Tuesday, December 26, 2006

Glasgow & The Pogues (III)

12nd December 2006, Tuesday
Carling Academy in Eglington Road, Glasgow
THE POGUES
Opening act: Junkman's Choir

Terza puntata della Glaswegian Saga. Riassunto delle puntate precedenti: il nostro eroe, Billie MacGowan, torna nella sua adorata patria scozzese, dopo un tormentato viaggio, per trovare suo padre Shane MacGowan. Dopo essere entrato nella Carling Academy e aver assistito al concerto dei Junkman's Choir, le luci si spengono e parte
Straight To Hell dei Clash.


If you can play on the fiddle, how's about a British jig'n'reel? Speaking King's English in quotations, as railhead towns feel the steel mills rust water froze in the generation. Clear as winter ice, this is your paradise...eccomi cantare la mia canzone dei Clash preferita nella Carling Academy, con il cuore a mille perchè stanno per salire sul palco i Pogues. Un quarantenne con la maglia dei Pogues a strisce bianco-verdi, di evidente ispirazione calcistica Celtic (/kelt(ik)/) Glasgow, uno di quelli che deve aver vissuto sulla sua pelle l'era di Clash e Pogues, mi mette un braccio attorno alle spalle e mi fa "Yeh must be a huge Clash fan, yeh know the bleedin' song by heart!" e si mette a cantare assieme a me. And then the Pogues came and shook the floors of hell: si parte con Streams Of Whiskey, poi If I Should Fall From Grace With God. Il terzo pezzo è The Broad Majestic Shannon, e oramai sono innamorato dei Pogues, del concerto e di Glasgow, e ora del quarto, Turkish Song Of The Damned, non capisco più niente.
Questa la setlist:

Streams Of Whiskey
If I Should Fall From Grace With God
The Broad Majestic Shannon
Turkish Song Of The Damned
Young Ned Of The Hill
A Pair Of Brown Eyes
Boys From The County Hell
White City
Tuesday Morning
Kitty
Sayonara
Repeal Of The Licensing Laws
Sunnyside Of The Street
The Body Of An American
Lullaby Of London
Thousands Are Sailing
Dirty Old Town
Bottle Of Smoke
The Sick Bed Of Cuchulainn

Sally MacLennane
A Rainy Night In Soho
The Irish Rover

Waxies Dargle
The Auld Triangle
Fairytale Of New York (with Ella Finer)
Fiesta

Pubblico espansivo ed entusiasta, molto socievole (già storico il dialogo con uno scozzese che commentava la mia maglietta della nazionale irlandese di calcio mentre i Pogues suonavano The Irish Rover: "Why d'yeh wear Ireland's jersey? Yer Scottish, yeh should be proud of yer nation!" "I'm nae Scottish!" "Yeh Irish?" "Nae!" "So why don't yeh wear yer nation's jersey?" "For me national team's a bunch of sissies!"...questo ci pensa un po' su, poi mi fa "It-ly?" "Yep!"). Tanto calore e i Pogues che, insomma, si vedeva proprio che si divertivano. Verso la fine del concerto sorprende la scelta di una canzone di difficile resa live come The Auld Triangle: i Pogues però non deludono, e ne viene fuori un momento da pelle d'oca, subito seguito dal pezzo che tutta Glasgow aspettava: Fairytale Of New York, con Ella Finer, la figlia del fisarmonicista Jem Finer, ad affiancare Shane MacGowan nel ruolo che fu della compiantissima Kirsty MacColl. Mentre la neve finta cade sul palco, e gli ubriachi si abbracciano e cantano ("All the drunks they were singin', we kissed on a corner, then danced through the night") in un'atmosfera veramente stupenda. Per chiudere invece in bolgia, la scatenata Fiesta. Shane MacGowan e il tin whistler Spider Stacey brandiscono dei coperchi da teglia metallici, tirandoci delle testate tremende. Avendo Shane lanciato poi il suo coperchio nel pubblico dalle mie parti (me l'ero visto in testa), ho avuto modo di saggiare l'effettiva consistenza metallica e i bozzi delle testate lasciate da babbo sulla teglia. Il concerto è finito, ci allontaniamo, ipnotizzati e con la stessa sensazione che si può provare al risveglio da un sogno, camminando su un tappeto di bicchieri di plastica vuoti che ci impediscono di toccare terra. Forse era destino che dopo aver visto i Pogues dovessi camminare a 5 cm da terra. Prendiamo il cd dei Junkman's Choir, Steel Linin' Chant, Rob acquista la maglia da calcio dei Pogues, colori del Celtic Glasgow. E poi Eglington Road inghiotte nel suo freddo i reduci dal concerto, quasi tutti con un sorriso ebete stampato sulla faccia, tutti ancora a cantare e tutti con ancora voglia di festa. Prossima tappa: BRAZENHEAD.

1 comment:

Nimue said...

Quanto avrei voluto esserci anche io ç_____________________ç