a udine - Orsoooo? :P
  • farsi male da soli - dici che c'è un manuale online? Autolesionismo for Dummies?
  • feck off in inglese - vaffanculo in italian!
  • belfast "how to make friends" - beh, innanzitutto assicurati di chi hai di fronte...
  • giornali per uomo ungheresi - ...si autocommenta...
  • la canzona all inizio di lock and stock - chi canzona chi in Lock & Stock?
  • misteri appennino - rabbrividiamo...
  • orso e papera - si, sono amici miei.
  • ospedale sondalo tac - a inizio ottobre era guasta, te l'assicuro!
  • partenza milano cadorna arrivo verona porta nuova - è dura, da Cadorna passano solo le Nord...
  • pettinarsi come i punk - Clicca qua
  • pinta di birra - internet non è il posto per cercarla, entra in un pub piuttosto!
  • pissin porno - porno continuo trainspotting - porno cook - porno racconti - ShinyStat dal prossimo mese mi mette nella categoria "Siti per adulti"
  • rugby farsi male - beh, càpita...
  • sangue dal naso dopo la botta - può capitare. A meno che non hai battuto lo stinco.
  • sicurezza sparachiodi - sto immaginandomi due guardie del corpo armate di chiodatrice a sparo...
  • treni lomazzo verona - non ci sono da Cadorna e li vuoi da Lomazzo???
  • una cane lola - cagna, Lola è una cagna.
  • you porn free over 20 in treno - una promozione di Trenitalia sul porno online?

Tuesday, November 11, 2008

New article + figudemmerda

1. Pubblicato nuovo articolo su Storie di Sport:


2. Figura di merda: mai, mai e poi mai mandare sms allo stesso momento a un avversario e alla propria ragazza. Sennò un seconda/terza linea dell'US Delebio Rugby rischia di trovarsi un affettuoso "Amore mio bello?" sul cellulare. Errrrm....

("Ovviamente l'ultimo non era per te :P"
"Spero..."
)

Heart & Knuckles

Iniziato malissimo, mal di gola e un litigio telefonico. Chiudo la macchina, occhi ancora umidi, gli altri son già cambiati, un senso di inquietudine fortissimo, nonostante le ultime battute al telefono fossero più tranquille. Guardo la mollettina azzurra attaccata alla borsa, lì, vicino al caschetto. Il capitano, giàssa, prima che varchi la porta dello spogliatoio, mi fa: "Ora fai un bel respiro e lascia da parte il nervoso. Ora pensa alla partita". Poi me lo dice Bimbo che, se mai ne ho dubitato, è davvero un fratellone per me, e aggiunge: "Approfittane e sfogati". E poi l'altro fratellone, quello che supera la quintalata, sia di peso, sia di fiducia che mi da ogni volta, me lo ripete. "Sei il terzo che me lo dice" "Ci tenevo a dirtelo anch'io" "Ci tenevo che me lo dicessi anche te". Respiro, cerco di cacciar via l'inquietudine. Voglio giocare bene, voglio chiamarla a fine partita, sentirla orgogliosa di me e contenta del mio sorriso.
Entro in campo, come sempre, baciando il simbolo sul petto della maglia e la nocca del mio mignolo sinistro. Si inizia benino, specie in mischia chiusa. La Banda Bassotti da il suo apporto a un po' di carrettini, uno dei quali spiana la strada alla meta di Michi. Poi ci si spegne, tutti quanti, e si fatica. Riusciamo a mettere la seconda meta a segno solo a fine primo tempo, e nel secondo tempo, nonostante si riparta all'attacco, siamo troppo nervosi e ci facciam fischiare tutto contro.
Enz Off, stranamente nervoso, viene sostituito al 55', dall'unica riserva di mischia. E io, che forse mi aspettavo che quello che sarebbe stato sostituito sarei stato io, mi sveglio un po'. Mi si accende qualcosa dentro, cerco di buttare in campo la mia aggressività. In mischia chiusa le cose si sistemano e fuori sono più tenace e rabbioso, nonostante i nostri attacchi siano sempre frustrati. Metto pressione anche nella loro area di meta, nonostante l'estremo mi faccia fesso facendomi scivolare sul fango.
Al 72', per citare Paolini, tocco il cielo con un dito. Io e Darione, seconda linea e numero otto, siamo rischierati a largo ad occupare lo spazio. La palla arriva verso di noi, azione da trequarti, con Dario e Billie improvvisamente trasformati in secondo centro e numero 8. Fred prende la palla, fissa l'uomo e me la da, appena dentro ai 22, e io penso solo alla linea, a correre più forte che riesco, a superare l'avversario che sta tornando a chiudere e a tuffarmi oltre la linea. Batto la mano per terra, non ci credo quasi, mi sembra un film, mi rialza l'abbraccio dei miei compagni. Io ringrazio Fred, che mi ha passato la palla e che è quasi commosso quanto me per la meta. Poi mi incazzo però, perchè dobbiamo farne un'altra. Dervo mi prende per un braccio, mi indica ai miei compagni, mentre ansimo per la corsa fatta: "Guardatelo. Guardate che cuore ci sta mettendo. Cercate di metterci lo stesso cuore in questi dieci minuti!".
La partita finisce senza che l'abbiamo fatta, senza bonus, e al fischio finale mi lascio cadere a terra, privo di forze, e inizio a piangere come un vitellino. Qualcuno urla di rialzarmi, e lo faccio, lascio che le lacrime continuino, ma vado a fare il saluto. Quando facciamo cerchio attorno all'allenatore, Dervo è incazzato e io ho ancora gli occhi lucidi. "Abbiamo sbagliato, abbiamo perso un punto. Ora non possiamo più permetterci errori. Ci vuole cuore, dobbiamo crederci. Io so che Billie ci crede, siamo tutti come Billie?". L'orgoglio schizza a mille, e solo dopo riesco a godermi il fatto di aver fatto meta, quando vedo i sorrisi dei miei compagni, le loro pacche.
Quando entro in spogliatoio solo per prendere il cellulare dalla borsa valori. E' scarico, riesco solo a dare la notizia, prima che la batteria esali l'ultimo respiro. Ero inquieto, ma sapevo che eri lì, sulla mia nocca

Thursday, October 30, 2008

(Not) Sitting Still (Anymore)

Finalmente sul campo di casa, partire da titolare. Finalmente un riscaldamento, una domenica all'Uslenghi, senza dovermi accomodare sulla panchina. Non mi ci sono proprio seduto, su quella panchina! 76-0 ai Sabres di Sesto Calende, una serata con il (grandissimo) Mosè e poi, alle 23:20...beh, che bella domenica, quella passata senza, una volta tanto, sedersi in panchina!

(foto di Alberto Ferrante - l'album della partita contro Sesto)

Thursday, October 16, 2008

Saint Isabelle

La Lara è sempre piena di buoni consigli e buone parole e, nel periodo in cui nacque Isabella, disse allo zio incantato: "Domani vai in un negozio di dischi e scegli attentamente un disco da prendere a Isabella. Sarà il primo disco della sua collezione!". Non andai in un negozio, ammetto che mi spaventava l'idea di scegliere attentamente un disco per una persona che non conoscevo ancora tanto, nonostante già l'adorassi. Oggi ascoltavo l'ultimo disco di Tom Morello (a.k.a. The Nightwatchman), The Fabled City e...la numero 7, si chiama Saint Isabelle, diamine! L'ascolto, leggo il testo, è amore a prima vista. Ho trovato il primo disco della collezione della Pallina :)

Tom Morello The Nightwatchman
"Saint Isabelle"


Innocence and Suffering, Loneliness and Grace
Pain and Love and Beauty, Laughter, Death and Faith
Where the rising fortune meets the setting sun
Im afraid, my friend, when one is left it's just the same as none.

I will always stand beside you
Defend you and Mend you, Sanctify you
I'll Hold you and Keep you and Fight beside you
I'll follow you down love, I'm right behind you

God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through
God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through

The textbook's on the table, the radio's on the the shelf
and thank you for the offer but I'll sing this one myself
In reverential silence the crowd sat in the pews
I climbed and climbed for hours but, oh my, what a view.

I will always stand beside you
Defend you and Mend you, Sanctify you
I'll Hold you and Keep you and Fight beside you
I'll follow you down love, I'm right behind you.

God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through
God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through

Im surprised you didn't come forward when the cops dragged me away
There's a museum in the Netherlands I hope to see again someday
There's a painting of a woman gathering wood, it's almost dark.
In a world bereft of meaning, there's a flicker in the heart

I will always stand beside you
Defend you and Mend you, Sanctify you
I'll Hold you and Keep you and Fight beside you
I'll follow you down love, I'm right behind you.
I'll follow you down love, I'm right behind you
Follow you down love, I'm right behind you

God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through
God make a road straight, God make a road true
Saint Isabelle is coming through

Monday, October 06, 2008

Three Stitches for Billie Lock


Abbiamo vinto, col bonus. E per la prima volta ero titolare a inizio campionato. C'ero e, nonostante nel primo tempo abbia concesso due punizioni stupide e mi sia confuso nel nostro generale torpore, nel secondo tempo noialtri si è sciorinato una bella prestazione. Penso di aver fatto bene in seconda linea, e non mi sembra di aver fatto grandi cacchiate dopo quelle due punizioni nel primo tempo. I miei compagni dicono che se ci credevo, andavo in meta. E ho visto Bimbo andare in meta di fronte ai miei occhi, in quanto ero lì a sostenerlo.
A 5 secondi dalla fine, il patatrac: abbiamo già vinto, conduciamo 30-16, loro cercano il bonus. battono una punizione veloce, salgo e cerco di placcare e...la testa di Enz Off mi arriva dritta in faccia, lasciandomi per terra a urlare, con una maschera sanguinante in volto. Arrivano i soccorsi, mi portano via in ambulanza all'ospedale di Sondalo. E lì comincia il travaglio: la TAC di Sondalo è rotta, mi portano in ambulanza a Sondrio. Fred e la Giò mi seguono in macchina, ma bucano prima di Sondrio. La neurologa di Sondrio viene acciuffata mentre stava uscendo per farmi l'accertamento neurologico dopo la TAC. Dopo tanta attesa, tre punti al sopracciglio, una puntura di antidolorifico e un'antitetanica, sono libero. Sbagliamo strada per tornare a casa, però sento l'affetto e la solidarietà di Silvia, dei miei compagni e amici, anche di qualche avversario e, nonostante la malinconia sia alta (e mi sia perso i pizzoccheri!), beh, il senso di calore è altrettanto forte.
E la mente torna a fine partita. Abbiamo vinto, i miei compagni fanno cerchio attorno a me, mentre il dottore mi medica e io sono seduto e sanguino e cristono. "Per il Valtellina", chiama il capitano, "Uì Uò Uà! Stamminchia!", rispondiamo assieme, anche io. "E per Billie", richiama il capitano. "Hip Hip Hurrà, Hip Hip Hurrà, Hip Hip Hurrà". E io mi sciolgo tra le lacrime.