Belfast and Derry.
Saturday, October 27, 2007
Belfast, Derry - We have been unable to talk about it
Belfast and Derry.
Thursday, August 30, 2007
Dublin, Belfast, Ravenhill, Eurobillie
Chicca omaggio: la meta di Troncon vista da dove stavo io.
Thursday, August 23, 2007
Belfast, Derry, Galway
Friday, August 17, 2007
My father and other working-class football heroes
Ecco la sequenza che ho scelto:
Here's forest first cup-winning team from 1897-98, proudly showing off the trophy - before the game.
It's a great story. At the photographer's request, Nottingham Forest and their opponents, Derby County, had each posed with the cup before the game kicked off so that there'd be a suitable picture of the winners whatever the result. Perhaps he had another engagement to get to and couldn't wait until the final whistle. Or perhaps it had more to do with nineteenth-century standards of photographic etiquette. Portraits were formal occasions demanding one's best clothes, so the idea of showing the teams in their post-match disarray might have offended late-Victorian sensibilities. And the story didn't end there. In black and white, the photographer feared that Forest's red shirts wouldn't stand out sufficiently well from the foliage in the background, so he had them borrow Derby's white tops for the picture.
Fabulous. So Nottingham Forest's first great moment of triumph was captured for posterity before the fact and in the colours of the opposition. Somewhere, I presume - unless the wet plate was destroyed at the time for the sake of propriety - is a fading team picture of Derby County posing in proud anticipation with a trophy they never won.
Darren contro tutti
Genio e sregolatezza
Wednesday, August 08, 2007
Tuesday, August 07, 2007
Sports History Correspondent
Questo l'articolo, una presentazione di Italia - Irlanda, 24 agosto a Ravenhill, Belfast:
Friday, August 03, 2007
Down All The Days
Suck stout through me nose
And where it’s gonna end
God only knows
I have often had to depend upon
The kindness of strangers
But I’ve never been asked
And I never replied
If I supported Glasgow Rangers
(Pogues "Down all the days")
Sono seduto in fondo all’ultimo vagone, e dopo aver terminato il suo giro il controllore si è seduto di fronte a me. Gli ho offerto una delle mie due bottiglie e lui ha rifiutato. “Sono in servizio” ha detto, al che gli ho risposto che in una giornata così le regole non sono poi importanti. Lui allora ha accettato la bottiglia e la stout gli ha sciolto la lingua. Mi ha detto che da ieri è disperso il figlio della Thatcher. Dopo un giorno lo sanno già tutti, persino in mezzo al posto più isolato del Regno Unito. Invece del fatto che P.Imlach dell’Orcadian è disperso da un pezzo non sa nulla nessuno. Poi il controllore ha continuato a raccontarmi, con il suo pesantissimo accento dell’Ayrshire, di quell’ubriacone che stava dall’altra parte del vagone. “Lo conosco, non ho avuto il coraggio di chiedergli il biglietto in una giornata del genere. Stanotte ha dormito su questa carrozza, probabilmente”. E mi dice che l’ha incontrato varie volte, e che oramai quel barbone è la storia delle ferrovie di Scozia. Cacciato da ogni linea, aveva dormito negli angoli migliori di qualsiasi stazione caledone e su ogni tipo di vagone. Mi dice che gli ha raccontato la sua storia qualche anno fa, su un treno simile a questo, guastatosi in una giornata simile a questa, dalle parti di Inverness.
L’ubriaco in realtà era un inglese, di Coventry. Durante la guerra si era ritrovato senza più famiglia né casa, rase al suolo, come del resto tutta la sua città. Allora si era messo a vagabondare e ad abitare sui treni delle Midlands, finchè un giorno a Birmingham non si era addormentato sul treno sbagliato, risvegliandosi solo alla stazione centrale di Glasgow. Pare che una volta messo piede nella fredda Scozia, vedendo il fiume Clyde scorrere sotto i suoi piedi, aveva pensato di essere in paradiso, o probabilmente all’inferno. Le Scottish Railways erano diventate il suo personale battello di Caronte, e aveva cominciato a vagare per la nostra terra, girandola in lungo e in largo, in cerca del posto dove la sua anima avrebbe potuto finalmente riposare in pace. Aveva vissuto sulla sua pelle all’incirca ogni disastro ferroviario sia stato registrato in tutti quegli anni in Scozia. Sentendo quei nomi non potevo fare a meno di pensare che avevo visto coi miei occhi le macerie di alcuni di quei disastri, sempre inviato per l’Orcadian, come l’incidente di Invergowrie del 1979. Il controllore mi raccontò che nel preciso momento in cui i due treni della Inverclyde Line si schiantavano a Paisley, lui stava proprio litigando per il biglietto con quel barbone, sul treno diretto a Wemyss Bay, la linea più sfigata di tutte le ferrovie scozzesi. Certo che ogni volta che si incontrano questi due, come minimo una locomotrice va a farsi fottere.
Adesso è ora di riporre la macchina da scrivere e questo racconto: mentre prendevo l’ultimo sorso di stout dalla mia bottiglia è entrato il controllore, annunciando il guasto. Manca ancora un sacco ad Aberdeen, ma per oggi cosa importa tornare a casa? Entrerò in un pub del paesino più vicino che trovo e mi farò offrire un whiskey per scaldarmi un po’, e cercherò qualcuno che mi ospiti stanotte. Dopo tutto questo vagabondaggio alla ricerca della mia casa nel posto più sperduto del mondo, pub e vagoni del treno sono diventati la mia famiglia.
(Billie MacGowan "Down All The Days")
Friday, July 27, 2007
Come farsi male da soli
Ultimo esame dato. Lo scritto (prima parte). L'avrò passato? Mah, boh, mah.....
Tuesday, July 24, 2007
Viaggio al termine di una stanza
Ci aspettavamo delle domande, ma non ce ne furono. Passammo giorni e giorni sdraiati sul terrazzo senza ricevere, con nostro grande sollievo, alcuna visita della polizia. Cos'avremmo potuto dire: "La mia amica Heidi è così porca che riesce a far fuori un elicottero con un'occhiata"? Cosa poteva aver detto il pilota negli ultimi secondi: "Mayday, mayday, sono stato abbattuto da una fica"? E a quali conclusioni sarebbero giunti gli investigatori? "L'agente Diaz è perito come avrebbe sempre sognato, tenendo stretta in pugno la sua virilità"? Ovvio che le domande non si materializzarono mai.
Monday, July 23, 2007
Publican PizzoccherArmy
Saturday, July 21, 2007
Triple Diamond Football Club
Ieri invece...ebbene si, ho giocato a calcetto. In squadra con mio cognato e mio pseudocognato e contro mio fratello. Non so più giocare con le palle tonde. In più, sono assolutamente fuori forma. Ho fatto benino in porta invece. L'unico gol subito, ahimè, da mio fratello, lasciato libero di sboroneggiare.
Finita la partita, via a bere una birra al Cinghei. Vittima della Triple Diamond lasciai il mondo ieri sera, dopo aver prodotto un gallone di pipì. Casso se stampa. Casso che mal di testa.
Monday, July 16, 2007
Il Circolo Chiuso
Devi solo andare avanti. Non c'è altro da fare, non credi? Non c'è altra scelta. Devi solo andare avanti, e cercare di dimenticare, ma non ci riesci, perchè se non è una canzone, allora è qualcos'altro, c'è sempre qualcosa che ti riporta indietro. Cristo, basta che accendi la televisione. Lockerbie. L'11 settembre. Bali. Le ho guardate tutte, queste tragedie. Non riesco a farne a meno, ed è terribile, sai. E la cosa peggiore è che non smette mai. Non smette mai, e diventa sempre peggio.
Sunday, July 15, 2007
Kiwi Kiwi Alleluja
E' stato un uichènd intenso. A partire dalle 45 pagine di Informatica Distribuita di venerdì pomeriggio.
Poi dopo sera in Milan in compagnia delle gemelle Iveco Robbby & Phoe, della Foca Nazionale, di Ghemon, Duccio, Xli, Ursus e Desio. Serata che ha lasciato parecchie vittime per strada e che si è conclusa con me dormiente su un divano vicino a una finestra aperta che dava su Viale Monza. Immaginate quanto abbia dormito bene.
Tornato a casa da Milano, subito sono dovuto ripartire: festa in Piscina a casa del Prez, con addio a O'Capità. Compresa anche partitella di pallanuoto. Contando che io e il nuoto siamo due mondi a parte, si è sfiorata la traggedia come minimo. Ora soy muy cansado e il mal di testa impera. Quindi ripongo la sparachiodi e lascio parlare lui, colui grazie al quale il sommo Paco mi nominò sul suo ultimo post. Kiwi.
Wednesday, July 11, 2007
Get well, Philip!
Monday, July 09, 2007
War is over, Chiodator is not
Sono al bar dove faccio colazione di solito. Entra una signora, vecchia e grinzuta, scura di pelle (lampada?), volgare nell'aspetto come nei modi. Chiede al cameriere che mi sta facendo il caffè i soldi per le sigarette. Severo, il cameriere, le risponde: "No!". Lei insiste, dice che fuma le MS nere, ma il cameriere è irremovibile. E la signora sbotta.
"Va a farti inculare a New York, coglione!"
"Tutta quella strada per prenderlo in culo?"
Sempre parlando di grinze, una signora che si è presentata al Museo. Ancora più volgare, se possibile. Vestito scollato, schiena scoperta. E grinzosa. Non ha detto niente. Non ce n'era bisogno.
Capirsi con una famiglia di cambogiani che parla italiano, ma non lo capisce, e che non riesce a capire manco l'inglese.
Un piccolo feticista di cavetti di anni 5 e mezzo che ha imperversato per il Laboratorio. Tra l'altro nell'ora in cui c'era Dario.
E infine, un 75enne esce dalla conferenza al Museo e chiede all'infopoint:
"Sono stato alla conferenza, se ora voglio visitare il Museo?"
"Deve fare il biglietto all'ingr..."
"Ah, no, allora no".
Beh, ora sono mimetizzato nella folla. Sono insospettabile, il mio sguardo assassino è nascosto dietro ai miei occhiali scuri nel laboratorio di informatica dell'Uni. Pensano io sia pazzo, ma sono lucidissimo. Sono un guerrigliero, non un serial killer. Non ho nulla da spartire con il Mostro di Ferrara, quello incriminato per aver fresato a morte 12 rodigini nella sua cascina nascosta a Pontelagoscuro. Quello che poi lasciava i cadaveri davanti al Battaglini, tutti con la Lettera a Savonarola poggiata sopra e firmata col sangue CDP. E non sono neanche come il Bannatore Seriale di Torino, ossessionato dalle api. Ora però son passato alle armi chimiche. Kebab. Sto andando alla Iuniversal, dove lavorai un anno e mezzo fa, e che già fu teatro di un mio attentato fatto usando armi biologiche quali la polenta della mensa, a ritirare dei moduli che mi spettano. Qua in Università invece, mesi fa scossi la gente con il mio sabotaggio delle macchinette, al quale potrei dedicare un post a parte prossimamente.
Domani sui giornali ne vedrete delle belle. Ve lo assicura il vostro Sir Billie MacGowan MSE BB (ho incastonato un nuovo titolo nobiliare nel mio nome. BB = Beer Belly, e mi è stato assegnato da uno sposato con un'irlandese!)
PS: che ascensori e cessi sboroni che hanno alla Universal. Hanno persino la tripla reception.
Sunday, July 08, 2007
Il ritorno dell'autofilettante (Sparachiodi episode III)
Atto unico
Ebbene si, la Settimana Mondiale della Sparachiodi giunge al termine. Sono tornato a casa trascinando i coglioni per terra ed è con estrema fatica che sto scrivendo codesto post. Ma DOVEVO informarvi che questa domenica. Questa domenica ho trovato una persona che diventerà, al posto dei miei gingilli, l'obbiettivo della mia Rurmec PT 950.
Atto primo
Si tratta di un piccolo bambino, 9 anni, di nome Dario. Mentre facevo ausilio all'info-point, attorno alle 10'30, arriva e dice:
"Sono Dario Xxxxx, nato nel 1998. Voglio fare il laboratorio di Internet".
Io controllo il foglio. Vedo che alle 11 a Internet non c'è nessuno, mentre alle 12 ci sono già quattro persone e gli dico:
"Senti, Dario. Puoi fare Internet, però posso proporti anche il Laboratorio di Robotica?"
"No, l'ho già fatta!"
"Lo so, ma puoi fare Internet alle 12, così c'è qualche altra persona e l'attività viene meglio, e intanto che aspetti, puoi fare un altro laboratorio..."
"No, voglio fare Internet alle 11!"
"Ma saresti solo!"
"Meglio"
Il padre del bambino, in tutto e per tutto fatto come il nostro Dario, dice:
"Vede, l'avevamo già fatto, ma se c'è solo lui viene seguito meglio"
"In realtà i laboratori vengono meglio se ci sono più ragazzi che interagiscono e si confrontano".
La conclusione che abbiamo tratto è che la madre o gli ha regalato un abbonamento al Museo per toglierseli entrambi dalle palle una volta a settimana almeno o è scappata 3 anni fa e ha fatto perdere ogni traccia.
Alla fine Dario l'ha spuntata. Ha fatto Internet alle 11. E Colore alle 12. Alle 13 per noi è pausa pranzo e, prima di andare in pausa, sostituisco il mio collega all'info-point per qualche minuto. Arriva Dario, che non aveva voluto fare Robotica perchè l'aveva già fatto, e dice: "Alle 14 voglio fare Robotica". La guida a Robotica sono io. Immaginate il sorriso sulla mia faccia.
In laboratorio il piccolo petulante spaccacazzo riesce a rendermi la vita difficile. Già odio i bambini che hanno già fatto Robotica e ci tornano: sono entusiasti, vogliono anticipare tutto e far vedere che già sanno, e rovinano l'esperienza agli altri partecipanti. Poi se hanno una forte predisposizione naturale (nonchè genetica) allo spaccamaronismo come il nostro, è la fine.
Però Dario se non altro, mi serve sul piatto d'argento la Brutalità del Giorno: il robot non fa quel che deve fare, perchè è programmato male (dovremo correggere poi coi ragazzi il programma). Dario vede che non funziona, tira fuori la sua risatina querula e fa "Ma è stupido!". Al che io non me la faccio scappare: "Beh, c'è da dire che l'hai programmato tu!".
Penso di esser diventato allergico ai bambini in maglietta arancione.
Atto primo
Da notare anche una signora arrivata per l'Evento Scazzoski. Arriva con figlia e cane al seguito. Meriterebbe, come il caro Dario, un capitoletto a parte. E perchè non dedicarglielo? La signora è una cliente di Scazzoski (ovviamente, i clienti di Scazzoski sono tutti straricchissimi e stramenosi). E la figlia si fa novella Paris Hilton portando un barboncino a guinzaglio fucsia con un fiocco rosa in testa. La signora sale per le scale e, giustamente, le si fa notare che i cani non possono entrare nel Museo, principalmente per questioni igieniche.
"Ma guardate che è un cane educato", dice la turbozoccolona, frase alla quale verrebbe da rispondere: "Lo sappiamo, la cafona è lei, non il cane". Chiede se lo può lasciare "nel terrazzo", come chiama lei il chiostro. Ovviamente non si può, essendo area aperta ai visitatori.
La figlia intanto cerca di trascinare il cane fuori dal museo. E il cane fa resistenza, scivolando sul tappeto rosso. E la madre, in modo nervoso e maleducato:
"Non fare così!".
La figlia, vista la resistenza opposta dal cane, lo raccoglie e se lo mette sotto il braccio e esce dal museo tutta incazzata. E la madre isterica le urla dietro che così il cane scappa. Il cane si mette ad abbaiare.
"Senta, devo stare dentro solo per un'ora per fare un ordine. Me lo faccia portare"
"Signora, non si può, è il regolamento del Museo"
"Si, sono stata a un Museo anche ieri, so com'è che funziona"
[solo pensato] "Se già sai come funziona perchè cazzo te lo sei tirato dietro, minchiona?".
Insomma, roba da rimanerci secchi. Poi la signora, sborona e cliente Scazzoski, tira fuori la carta adesso lo faccio funzionare io questo posto:
"Uno strappo alla regola, mi faccia parlare col direttore"
"Il direttore non è in sede oggi".
Alla fine il cagnolino è stato parcheggiato in un loggione chiuso al pubblico nel piano superiore. E alla signora abbiamo tanto augurato di finire impiccata nel guinzaglio del di lei cane.
(come lo Schiaccianoci ma più Brutale)
Atto unico e conclusivo
Per il resto:
- Quando vai a mangiare al bar dell'ospedale perchè, essendo domenica, bar e fornai sono tutti chiusi.
- Quando anche il vu cumprà non lavora, essendo domenica, ma tu si.
- Quando nella macchinetta del caffè è finito lo zucchero, e in quella delle bevande le bottigliette d'acqua.
- Quando discuti di dentisti e cauterizzazioni nasali in pausa pranzo.
- Quando discuti di sottopentola a forma di fiore, chiocciola, cigno o bicchiere di Martini.
- Quando gli addetti all'Evento Scazzoski aperitivano al buffet invece di bloccare la gente che cerca di salire sulla scala, chiusa per il loro Evento Scazzoski, che loro dovrebbero piantonare. E invece tocca a noi placcare i visitatori.
- Quando sfori di cinque minuti in pausa pranzo e devi berti ancora la lattina di Fanta e fare un sacco di pipì.
- Quando il buon V., 8 anni, cliente abituale del Museo e madrelingua inglese, francese e italiano corregge l'altra guida del Museo che sta parlando di Google Earth. Lei pronuncia Gugolàrt /ʼgu:g(ɘ)l art/ e lui prontamente la corregge con spocchia: "Gugolòrf!" /ʼgu:g(ɘ)l 3:θ/.
- Quando c'è la Signora del Barboncino.
- Quando c'è Dario.
Saturday, July 07, 2007
Billie MacGowan, feticista di sparachiodi
http://www.rurmec.it/prodotti/fissaggi_sparo/chiodatrici.htm
http://www.rurmec.it/prodotti/fissaggi_sparo/PDF/accessori.pdf
La sparachiodi colpisce ancora
Note sull'episodio precedente:
- мальчик (Mal'čnk o Malenki = Ragazzo). In realtà io capivo Malenki che vuol dire piccolo e ha la stessa radice di Mal'čnk. Al momento non ho voglia di traslitterare. Ma il senso del dovere non mi permette di deludere voi lettori: Malenki si scrive маленьки. Chi l'avrebbe mai detto che leggere il blog di un sparachiodomaniaco pseudoscozzese vi avrebbe permesso di scoprire la lingua russa? D'altronde, è un маленьки робот, un Malenki Robot, un piccolo lavoro.
- Il russo che c'era ieri era il Direttore della Divisione Chimica dell'Agenzia Aerospaziale Russa. чертовски! (čertovski = cazzo!).
- Sparachiodi in cirillico si potrebbe traslitterare спаракиоди.
- Quando inciampi nel ceppo di un tronco e cadi in un cespuglio di rose. Siccome non c'è rosa senza spine, c'è da bestemmiare alquanto. ебать! (ebat' = cazzo!).
- Quando ti dici "Questi giorni c'è da sparachiodarsi nei maroni, meno male che ci sono gli Housemartins da spararmi in macchina al ritorno" e ti accorgi che hai lasciato il cd degli Housemartins da qualche parte.
- Quando ti abbiocchi così tanto in treno che ti svegliano al capolinea.
- Quando in stazione ti attacca bottone un pazzo, ti chiede che lavoro fai, tu gli dici che sei guida museale e questo si convince che in realtà sei un geologo, e non c'è verso di smuoverlo dalla sua convinzione che tu e la geologia siate un tutt'uno.
- Quando la chiave del laboratorio non apre l'armadio e devi correre su e giù per trovarne una che lo apra.
- Quando sai accendere gli exhibit, ma non i faretti che vanno accesi prima dell'exhibit.
- Quando ti frughi in tasca per cercare spiccioli per il caffè e trovi un lucchetto, capisci che viene dalla Sala Mostre del Museo. Peccato che sia sabato e la Sala Mostre tu l'abbia fatta la domenica prima.
- Quando i genitori di due bambini di 9 e 7 anni, alla notizia che il Laboratorio è per i bambini dagli otto anni in su ti dicono "Ma quello di 7 anni è avanti" e in realtà vuol dire che è al livello del fratello, e NON si tratta di livellamento verso l'alto.
- Quando le macchinette hanno finito l'acqua e non vengono ricaricate.
- Quando ti rendi conto che hai 5 euri mentre pensavi di averne 10.
Friday, July 06, 2007
Datemi una sparachiodi!
- Quando sei seduto placido sul treno e quella signora si siede nel posto di fronte a te, si toglie scarpa da ginnastica e calza di spugna e appoggia fettazze puzzolenti sul sedile di fianco a te.
- Quando punti per sbaglio la sveglia un'ora prima del dovuto e te ne accorgi solo dopo doccia e caffè.
- Quando fai una guida in due lingue due nello stesso momento e a fine ora parli all'italiana in inglese e all'australiano/svizzero (che minchia di nazionalità è australiano/svizzero???) in italiano.
- Quando per andare dal Pogue Mahone (Piazzale Lodi) a casa di Robbby (Viale Monza) passi per i Navigli.
- Quando sei in pausa e ti metti a giocare col LEGO e non ti accorgi di un turista straniero che è entrato e ti guarda tra l'interessato e il divertito.
- Quando non stai lavorando e giochi al LEGO per far passare il tempo, e costruisci un sistema biella-manovella funzionante.
- Quando entra il direttore e la nostra responsabile con un pezzo grosso russo del museo, corredato da ragazza e interprete, con le guardie del corpo che aspettano fuori, e capisci le seguenti parole: Спасибо (Spasibo = Grazie) e мальчик (Mal'čnk o Malenki = Ragazzo). Avrei potuto cantargli до свидания, родины (Do svidanija, rodiny = Addio, patria mia).
- Quando vai in bagno e vedi un giapponese che con la porta aperta piscia nel cesso degli handicappati.
- Quando la signora che ha appena assistito alla conferenza vuole scrivere i suoi vaneggiamenti e lasciare il suo feedback al museo e continuano a caderle gli occhiali.
- Quando arrivi a casa e ti rendi conto di aver tenuto in tasca le chiavi del laboratorio.
- Quando arrivi a casa e in mezz'ora ceni, ti fai la doccia, ti fai la barba, ti tagli i capelli, poi rimonti in macchina e riparti alla volta di Milano.
- Quando Robbby ti chiama dal balcone mentre attraversi Viale Monza attentando alla tua incolumità.
- Quando chiudono la strada per andare in stazione e ci metti mezz'ora a fare 3 km.
- Quando il tuo treno fa ritardo fisso di un quarto d'ora.
- Quando il brownie del Pogue ti va in sciolta.
- Quando alla macchinetta sono finite le bottigliette d'acqua al pomeriggio.
- Quando ti addormenti in treno in un posto dove la tenda è bloccata e entra il sole a manetta e quando ti svegli sei sudato fradicio.
- Quando compri le pile in edicola, guardi la marca e capisci che dureranno si e no quindici minuti prima di scaricarsi.
- Aaaaaaaaaaaaaaargh!
Thursday, June 28, 2007
Three men in a boat
I don't understand German myself. I learned it at school, but forgot every word of it two years after I had left, and have felt much better ever since.
He swore at us in German (which I should judge to be a singularly effective language for that purpose).
Monday, June 25, 2007
The Match (da me postato su rugby.it)
Bologna. Ogni anno ci si ritrova a chiudere la serranda sulla stagione alla Barca. Ogni anno ci tocca una sveglia mattiniera di sabato, per saltare in macchina con qualcuno e dirigersi, in una macchina che prende le sembianze di una serra ancora in tangenziale est, verso l'Emilia Romagna. Ogni anno ci ritroviamo a fare riflessioni sull'eroismo demente dei presenti, ogni anno ci ritroviamo a naso in su, in una stazione-clubhouse, in una tensostruttura con gnocco fritto o ancora con quei pali che si ergono in cielo a portata dei nostri occhi, a pensare a cos'è che ci rende così contenti di essere lì, di aver condiviso prima saracche, pigne, fiato, fango e sacrifici, poi alcool, racconti, risate e piccole commozioni, con gente che, in genere, abbiamo visto non più di una mezza dozzina di volte.
Che raccontare? La mia solita cassetta per cominciare una giornata di partita (canzoni d'obbligo "Sunnyside of the street" e "Wild Cats of Kilkenny" dei Pogues) invece di risuonare sulla Varesina ha risuonato sulla Milano-Meda. Il prode Radagast è passato a prendermi e poi i due Capitani hanno raccolto il CDA delle Camioniste. Phoe, Robbby, Cookie, Foca. E poi, bando alle ciance, via per Bologna, tra lattine che esplodono in mano a Robbberta, un persistente odore di liquerizia, Cookie che viene catapultata in avanti, la fantastica colonna sonora messaci a disposizione da Radagast e i Carmina Burana all'arrivo alla Barca riarsa.
Ad accoglierci S' l'uomo in mutande, McPippus e Lucy. Ma da qua in poi è inutile elencare tutti quelli che sono arrivati. Troppi i momenti...con Nambereit che allestisce solo per Ermanna uno spettacolino sul "perchè le donne cambiano quando si sposano". Quando imita la moglie dicendo "cossa gastu speso?" mi sembrava quasi Paolini. Un'orazione sociale sul Matrimonio, nelle parole di Nambereit una catastrofe al pari del Vajont o di Ustica.
E che emozione vedere Ermanna e Ted, come al solito. Come quando vidi Ted in mezzo a una folla oceanica in metropolitana a Roma e urlai "Teeed" e lui mi vide e rispose "Billieee". Visti i soprannomi, le mie basette, i suoi capelli rossi e la quantità di scozzesi mischiati nella folla, credo che a nessuno sia venuto un benchè minimo sospetto della nostra -nostro malgrado- italianità.
Gli integratori arrivano con Rama, come al solito. Ma i veri integratori del pre-partita sono sopressa, frittata, focaccia e pizza al taglio, uniti a un po' di birra fresca, needless to say.
Nel prepartita, fatto di piccole commozioni, cerebrali e non, per l'arrivo di vecchie conoscenze e nuovi amici, d'un tratto serpeggia un brusio da classe delle medie. "E' arrivato il capo, è arrivato il capo". E alzi gli occhi e ti vedi di fronte un armadio a tre ante che ha fatto la storia del rugby italiano. Glom! "Ma gioca? Ma gioca?". Alla fine il più lesto a offrire una maglia a Franchino è Ted, e Franchino è bianco, Old Star. Sarà, ma a molti pareva uno sbarbatello con poca esperienza.
Inizia il riscaldamento (ma ce n'era veramente bisogno?) e lì è il momento peggiore della giornata. Perchè nessuno crede di potercela fare, a correre. Tutti si sentono morire. Strano che, una volta partito il calcio d'inizio, nessuno si senta più morire, e tutti si sentano ringiovaniti e rincoglioniti, pronti a rischiare un colpo di sole per la nobile causa del rugby. We may be old, but we're still immature, dice un vecchio adagio ovale. Figuriamoci i giovani.
Ma abbiamo lasciato troppe cose dietro alle nostre spalle. Per esempio l'insignimento a cavalieresse (cavallerizze?) dell'ordine delle camioniste di Lucy, Alieno e Belva, quest'ultima insignita di un manufatto particolarmente equivoco, ispirato senza ombra di dubbio al Piffero di Sean Lamont.
E poi eccoci in campo.
Ha senso parlare di una partita del genere, a chi non c'era? A chi non l'ha vissuta? Perchè di questa partita non sono poi importanti le cronache. L'importante è esserci. Questa partita è emozione. Leggerne è solo un surrogato. Però questo surrogato, questa biada virtuale, ha un senso, a pensarci bene. Trovarsi a distanza di mesi e anni a rileggerlo e ricordarsi e sapere di esser stati presenti e mantenere, nei nostri cuori, ben vive le sensazioni, le memorie, i ricordi.
Quando saremo vecchi e rincoglioniti, non sosterremo più un cucchiaio nella nostra mano e non avremo più denti per masticare nè reggere paradenti, racconteremo ai nostri nipotini di aver giocato un giorno a fianco o contro Properzi. I nostri nipotini probabilmente manco sapranno chi fosse. E se anche lo sapessero, ci prenderebbero per pazzi e si girerebbero i loro genitori (i nostri figli) dicendo "mamma, papà! nonno è rincoglionito, portate le pillole". L'unico modo per non impazzire sarà rendere il Campo La Barca un ospizio, e ritrovarci a fare le nostre chiacchere da rincoglioniti in una casa di riposo resa dalle nostre presenze e dagli alcoolici sdoganati dall'esterno, una cooperativa. Specie in via d'estinzione, come tante delle altre che si sono viste in campo e fuori a Bologna.
Io personalmente ho visto Properzi urlare, quando gli ho tirato una veemente testata sul fianco. Ha urlato. Proprio così. Ricordo la sua smorfia di dolore mentre latrava un "Accendete gli zampironi!".
Ok, battuta idiota, lo so, ma ci tenevo a farla. Per me questa Bologna ha rivestito un'importanza particolare. Capitano degli Hole Blacks. Molti dei non presenti non lo capiranno, ma è un'emozione impagabile. Quanto un cap in nazionale, immagino. E poi c'è stato il mio primo discorso, per cui ero molto emozionato. Penso sia venuto un po' zoppicante nella forma. Però la partita di Bologna non è forma. E' sostanza. (Mi piace buttare dentro queste frasi fatte e luoghi comuni di tanto in tanto. Rendono quanto scrivo più pubblicabile per la Gazzetta o simili).
Il volantino di questa partita, riecheggiando JPR, diceva la cosa giusta: "Il rugby è la storia di 30 uomini e un pallone. E quando non c'è più il pallone, rimangono gli uomini". Ed è vero. Trovarsi sotto un cielo stellato con Radagast, Jimmy, Alby a raccontare aneddoti rugbistici. Parlare con Conchiglione di concerti e dischi, e scoprire l'unico altro italiano che conosce i The Men They Couldn't Hang e a cui non li hai fatti conoscere tu. Parlare con il buon Maxam di Smiths e Pogues e di viaggi a Glasgow. Vedere sorrisi, pacche, abbracci, scherzi, battute e frecciatine. Parlare di qualsiasi cosa, dalla fermentazione della birra, all'affair Berbizier/Scanavacca. Dalle cose futili alle cose cui teniamo. Fare coda per le salamelle. Offrire e ricevere da bere. Brindare. Farsi regalare da Ted il calendario del Valdagno (sboronissimo il trolley).
Grazie alla birra e a chi l'ha portata, al limoncello che ha fatto mia zia, al Moscato che non ricordo chi mi abbia offerto e al Durello che mi hanno offerto Ted e Nambereit (quest'ultima frase è quantomeno equivoca, lo ammetto). E al cerchio di sedie le prime contestazioni tra HB e OS e le mie frasi sconnesse e il mio occhio spento dalla quantità di etanolo in circolo. Mi ricordo di aver detto "La nostra è una battaglia senza gloria: se vinciamo, dicono che era facile, vincere contro dei 'vecchi', se perdiamo, ci prendiamo pure le prese per il culo".
Poi in campeggio, dove io son crollato quasi subito. E soprattutto il mattino. A raccontarsi di chi russa e di chi scoreggia, a farsi ventimila caffè per tirar via il rincoglionimento, a salutare commossamente tutti e darsi l'appuntamento a Bologna, l'anno prossimo. E' sempre così. Non cresceremo mai. Grazie a Dio.
ps. scusate se ho scritto in modo alquanto sconnesso. non modificherò comunque un H. così mi è uscito e così è giusto che resti.
Tuesday, June 19, 2007
Bent Hooker
Friday, June 15, 2007
Many thanks + Sbornia letteraria
- Aldous Huxley "Tutti i racconti"
- Tibor Fischer "La gang del pensiero"
- Tibor Fischer "Viaggio al termine della stanza"
- Jonathan Coe "Circolo chiuso"
- J.D. Salinger "Franny e Zooey"
- J.D. Salinger "Alzate l'architrave, carpentieri! - Seymour. Introduzione"
Tra l'altro è periodo di grande lettura e acquisto di libri in casa Billie. Sto leggendo due libri (il mio libro da treno "Three men in a boat" di Jerome Klapka Jerome e "Oh, play that thing!" di Roddy Doyle) e ne ho ordinati due su Amazon: "Rugby's strangest matches - Extraordinary but true stories from over a century of rugby" di John Griffiths e "Paddy Clarke Ha Ha Ha" di Roddy Doyle, in lingua originale, avendolo già letto in italiano.
In più mia madre è andata a trovare mia sorella a Leicester e ha svaligiato per me un WH Smith (errata corrige: era Borders), comperandomi "The Groundwater Diaries" di Tim Bradford, "A drink with Shane MacGowan" di Victoria Mary Clarke e Shane MacGowan, "My father and other working-class football heroes" di Gary Imlach e "The Rotters' Club" di Jonathan Coe (anche questo già letto in italiano - "La banda dei brocchi"). Sto a fare indigestione, ho da leggere fino al 2008.
Tuesday, June 12, 2007
A black eye + Madness
Giornate fiacche, sono fiacco pure io, ma vabbè. Sono a casa da solo fino a domani, sto sperimentando in cucina (ambiente che finora mi era ostile) e sto riuscendo forse in questi momenti a farmi una pizza. Speriamo in bene.
Nel contempo, anche i giappi fanno pubblicità alla Madness:
Monday, June 04, 2007
This is absolute Madness
Baggy Trousers d'ora in poi sarà la colonna sonora delle mie lavate di denti
Friday, May 25, 2007
I've suddenly become twenty-two (Accadde quel giorno)
Il 25 maggio 1914 la Camera dei Comuni del Regno Unito sancisce l’Irish Home Rule Act, intesa a dare all’Irlanda un governo autonomo. Nel 1921 nasce il premio Nobel per la fisica Jack Steinberger, e l’anno dopo nasce Enrico Berlinguer. Nel 1925 l’insegnante ventiquattrenne John Thomas Scopes viene accusato di aver infranto il Tennessee’s Butler Act, che vietava l’insegnamento della teoria dell’evoluzione darwiniana nelle scuole dello stato del Tennessee. Scopes in realtà era l’allenatore di football americano della scuola, ma aveva insegnato le teorie darwiniane durante una supplenza. Il giudice del processo (chiamato Scopes Monkey Trial) condannò Scopes a pagare una multa di 100 dollari, verdetto poi annullato per un vizio di forma. Esattamente un anno dopo l’anarchico ebreo Sholom Schwartzbard uccide Symon Petlura, presidente del governo esule della Repubblica Popolare Ucraina, per vendicarsi dei 15 familiari morti nei pogrom di cui Petlura era un responsabile. Nonostante Schwartzbard avesse crivellato il corpo di Petlura con 5 pallottole, il processo lo dichiarò non colpevole, visto che vendicava le vittime dei pogrom. Il 25 maggio 1931 a Leningrado nasce Georgi Mikhailovic Grechko, cosmonauta russo utilizzato in tre missioni Soyuz, mentre in Ucraina nasce la nazionalista Aili Jõgi, che a 14 anni fece saltare in aria un monumento memoriale russo a Tallinn. Nel 1933 a Birmingham nasce il calciatore Ray Spencer.
Il 25 maggio 1935 è teatro di due grandi imprese sportive: mentre in Michigan Jesse Owens stabilisce o eguaglia 4 record del mondo di atletica leggera nel giro di soli 45 minuti, a Pittsburgh Babe Ruth ottiene il suo home-run numero 714, l’ultimo della sua carriera. Il record di Ruth durerà ben 39 anni, prima di essere infranto da Hank Aaron, tutt’ora primatista con 755 home-runs. Nel 1936 inizia lo sciopero della Remington Rand, durato ufficialmente quasi un anno. Il 25 maggio 1938, durante la Guerra Civile Spagnola, i franchisti bombardano Alicante, una delle ultime roccaforti repubblicane, causando 313 morti. Lo stesso giorno nasce lo scrittore Raymond Carver, e un anno dopo l’attore inglese Ian McKellen. Nel 1940 inizia la battaglia di Dunkerque, importante vittoria tattica per la Germania nazista.
Il 25 maggio 1946 la nazionalista ucraina Aili Jõgi passa il giorno del suo quindicesimo compleanno nella via Pagari Tänavas di Tallinn, sede degli uffici dell’NKVD, la polizia sovietica. Pochi giorni dopo viene condannata per terrorismo, esiliata per otto anni dall’Estonia e mandata in un Gulag sui monti Urali. Nel 1953, in Nevada, gli Stati Uniti conducono i loro primi e unici esperimenti di artiglieria nucleare, mentre a Chacabuco, nel distretto di Buenos Aires, nasce Daniel Passarella, capitano dell’Argentina campione del mondo di calcio 1978. Nascono lo stesso giorno anche Gaetano Scirea, che solleverà lo stesso trofeo quattro anni più tardi, e il canoista ungherese László Foltán, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca in coppia con István Vaskuti nel 1980. L’anno successivo muore il fotografo e reporter di guerra ungherese Robert Capa, noto per i suoi reportage durante la Guerra Civile Spagnola, ucciso da una mina in Vietnam. Nel 1955 il tornado più mortale del Kansas uccide 80 persone nella cittadina di Udall, mentre nel 1958 gli italiani vanno alle urne per le elezioni politiche, sancendo la vittoria della Democrazia Cristiana. Nel Surrey nasce il leader dei Jam e degli Style Council Paul Weller.
Il 25 maggio 1961 John Fitzgerald Kennedy dichiara ufficialmente avviato il Programma Apollo, con lo scopo di portare l’uomo sulla Luna prima della fine degli anni ’60. Nel 1963 nasce il comico canadese Mike Myers, noto come Austin Powells. Tre anni più tardi il primo DaZiBao viene esposto all’Università di Peking, in Cina, nel pieno della Rivoluzione Culturale cinese.
Il 25 maggio 1967 il Celtic Glasgow batte l’Inter 2-1, diventando la prima squadra britannica a vincere una Coppa dei Campioni. Gli undici giocatori furono soprannominati i “Lisbon Lions”. Nel 1969 nascono l’attrice lesbica Anne Heche e l’arbitro Paparesta e nel 1971 Stefano Baldini, medaglia d’oro nella Maratona alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 1975 nasce la cantante afroamericana Lauryn Hill, mentre l’anno dopo viene al mondo l’attore irlandese Cillian Murphy, impiegato da Ken Loach nel ruolo di Damian nel film “The Wind That Shakes The Barley”. Nel 1977 esce nelle sale il film Guerre Stellari di George Lucas. Lo stesso giorno allo Stadio Olimpico di Roma il Liverpool sconfigge il Borussia Moenchengladbach, vincendo la sua prima Coppa dei Campioni, e nasce il rugbista scozzese Ben MacDougall, trequarti centro.
Il 25 maggio 1979 il volo 191 dell’American Airlines, un DC-10 della McDonnell-Douglas, si schianta al decollo dall’O’Hare International Airport di Chicago, uccidendo 271 passeggeri e due persone al suolo. Lo stesso giorno nasce Jonny Wilkinson, mediano d’apertura della nazionale inglese di rugby, artefice della vittoria inglese nel mondiale 2003 grazie a un drop decisivo messo tra i pali a 30 secondi dalla fine del tempo supplementare. Nel 1982, durante la Guerra delle Falklands l’HMS Coventry D118, un cacciatorpediniere del Tipo 42, Sheffield Class, viene affondato dall’Aeronautica Militare argentina. Nel 1984 nasce Unnur Birna Vilhjálmsdóttir, Miss Islanda e Miss Mondo 2005.
Il 25 maggio 1985 il Bangladesh viene colpito da un ciclone tropicale che ucciderà diecimila persone. In quello stesso giorno, alle 7:20 pm CET, all’Ospedale di Cantù nasce Billie MacGowan. Nel 1993 nascono i sei gemelli Dilley, mentre nel 1995 avviene il massacro di Tuzla: l’esercito serbo uccide 72 giovani e ne ferisce oltre 200, causando una veemente controffensiva da parte dell’esercito della Bosnia-Erzegovina.
25 maggio 1997: colpo di stato in Sierra Leone. Il presidente Alhaji Ahmad Tejan Kabbah (attualmente di nuovo in carica) del Partito Popolare di Sierra Leone viene destituito dal Consiglio Rivoluzionario delle Forze Armate, che mette a capo dello stato il Maggiore Johnny Paul Koroma. Nel 2000 il Libano festeggia la liberazione del proprio territorio dall’occupazione israeliana. L’anno successivo Erik Weihenmayer e Sherman Bull diventano rispettivamente il primo cieco e la persona più anziana a raggiungere la vetta dell’Everest. Catastrofi nel 2002: il volo 611 della China Airlines e l’incidente ferroviario di Tenga, Mozambico, causano complessivamente oltre 400 morti. Nel 2003 Nestor Kirchner vince le elezioni presidenziali argentine e succede a Carlos Menem, diventando il primo presidente dell’Argentina dopo la crisi economica. Il 25 maggio 2005 il Liverpool rimonta un passivo di 3-0 nella finale di Champion’s League contro il Milan, per poi vincere il trofeo ai rigori a Instanbul. Gordon Strachan OBE, storico centrocampista scozzese, prende la guida del Celtic Glasgow come allenatore. Un anno dopo muore la leggenda dello ska Desmond Dekker.
Il 25 maggio è il centoquarantacinquesimo giorno del Calendario Gregoriano. In questa data si festeggia in Argentina la Festa Nazionale della Rivoluzione di Maggio. Lo stesso giorno si celebra in Ciad, Liberia, Mali, Mauritania, Namibia, Zambia e Zimbabwe l’African Liberation Day e negli Stati Uniti la Giornata Nazionale del Tip-Tap. È festa nazionale in Libano, dove si festeggia il Liberation Day, e Sudan, e nell’ex-Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia si festeggiava la Giornata della Gioventù.
Tuesday, May 22, 2007
Anche se è passato da appena un minuto...
Dite quel che volete, per me è il più grande artista sportivo di tutti i tempi.
Maradona good, Pelè better, George Best!
Monday, May 21, 2007
Tu mi dici quel che devo fare, e io lo faccio
Borgomanero San Marco - Tradate Biss 12-5
Domenica torneo a Verbania con la Bis. Per la prima volta l'allenatorissimo in persona a seguirci. Nonostante la maglia numero 8, vengo detronizzato da dietro la mischia e spedito a flankerizzare. Ruolo che non ricoprivo da un bel po'. A manco un minuto dalla partita l'annuncio della formazione. "Billie, capitano". Non ci ho creduto fino a quando Fede O'Capità non mi ha spinto davanti per fare il sorteggio con l'arbitro e per condurre in campo la squadra. La prima partita con Verbania. Un massacro per noi, deficitari nell'uno contro uno e non molto organizzati. Credo ci abbiano fatto sei mete, nonostante noi non abbiamo giocato malaccio. A fine partita l'allenatore corregge quel che non va. "Billie, buono". Ok.
La partita dopo è con il San Marco, e il capitano avversario è nientemeno che il mio amico Johnny O'Clock, l'imperatore del Rock'n'roll. Con il San Marco iniziamo bene, pressiamo, arriviamo a poco dalla loro linea di meta. Una maul avanzante e entriamo NELLA loro area di meta. O'Capità mi chiama la palla per strapparla, io la sento cadere e allora la tengo e cerco di andare a terra. Sollevato a pochi cm da terra. Succederà 3-4 volte, e ogni volta mischia ai 5 mt. Alla fine mandiamo in meta Pelu l'estremo Killer. La trasformazione va fuori, e poco dopo sul palo una punizione a fine primo tempo. Nel secondo tempo ricominciamo bene. Poi la stanchezza ce la fa pagare salata. Perdiamo la concentrazione e subiamo due mete, perdendo 12-5. Peccato, si poteva veramente vincere. Bilancio comunque positivo, non ci possiamo proprio lamentare. Alè la Bis!
"17...18...19...20!"
"Ma...quante birre avete preso?"
"20! Siamo in quattro!"
...come se nulla fosse...
Saturday, May 19, 2007
Combat folk-punk invasion in Brianza!
Finalmente un ingaggio. Gli amici Prima Linea ci hanno fatto suonare al Bar Boomerang di Merate, aprendo al gruppo streetpunk bolognese La Haine. Problemi di strumentazione, sound terribile. Però ci siamo divertiti, siamo piaciuti e ho rivisto qualche faccia che non vedevo da tempo immemore!
Partendo da Poor Paddy e finendo con un tributo a Joe Strummer (Wide Blue Yonder/I Fought The Law), sudando come dei porci (il condizionatore era stato staccato per poter attaccare le casse). Con uno skinhead ubriaco e rossobasettato, Antisocial Micky, che ci implorava di fare Streams of Whiskey. "Te la facciamo la prossima volta" "Si! E se mi fate anche Skinhead dei Dropkick Murphys...è il manicomio!". Offerte di concerti e altro, e performance all'organetto di un fisarmonicista che dovremo cooptare per il nostro gruppo. Insomma, una serata combat-folk, in cui l'originalità della nostra proposta è stata ben accolta. Una gran festa. Sono molto contento.
Un paio di foto della serata, courtesy of Grazia.
Tossicomanie da Lemonsoda
Ok, ok, ok, sto battendo la fiacca, diamine.
Beh, pensiamo un po' a cosa è successo negli ultimi tempi. A parte una classe che voleva detonare un petardo al Museo, per esempio. Abbiamo giocato con Lainate (si, è la quinta volta). Primo tempo non male, finisce 12-5 per loro, io non sono brillantissimo, ma me la cavo. Poi, a un certo punto, accade l'irreparabile.
Touche sui nostri 22, lunga. Arriva all'ultimo uomo del Lainate, io sono il suo diretto avversario. Lo placco, vado a terra però troppo presto e lui riesce a rompere il placcaggio. Fa due passi e poi la passa a un suo compagno. Problema: il primo dei due passi lo fa, con tacchetti e tutto, sulla mia cassa maronaia. Non so quanti di voi abbiano provato la felice sensazione di una persona che vi cammina sullo scroto. Beh, mentre io mi contorco dal dolore, accorre la dott.sa, tra l'altro esteticamente meritevole. Nell'accorrere, nota dove mi sto tenendo, capisce DOVE mi sono fatto male, inverte a U e torna a sedersi in panchina. Ma dico io! Dov'è finita la professionalità? Lo spirito di responsabilità? Il giuramento di Ippocrate? Come minimo avrebbe dovuto chiedermi il numero di telefono e fissare una visita privata con lei il giorno dopo per sincerarsi dell'avvenuta ripresa regolare delle funzionalità della parte offesa.
E invece no. Io dopo il colpo, non sono più lo stesso. Il caldo mi fiacca, e nel secondo tempo mal di schiena mi coglie, costringendomi a uscire. Nel frattempo Lainate dilaga, e vince 43-10.
Decisione post-partita con Roby Piòn: niente bibite gassate, nè alcool, fino al triangolare di Verbania. Una settimana. Che finisce domani. Sono in piena astinenza da Lemonsoda e ci sono bottiglie di Spuma38 tentatrici sparse in ogni angolo della casa. Salvatemi.
Saturday, May 12, 2007
Sad news on the doorsteps
The Famous Grouse non sarà più sponsor di maglia della nazionale scozzese.
Christian Cullen si ritira dal rugby.
Sigh!
Pagina wikipedia su Cullen
Sunday, May 06, 2007
Veloci aggiornaments
Beh, la Bis il primo maggio è andata a Varese a cuccarsi una sonora bastonata (a right hammering, direbbero in UK) da parte dei padroni di casa. Pazienza: formazione piena di esordienti per noi, e loro invece hanno due campionati sulle spalle come squadra. Io personalmente ho giocato male: l'influenza mi ha fatto saltare due settimane di allenamenti ed è stata una settimana in cui mi sono sentito fiacco. Non avevo la stessa concentrazione di sempre, anche se qualcosa di buono l'ho combinato. Ed ero completamente sfiatato, tanto che ho giocato solo una ventina di minuti. A tirare su il morale la meta di Michi che chiama il mark a 7-8 metri dalla nostra linea di meta, batte veloce e si sgroppa una novantina di metri in solitaria, la trasformazione di Fede, la sua performance da arbitro (con me guardialinee...scenette incredibili tipo "Ha calciato fuori dai 22, Billie" "Si, Fede, ma ha calciato in orizzontale"). E poi il terzo tempo grigliatesco da Varese e il fatto che è stata una partita per puro divertimento. Nel terzo tempo c'era proprio clima di festa tra le due squadre.
Ieri dovrebbe essere uscito finalmente il mio primo articolo pagato. Io non ci credo finchè non lo vedo. Ma questa dannata rivista nazionale del gruppo Mondadori non la si trova da nessuna parte, cazzo. E io non sto più nella pelle!
Per quanto riguarda il museo...una scena fantastica! Una bambina di quarta elementare ha mollato una centra pazzesca nell'occhio di un suo compagno, proprio sotto i miei occhi. Io sono rimasto scioccato lì per lì. Poi ho provato sulla mia pelle quanto rompesse i coglioni il bambino. E in cuor mio ho ringraziato la bimba.
Tuesday, May 01, 2007
Incredibbile (subt. i misteri delle online translation)
Pogues Dec 06 gigs review
Billie Mcgowan translated from Italiano
Just while the pinta one is arranging begins the concert of the opening act, the Junkman's Choir, original of Lugton, in the Ayrshire. The first song is The Spike, and endured me vien it wants to dance. Aspect a moment, but: the time of drink the top of the pinta, in order not to turn upside down stout in churning to me. The Junkman's Choir is huge, an optimal concert. On drums troneggia Mr.Luggs, A.K.A. Stephen Feartie, to the century Stephen Wiseman. The battery is composed only from a tom, a rullante and a Moroccan drum, played with the maces. Nothing plates, nothing case. To the guitar (acoustic and electrical worker) it very makes to be worth LouGaroux (than in the study formation he is the drummer), while Johnny Gator if sbriga between the fisarmonica and the bugle. The frontman it is Davy Cinco, A.K.A. Davy Feartie, to the century Davy Wiseman, brother of Mr.Luggs, and with he former-member of the leggendario group folk-punk acoustic Scot Nyah Fearties. Davy Cinco manoeuvres with a low acoustic on which sfuriate accesss code and it touches light cakies and in inaudito way, and sings, with its rough voice, sweet and decided at the same time. One of those groups that to feel to play them you would want to become their better friend, one of the beautifulr discoveries of "gita" to Glasgow. The folk-punk triggered that it dominates their concert it leaves in some moments more space moments ska-reggae, or more tomwaitsiani, or more… insomma: a pentolone of infuences stirred. The songs are ollowed, with one Hey Joe! (not that one of Hendrix, but a piece dedicated to Joe Strummer) that it sees to me to sing "Are you going backwards or are you going forwards? Are you taking over or to are you taking orders" of clashiana and redskinsiana memory. Warmth the moment of Wide Blue Yonder ("With to song in his heart, and to rythm on his feet") that it succeeds to affect and give to me to me brividi, but the top is the last piece: Red Kola, about which task I will speak more extensively in an other occasion. All the public sings to scuarciagola "Red Kooooola! Red Kola! Red Kola! ", and the Junkman's Choir ends the concert. The theater box is mounted, it is resumed to us from the fantastic one gig, and without warning the lights are extinguished, and leave Straight To Hell of the Clash