Monday, April 30, 2007

Trainspotting

Ammetto, carissimi, di avervi trascurato un po'.
E' che due settimane di influenza non mi han dato modo di compiere chissà quali imprese. Beh, oramai penso sia ufficiale: il 5 maggio avrò il mio primo articolo pubblicato su carta. Rivista nazionale del gruppo Mondadori, mica pizza e fichi. Non sono sicuro al 100%, ma insomma, dovrebbe esserci. Sarà anche il mio primo articolo pagato. Insomma, non male.
Per il resto, sale l'ansia per questa tesi che non inizia mai, per quest'ultimo esame, per questa laurea e per quello che ci sarà dopo. Dopo 4 anni mi ritrovo davvero a dover SCEGLIERE. Ed è una gran gatta da pelare, soprattutto visto che 4 anni fa non ho fatto una gran scelta.
Per il resto, mi beo dei complimenti di Tramontin ai miei articoli. Un altro dei momenti impagabili che mi ha regalato il rugby.
Momenti impagabili come quelli di ieri. Centro Sportivo Crespi di Milano. Tradate batte la Union padrone di casa 19-8 nell'ultima giornata di campionato, e saluta capitan Fede. Fede che ci mancherà, per tanti motivi. Non sarà più la stessa sede senza i suoi racconti sui tossici ("Uè, Rambo, trent'anni di eroina, non voglio morire su una macchina degli sbirri!"). La famosa scommessa era sempre quella: trovare una barzelletta sui carabinieri che lui non sapesse. Io posso fregiarmi di averne trovate ben due. Due birre offerte.
Per quel che riguarda la partita, una sola cosa: il tifo trainspotter che conta i vagoni che passavano sopra al Crespi l'ho inventato io!!!! (pirla...)

Monday, April 23, 2007

Come disse Roy Laidlaw

Invece di farmi un busto ed esporlo a Murrayfield, mi impaglieranno e mi appenderanno in una taverna

Saturday, April 21, 2007

Barefoot Billie strikes again!

Dopo la storica apparizione a Velate come guardialinee scalzo, Barefoot Billie colpisce ancora: come riserva scalza stavolta. Ebbene si, domenica, non convocato, arrivo al campo. Un quarto d'ora di ritardo, tra l'altro. L'allenatore mi dice "Ti abbiamo messo nel referto, dai la carta d'identità. Vieni a prendere statistiche in panchina". Faccio tutte le cose da magazziniere. Poi scopro che nel referto mi hanno messo proprio in lista. Tra i 22 convocati: un pilone influenzato e un posto vuoto. Ovviamente senza possibilità di giocare. Me la prendo comoda, mi sento un po' Georgie Best. Maglia numero 18 e occhiali da sole, a fare altro mentre gli altri si scaldano. Poi è il tempo del controllo tacchetti. L'arbitro chiama "MacGowan". Io arrivo, rispondo "Billie, diciotto". Vedo che lui mi guarda con insistenza (io con jeans, catena del portafogli e Pumas scamosciate ai piedi). E allora tiro su i piedi e completo la formalità, facendogli vedere che i tacchetti delle mie Pumas sono a norma (quali tacchetti?). Poi mi fa: "Ma tu non giochi, vero?" e mi tocca tranquillizzarlo. Dopo il controllo tacchetti mi rendo conto che fa veramente caldo, e che sto cuocendo. E allora via i jeans, su i calzoncini. Via le scarpe...e basta. Vado in panchina con maglietta numero 18, calzoncini, piedi nudi, occhiali da sole e cellulare in tasca per cronometrare. Ma si può?

Wednesday, April 18, 2007

Wednesday, April 11, 2007

Through the posts

Lainate B - Tradate Biss 24-24

La Bis riprende l'attività: di nuovo contro Lainate, dopo il pesante 54-5 di qualche mese fa. E stavolta ce la giochiamo, cazzo. Io riprendo il mio posto al numero 8. La squadra invece, gira dall'inizio, e va in vantaggio. 5-0. Trasformazione da calciare. Io mi sono allenato a calciare: tocca a me. Paul, il nostro caro vecchio inglese, mi tiene la palla, in mancanza di conetto. Tutto molto anni '70. Pure Paul è molto anni '70. E io, che sono nato lo stesso giorno di Jonny Wilkinson, non sbaglio. La palla attraversa i pali, e io segno i miei primi due punti con la maglia del Tradate. Le soddisfazioni non sono finite. Prima un bello stampone all'apertura: raggruppamento, il mediano esita, gli sono addosso: palla-omo al numero 10, e PAM! E poi, l'apoteosi. Mischia vicino alla loro linea di meta. Gira leggermente a destra, la palla pronta per essere presa. Quasi come se un raggio di sole ci stesse splendendo sopra. La raccolgo e parto a razzo. Rompo un placcaggio, impegno due uomini, do a disposizione. Il nostro mitico flanker Dada raccoglie e schiaccia in meta. 12-0. Stavolta la trasformazione la cicco, ma è molto più angolata. Il primo tempo finisce così. Nel secondo prendiamo una meta, poi mi sfascio una spalla, tuttora dolorante. Contrattura, il nervo. Esco, con un groppo alla gola e i lucciconi. Loro pareggiano, la partita continua, e la Bis strappa un pareggio: 24-24. Festa e sorrisi sulle labbra, e complimenti, e pacche sulle spalle.

E soprattuto Come che mostra fiero il dente perso in partita.

Friday, April 06, 2007

Stazione Termini & Santa Maria Novella

Ieri è stata una giornata grandiosa, certo. E anche commovente, con l'highlight di Sean Fitzpatrick. Però Paola e Silvia (in rigoroso ordine di apparizione) mi hanno commosso quanto e più del buon vecchio Sean, e senza aver mai giocato neanche una partita negli All Blacks. In particolare Silvia ha giocato qualche partita, ma nel Sesto Rugby femminile. Paola se si mette a giocare la spaccano in due, poveretta. Fattosta che queste due sante mi sono venute a trovare in stazione mentre il mio Eurostar da Napoli a Milano sostava nelle loro rispettive città (Roma e Firenze). A Roma Termini ho caricato una miniteglietta di gustoso tiramisù fatto apposta per me, mentre a Firenze Santa Maria Novella il mio personale integratore di autostima, Silvia, mi ha rifornito di acqua naturale e brioche. Sono state due grandi e mi hanno commosso e voglio ringraziarle con questo post. Post con il quale ringrazio anche il mitico Giongeffri. Quando Paola mi ha detto "Avrebbe voluto venire, ma non è proprio riuscito", mi son aricommosso.
Quasi dimenticavo. Menzione speciale anche a Robbberta, che mi ha tenuto compagnia mercoledì sera fino al treno. Anche se non ha portato niente da mangiare, ma quello non importa!

Un tributo fotografico:

Sean & Billie the big man

Alla fine a Napoli ci sono andato. Ho spostato i giorni da lavoro proprio per andarci. E ne è valsa la pena. Viaggio in treno chiudendo poco occhio (avevo di fronte uno che fino a Roma ha fatto le parole crociate commentandole ad alta voce), poi in bus fino al Municipio di Napoli. Un caffè, un po' di attesa, e mi accomodo in Sala della Giunta, dove vengo accolto da un "Giornalista?" e mi trovo addirittura a rispondere "Si". A un certo punto arriva Fitzpatrick. Io mi armo di maglia del Tradate e macchina fotografica. Gli stringo la mano e gli chiedo di fare una foto con me, con la maglia della mia squadra. Lui, gentilissimo, posa. Io, per paura di essere molesto o fastidioso, dopo la foto lo lascio stare. E accade quello che mai mi sarei aspettato. Sean Fitzpatrick attraversa l'atrio e viene da ME. E si mette a chiaccherare con me, mi chiede come mi chiamo ("Billie, ending in -ie"), dove gioco, in che ruolo gioco ("Back row and hooker" - lo so, paraculissimo), dove vivo (e gli spiego del viaggio di 700 km che ho fatto per venir fin lì). Poi mi fa anche un autografo. Gentilissimo, umilissimo. Fantastico. Uno che potrebbe guardarmi dall'alto dei suoi 51 caps da capitano degli All Blacks in basso e che invece viene a chiaccherare tranquillamente, con una semplicità e una gentilezza disarmanti! A fine conferenza, due ore dopo, gli passo vicino per uscire. E lui mi saluta, mi indica a quella che penso fosse la figlia, e dice "This is Billie. He's travelled 700 kms to get here". Poi mi saluta dicendo "Billie, you're a big man". E se lo dice Fitzy, mi sento un grande uomo veramente.

Monday, April 02, 2007

Amarcord


La mia macchina non è mai stata così bella

Sunday, April 01, 2007

Cose da non dire in un museo (1)

"Ok, ma per esempio, se la vostra compagna..."
"Veramente sono un maschio!"