Thursday, March 29, 2007

Fitzy & l'Autorevole Billie

Novità odierna, tra crampi e lavoro. L'Assessorato alle Politiche per lo Sport del Comune di Napoli mi invia un'e-mail. Cazzo vorranno da me? E' un invito ufficiale a una conferenza sul rugby come mezzo per trasmettere valori a bambini e ragazzi provenienti da contesti familiari e sociali degradati. E già mi dico...ma che se ne fanno della mia presenza? Poi guardo l'elenco dei relatori. Rosa Russo Iervolino, poi il direttore del penitenziario minorile di Nisida, il presidente della Federazione Italiana Rugby Dondi, poi...

MAURO BERGAMASCO
flanker della nazionale italiana

HUGO PORTA
ex-apertura dei Pumas, per i quali vanta 57 caps (34 da capitano) e 529 punti fatti


SEAN FITZPATRICK (Mr. All Blacks)
ex-tallonatore degli All Blacks, per i quali vanta 92 caps (51 da capitano)

Cioè, ci sono 'sti pezzi da novanta che parlano, e vogliono pure che IO vada ad ascoltare? Inviano un invito a un giornalistino dilettante, senza neanche un articolo pagato a curriculum, come me? Beh, mi sento veramente emozionato, anche se è una cazzatina. E anche triste, perchè per questioni di lavoro non posso andarci. Mi sarebbe piaciuto fare una foto con Fitzy. Roba da mostrare ai nipotini, cazzo. Beh, pazienza. Mi basta pensare a come finisce l'email:
Nella speranza di poter contare sulla Sua autorevole e gradita presenza, inviamo cordiali saluti.
Capito? AUTOREVOLE! All of a sudden, I feel so important!

Tuesday, March 27, 2007

La risposta comasca a Violetta Parra



Maschia sofferenza

Ecco una foto di Billie a bordo campo dopo aver preso un dito in un occhio da un All Bluff.


E un terzo aneddoto del weekend romano:

3.
Mi metto a parlare con un irlandese, durante la partita, a Piazza del Popolo, e a un certo punto gli chiedo "Where in Ireland are you from?" "Cork". Cork. In Munster. Allora gli dico "I'm going to be the next hooker of Munster" "Aye, good luck!"

Saturday, March 24, 2007

San Patrick's day: a week after

Due episodi soli.

1.
Vista l'abitudine mia e del mio capitano di imitare il commento di Diego Dominguez durante le partite, pur essendo in Piazza del Popolo non ho potuto resistere. Risultato ormai deciso, vittoria schiacciante dell'Irlanda, e io che erompo in un "Forsa ragassi, sce la bossiamo angora fare, alle volde basta bogo, forsa Mauro, forsa Mauro!". Trenta persone circa si girano verso di me e mi guardano male, ma che più male non si può. "Ooooh, guarda Baolo, gli ha sbaggato la fascia!"

2.
Dopo una partita in cui ho preso un dito in un occhio, dopo un terzo tempo estenuante (e un pre-partita, insomma, una giornata - etilicamente non da poco), affermo, convinto: "Basta. Non posso più farcela a bere". Dopo aver pronunciato quelle parole, ho bevuto (che mi ricordi) un whiskey, una grappa e mezza bottiglia da un litro e mezzo di buon Frascati.

Tuesday, March 20, 2007

The Men They Should've Hung

Dal live in Verderio

Body of an American (The Pogues)


Red Kola (Nyah Fearties)

Tuesday, March 13, 2007

Croke Park


Di nuovo pubblicato su Les Enfants Terribles. Stavolta l'articolo parla dell'arrivo degli inglesi a Croke Park:

Friday, March 09, 2007

I'm fuckin' brilliant


Serata al Pogue Mahone con Robbby, Rosa e Radagast. Birra a garganelle e scozzesi del Celtic ancora in giro. Mi metto a parlare con uno (o meglio, lui si mette a parlare con me). E lui mi fa
"Where are yeh from?"
"I'm Italian"
"Nay! Yeh got sideburns!".
Insomma. Basetta è scozzese, e non italiana. Sono fiero di me. Dopo migliaia di riconoscimenti fallaci di me come uno scozzese, da parte di italiani e inglesi...finalmente anche uno scozzese mi scambia per scozzese. Commozione.

La serata continua fra cantate di Flower of Scotland tutti assieme e scozzesi che cantano inneggiando a Nakamura e Hesselink.
Ma poi...
Poi arriva lui. Con le sue orecchie accartocciate. Radagast attacca bottone:
"Your ears are like the ones of a prop!"
"Aye, yeh know rugby?"
"Yes, we play. He's a hooker!" (indicando me)
"Aye, how much?" (gioco di parole inglese: hooker vuol dire sia tallonatore sia puttana)
"He's only twenty-one"
"Is he good? Are yeh good, son?"
"He's very good!"

"Aye, son, yer've to come and play in Ireland. I'm Irish, I love rugby. It's a brilliant sport. Munster, brilliant team. Yeh have to try Irish club rugby. Italy is good, but will take too long to win the Six Nations. Yer've to take yer chances and come in Ireland to play. I have the contacts. I played in the front-row, and I'll tell yeh. Maybe I had the body, and you don't. But that means shit: maybe ye'll do more than I've ever done in rugby. If yeh love the sport and yer good and ye bleedin' believe in yerself, yer've to take out the hands from yer pockets. Yeh mustn't keep yer hands in yer pockets saying 'I might'. Yer've to take yer hands out of yer pockets and shout 'I can! I'm fuckin' brilliant!'. Yer've to try: come to Ireland and play club rugby. Maybe ye'll do it, maybe ye don't, but at least ye'll have tried. Yer've to fuckin' believe in yerself: yer young, yer've all the time to become a great player. It's a brilliant game, remember. 'I can, 'cos I'm fuckin' brilliant!'"

Io mi son quasi commosso. Viva la Scozia, l'Irlanda, il rugby e le pinte di birra. Questo voleva anche il mio numero di telefono, convinto che fossi veramente un bravo giocatore di rugby. Beh. Ragazzi, vi lascio. Devo andare a prendere l'aereo. Vado a Limerick, sono il nuovo tallonatore del Munster, sapete. Beh. Forse no. Però ho un nuovo mantra personale da ripetermi...
I can! I'm fuckin' brilliant!

P.B.C.

Piccoli. Bastardi. Cagacazzo.

Thursday, March 08, 2007

Rantin' Scots takin' over Milan


Fra chiamate che non arrivano, guide e professori in ritardo, life goes on. Se non altro, una buona notizia: Milano era invasa da scozzesi. In particolare, il tram che porta dalla mia università a Stazione Cadorna fa capolinea a San Siro. Visto che il prof della tesi mi ha fatto aspettare più di un'ora (attesa a causa della quale ho anche dovuto saltare allenamento), mi son trovato circondato dai Bhoys del Celtic Glasgow che cantavano "For it's a grand team to play for, an' it's a grand team to see!" e compagnia bella. Mi sono unito a loro cantando The Boys of the Old Brigade*. Poi ho iniziato a parlarci. Uno mi fa "Wot team d'yeh sopport?" e un altro dice al primo "Don't fockin' ponch him, meeate, he's I-alian bot one of os!" "I don't follow Italian football, I prefer rugby" "Aye, yeh shood sopport Inter Milon, thot's a good team!" "I was in Glasgow in December" "Aye, wot faw?" "To see the Pogues" "The Pogues! Greet!!! Yeh loik the Pogues, aye! Wos it at the Barrowlands?" "Nay, Carling Academy" "Aye, greet!!". Insomma, cheffigata. "Hail, hail, the Celts are here, what the hell do we care?". Tornato a casa tardi, ma rinfrancato dalla cantata.
Oggi invece la giornata è iniziata con caffè e mancetta dalla zia, e con il convincimento di un'amica trovata in treno a venire a giocare. Poi guide, al Museo. Il top si è raggiunto con una seconda liceo scientifico di Firenze. Io ho un problema con i toscani. Con quella parlata, non riesco a prenderli sul serio. Quindi ci ho scherzato parecchio. E quando la prof non sentiva, ho infilato la perla: "Ebbene si, sopra a questo sellino c'è stato il culo di Coppi. Non toccatelo, che quando pedalava, Fausto scoreggiava alquanto!".

***
Asterisk explained: The Boys of the Old Brigade è una canzone popolare nordirlandese. Essendo i Celtic una squadra filocattolica e filoirlandese, è facile capire come mai la cantino, seppur siano scozzesi.

Oh, father why are you so sad
On this bright Easter morn’

When Irish men are proud and glad

Of the land that they were born?

Oh, son, I see in mem’ries few

Of far off distant days

When being just a lad like you

I joined the IRA.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.


From hills and farms a call to arms

Was heard by one and all.

And from the glen came brave young men

To answer Ireland’s call.

‘T wasn’t long ago we faced a foe,

The old brigade and me,

And by my side they fought and died

That Ireland might be free.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.


And now, my boy, I’ve told you why

On Easter morn’ I sigh,

For I recall my comrades all
And dark old days gone by.
I think of men who fought in glen

With rifle and grenade.

May heaven keep the men who sleep

From the ranks of the old brigade.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.

Sunday, March 04, 2007

Sitting still

Grande Milano - ATRC 22-28

Grande domenica di rugby al Campo Sportivo Mario Giuriati di Milano. Tradate batte Grande Milano 28-22, conquistando l'agognato punto di bonus. Convocato, con la maglia numero 19, il vostro Billie MacGowan. Che purtroppo non ha giocato, nonostante la voglia atavica di entrare in campo lo dilaniasse. Billie gioca solo se la sua squadra riesce a chiudere la partita. E Tradate invece l'ha addirittura fatta riaprire al Milano a dieci minuti dalla fine, momento in cui il vostro Billie si è messo a smadonnare senza ritegno, su quel seggiolino che scottava. Al fischio finale, nonostante si fosse vinto, devo ammettere che ero un bel po' giù. Poi tutto passa, anche perchè bere una birra nudi sotto la doccia ha tutto un suo sapore, e perchè il dopopartita con i compagni dopo una vittoria è sempre un bel momento e una bella sensazione. E perchè c'era una topa spaziale a catturare gli occhi del Billie appena uscito dagli spogliatoi. E' la primavera anticipata che eccita gli intorpiditi ormoni del Nostro.

Billie si prepara al match bendandosi il malandato orecchio. Il commento di Guido Fan Deluso è stato: "Devi farti una foto da pubblicare sul blog". Quello dell'allenatore è stato: "Sembri il cacciatore". Il commento dell'allenatore effettivamente non l'ho capito, ma tant'è. Billie non ha giocato, ma è riuscito almeno a svolgere una delle incombenze di una partita: sangue e lividi. Precisamente il sangue ha iniziato a sgorgare dal naso durante il riscaldamento; Billie corre in spogliatoio alla ricerca di un lavandino per poter fermare il sanguinamento, ma MANCA CLAMOROSAMENTE LA PORTA, schiantandosi contro uno stipite. Il massaggiatore, che rassettava lo spogliatoio e che mi ha visto entrare sanguinante e fiondarmi contro lo stipite ha subito pensato: "Questo ha preso una botta che neanche sa più chi è!".
Per il resto, ho dell'aggressività repressa da sfogare, temo. Quindi...
ANDATE AFFANCULO!

Postilla:
mi sono innamorato di una bimba di 4 anni che, al Giuriati, addentava un panino al prosciutto più grosso di lei!

Thursday, March 01, 2007

I bassifondi della mente umana


Luogo: il Museo
Situazione: guida ai Trasporti Navali tenuta da yours truly a una quarta elementare. Modellino del vascello svedese
Wasa

Yours Truly Billie: "Il re di Svezia voleva fare vedere quanto era ricco e potente (era quasi più sborone di Pert n.d.Y.T.B.), e allora fece costruire questo vascello lussuosissimo. Il Wasa doveva rappresentare la sua ricchezza e la sua potenza: era la nave di rappresentanza del re di Svezia"

Bimbo ansimante come Martin dei Simpson: "Ho...ho capito! Questa...nave rappresentava...il re di Svezia...come nell'an...antico Egitto...Isis rappresentava il Fa...Faraone!"

Y.T.B.: "..." (sguardo da bovino trainspotter, due minuti di silenzio, sperando che il Bimbo Ansimante si incenerisca per autocombustione di fronte ai suoi occhi dopo aver sparato sì clamorosa cazzata)

Vi informo che ho cambiato nome. Sul Contratto c'è scritto: "Sir Billie MacGowan MSE, d'ora in poi IL COLLABORATORE A PROGETTO". Vabbè, per oggi ho sparato abbastanza stronzate.
Saluti e baci.
Yours truly
IL COLLABORATORE A PROGETTO