Saturday, May 12, 2007

Sad news on the doorsteps


Due bruttissime notizie rugbistiche degli ultimi giorni:
The Famous Grouse non sarà più sponsor di maglia della nazionale scozzese.
Christian Cullen si ritira dal rugby.
Sigh!

Pagina wikipedia su Cullen



Sunday, May 06, 2007

Veloci aggiornaments

Lo so, ultimamente sono scostante. Non trovo niente da scrivere.
Beh, la Bis il primo maggio è andata a Varese a cuccarsi una sonora bastonata (a right hammering, direbbero in UK) da parte dei padroni di casa. Pazienza: formazione piena di esordienti per noi, e loro invece hanno due campionati sulle spalle come squadra. Io personalmente ho giocato male: l'influenza mi ha fatto saltare due settimane di allenamenti ed è stata una settimana in cui mi sono sentito fiacco. Non avevo la stessa concentrazione di sempre, anche se qualcosa di buono l'ho combinato. Ed ero completamente sfiatato, tanto che ho giocato solo una ventina di minuti. A tirare su il morale la meta di Michi che chiama il mark a 7-8 metri dalla nostra linea di meta, batte veloce e si sgroppa una novantina di metri in solitaria, la trasformazione di Fede, la sua performance da arbitro (con me guardialinee...scenette incredibili tipo "Ha calciato fuori dai 22, Billie" "Si, Fede, ma ha calciato in orizzontale"). E poi il terzo tempo grigliatesco da Varese e il fatto che è stata una partita per puro divertimento. Nel terzo tempo c'era proprio clima di festa tra le due squadre.
Ieri dovrebbe essere uscito finalmente il mio primo articolo pagato. Io non ci credo finchè non lo vedo. Ma questa dannata rivista nazionale del gruppo Mondadori non la si trova da nessuna parte, cazzo. E io non sto più nella pelle!
Per quanto riguarda il museo...una scena fantastica! Una bambina di quarta elementare ha mollato una centra pazzesca nell'occhio di un suo compagno, proprio sotto i miei occhi. Io sono rimasto scioccato lì per lì. Poi ho provato sulla mia pelle quanto rompesse i coglioni il bambino. E in cuor mio ho ringraziato la bimba.

Tuesday, May 01, 2007

Incredibbile (subt. i misteri delle online translation)


Pogues Dec 06 gigs review

Billie Mcgowan translated from Italiano

Just while the pinta one is arranging begins the concert of the opening act, the Junkman's Choir, original of Lugton, in the Ayrshire. The first song is The Spike, and endured me vien it wants to dance. Aspect a moment, but: the time of drink the top of the pinta, in order not to turn upside down stout in churning to me. The Junkman's Choir is huge, an optimal concert. On drums troneggia Mr.Luggs, A.K.A. Stephen Feartie, to the century Stephen Wiseman. The battery is composed only from a tom, a rullante and a Moroccan drum, played with the maces. Nothing plates, nothing case. To the guitar (acoustic and electrical worker) it very makes to be worth LouGaroux (than in the study formation he is the drummer), while Johnny Gator if sbriga between the fisarmonica and the bugle. The frontman it is Davy Cinco, A.K.A. Davy Feartie, to the century Davy Wiseman, brother of Mr.Luggs, and with he former-member of the leggendario group folk-punk acoustic Scot Nyah Fearties. Davy Cinco manoeuvres with a low acoustic on which sfuriate accesss code and it touches light cakies and in inaudito way, and sings, with its rough voice, sweet and decided at the same time. One of those groups that to feel to play them you would want to become their better friend, one of the beautifulr discoveries of "gita" to Glasgow. The folk-punk triggered that it dominates their concert it leaves in some moments more space moments ska-reggae, or more tomwaitsiani, or more… insomma: a pentolone of infuences stirred. The songs are ollowed, with one Hey Joe! (not that one of Hendrix, but a piece dedicated to Joe Strummer) that it sees to me to sing "Are you going backwards or are you going forwards? Are you taking over or to are you taking orders" of clashiana and redskinsiana memory. Warmth the moment of Wide Blue Yonder ("With to song in his heart, and to rythm on his feet") that it succeeds to affect and give to me to me brividi, but the top is the last piece: Red Kola, about which task I will speak more extensively in an other occasion. All the public sings to scuarciagola "Red Kooooola! Red Kola! Red Kola! ", and the Junkman's Choir ends the concert. The theater box is mounted, it is resumed to us from the fantastic one gig, and without warning the lights are extinguished, and leave Straight To Hell of the Clash

Monday, April 30, 2007

Trainspotting

Ammetto, carissimi, di avervi trascurato un po'.
E' che due settimane di influenza non mi han dato modo di compiere chissà quali imprese. Beh, oramai penso sia ufficiale: il 5 maggio avrò il mio primo articolo pubblicato su carta. Rivista nazionale del gruppo Mondadori, mica pizza e fichi. Non sono sicuro al 100%, ma insomma, dovrebbe esserci. Sarà anche il mio primo articolo pagato. Insomma, non male.
Per il resto, sale l'ansia per questa tesi che non inizia mai, per quest'ultimo esame, per questa laurea e per quello che ci sarà dopo. Dopo 4 anni mi ritrovo davvero a dover SCEGLIERE. Ed è una gran gatta da pelare, soprattutto visto che 4 anni fa non ho fatto una gran scelta.
Per il resto, mi beo dei complimenti di Tramontin ai miei articoli. Un altro dei momenti impagabili che mi ha regalato il rugby.
Momenti impagabili come quelli di ieri. Centro Sportivo Crespi di Milano. Tradate batte la Union padrone di casa 19-8 nell'ultima giornata di campionato, e saluta capitan Fede. Fede che ci mancherà, per tanti motivi. Non sarà più la stessa sede senza i suoi racconti sui tossici ("Uè, Rambo, trent'anni di eroina, non voglio morire su una macchina degli sbirri!"). La famosa scommessa era sempre quella: trovare una barzelletta sui carabinieri che lui non sapesse. Io posso fregiarmi di averne trovate ben due. Due birre offerte.
Per quel che riguarda la partita, una sola cosa: il tifo trainspotter che conta i vagoni che passavano sopra al Crespi l'ho inventato io!!!! (pirla...)

Monday, April 23, 2007

Come disse Roy Laidlaw

Invece di farmi un busto ed esporlo a Murrayfield, mi impaglieranno e mi appenderanno in una taverna

Saturday, April 21, 2007

Barefoot Billie strikes again!

Dopo la storica apparizione a Velate come guardialinee scalzo, Barefoot Billie colpisce ancora: come riserva scalza stavolta. Ebbene si, domenica, non convocato, arrivo al campo. Un quarto d'ora di ritardo, tra l'altro. L'allenatore mi dice "Ti abbiamo messo nel referto, dai la carta d'identità. Vieni a prendere statistiche in panchina". Faccio tutte le cose da magazziniere. Poi scopro che nel referto mi hanno messo proprio in lista. Tra i 22 convocati: un pilone influenzato e un posto vuoto. Ovviamente senza possibilità di giocare. Me la prendo comoda, mi sento un po' Georgie Best. Maglia numero 18 e occhiali da sole, a fare altro mentre gli altri si scaldano. Poi è il tempo del controllo tacchetti. L'arbitro chiama "MacGowan". Io arrivo, rispondo "Billie, diciotto". Vedo che lui mi guarda con insistenza (io con jeans, catena del portafogli e Pumas scamosciate ai piedi). E allora tiro su i piedi e completo la formalità, facendogli vedere che i tacchetti delle mie Pumas sono a norma (quali tacchetti?). Poi mi fa: "Ma tu non giochi, vero?" e mi tocca tranquillizzarlo. Dopo il controllo tacchetti mi rendo conto che fa veramente caldo, e che sto cuocendo. E allora via i jeans, su i calzoncini. Via le scarpe...e basta. Vado in panchina con maglietta numero 18, calzoncini, piedi nudi, occhiali da sole e cellulare in tasca per cronometrare. Ma si può?

Wednesday, April 18, 2007

Uì Uò Uà

STAMMINCHIA!!!!

Wednesday, April 11, 2007

Through the posts

Lainate B - Tradate Biss 24-24

La Bis riprende l'attività: di nuovo contro Lainate, dopo il pesante 54-5 di qualche mese fa. E stavolta ce la giochiamo, cazzo. Io riprendo il mio posto al numero 8. La squadra invece, gira dall'inizio, e va in vantaggio. 5-0. Trasformazione da calciare. Io mi sono allenato a calciare: tocca a me. Paul, il nostro caro vecchio inglese, mi tiene la palla, in mancanza di conetto. Tutto molto anni '70. Pure Paul è molto anni '70. E io, che sono nato lo stesso giorno di Jonny Wilkinson, non sbaglio. La palla attraversa i pali, e io segno i miei primi due punti con la maglia del Tradate. Le soddisfazioni non sono finite. Prima un bello stampone all'apertura: raggruppamento, il mediano esita, gli sono addosso: palla-omo al numero 10, e PAM! E poi, l'apoteosi. Mischia vicino alla loro linea di meta. Gira leggermente a destra, la palla pronta per essere presa. Quasi come se un raggio di sole ci stesse splendendo sopra. La raccolgo e parto a razzo. Rompo un placcaggio, impegno due uomini, do a disposizione. Il nostro mitico flanker Dada raccoglie e schiaccia in meta. 12-0. Stavolta la trasformazione la cicco, ma è molto più angolata. Il primo tempo finisce così. Nel secondo prendiamo una meta, poi mi sfascio una spalla, tuttora dolorante. Contrattura, il nervo. Esco, con un groppo alla gola e i lucciconi. Loro pareggiano, la partita continua, e la Bis strappa un pareggio: 24-24. Festa e sorrisi sulle labbra, e complimenti, e pacche sulle spalle.

E soprattuto Come che mostra fiero il dente perso in partita.

Friday, April 06, 2007

Stazione Termini & Santa Maria Novella

Ieri è stata una giornata grandiosa, certo. E anche commovente, con l'highlight di Sean Fitzpatrick. Però Paola e Silvia (in rigoroso ordine di apparizione) mi hanno commosso quanto e più del buon vecchio Sean, e senza aver mai giocato neanche una partita negli All Blacks. In particolare Silvia ha giocato qualche partita, ma nel Sesto Rugby femminile. Paola se si mette a giocare la spaccano in due, poveretta. Fattosta che queste due sante mi sono venute a trovare in stazione mentre il mio Eurostar da Napoli a Milano sostava nelle loro rispettive città (Roma e Firenze). A Roma Termini ho caricato una miniteglietta di gustoso tiramisù fatto apposta per me, mentre a Firenze Santa Maria Novella il mio personale integratore di autostima, Silvia, mi ha rifornito di acqua naturale e brioche. Sono state due grandi e mi hanno commosso e voglio ringraziarle con questo post. Post con il quale ringrazio anche il mitico Giongeffri. Quando Paola mi ha detto "Avrebbe voluto venire, ma non è proprio riuscito", mi son aricommosso.
Quasi dimenticavo. Menzione speciale anche a Robbberta, che mi ha tenuto compagnia mercoledì sera fino al treno. Anche se non ha portato niente da mangiare, ma quello non importa!

Un tributo fotografico:

Sean & Billie the big man

Alla fine a Napoli ci sono andato. Ho spostato i giorni da lavoro proprio per andarci. E ne è valsa la pena. Viaggio in treno chiudendo poco occhio (avevo di fronte uno che fino a Roma ha fatto le parole crociate commentandole ad alta voce), poi in bus fino al Municipio di Napoli. Un caffè, un po' di attesa, e mi accomodo in Sala della Giunta, dove vengo accolto da un "Giornalista?" e mi trovo addirittura a rispondere "Si". A un certo punto arriva Fitzpatrick. Io mi armo di maglia del Tradate e macchina fotografica. Gli stringo la mano e gli chiedo di fare una foto con me, con la maglia della mia squadra. Lui, gentilissimo, posa. Io, per paura di essere molesto o fastidioso, dopo la foto lo lascio stare. E accade quello che mai mi sarei aspettato. Sean Fitzpatrick attraversa l'atrio e viene da ME. E si mette a chiaccherare con me, mi chiede come mi chiamo ("Billie, ending in -ie"), dove gioco, in che ruolo gioco ("Back row and hooker" - lo so, paraculissimo), dove vivo (e gli spiego del viaggio di 700 km che ho fatto per venir fin lì). Poi mi fa anche un autografo. Gentilissimo, umilissimo. Fantastico. Uno che potrebbe guardarmi dall'alto dei suoi 51 caps da capitano degli All Blacks in basso e che invece viene a chiaccherare tranquillamente, con una semplicità e una gentilezza disarmanti! A fine conferenza, due ore dopo, gli passo vicino per uscire. E lui mi saluta, mi indica a quella che penso fosse la figlia, e dice "This is Billie. He's travelled 700 kms to get here". Poi mi saluta dicendo "Billie, you're a big man". E se lo dice Fitzy, mi sento un grande uomo veramente.

Monday, April 02, 2007

Amarcord


La mia macchina non è mai stata così bella

Sunday, April 01, 2007

Cose da non dire in un museo (1)

"Ok, ma per esempio, se la vostra compagna..."
"Veramente sono un maschio!"

Thursday, March 29, 2007

Fitzy & l'Autorevole Billie

Novità odierna, tra crampi e lavoro. L'Assessorato alle Politiche per lo Sport del Comune di Napoli mi invia un'e-mail. Cazzo vorranno da me? E' un invito ufficiale a una conferenza sul rugby come mezzo per trasmettere valori a bambini e ragazzi provenienti da contesti familiari e sociali degradati. E già mi dico...ma che se ne fanno della mia presenza? Poi guardo l'elenco dei relatori. Rosa Russo Iervolino, poi il direttore del penitenziario minorile di Nisida, il presidente della Federazione Italiana Rugby Dondi, poi...

MAURO BERGAMASCO
flanker della nazionale italiana

HUGO PORTA
ex-apertura dei Pumas, per i quali vanta 57 caps (34 da capitano) e 529 punti fatti


SEAN FITZPATRICK (Mr. All Blacks)
ex-tallonatore degli All Blacks, per i quali vanta 92 caps (51 da capitano)

Cioè, ci sono 'sti pezzi da novanta che parlano, e vogliono pure che IO vada ad ascoltare? Inviano un invito a un giornalistino dilettante, senza neanche un articolo pagato a curriculum, come me? Beh, mi sento veramente emozionato, anche se è una cazzatina. E anche triste, perchè per questioni di lavoro non posso andarci. Mi sarebbe piaciuto fare una foto con Fitzy. Roba da mostrare ai nipotini, cazzo. Beh, pazienza. Mi basta pensare a come finisce l'email:
Nella speranza di poter contare sulla Sua autorevole e gradita presenza, inviamo cordiali saluti.
Capito? AUTOREVOLE! All of a sudden, I feel so important!

Tuesday, March 27, 2007

La risposta comasca a Violetta Parra



Maschia sofferenza

Ecco una foto di Billie a bordo campo dopo aver preso un dito in un occhio da un All Bluff.


E un terzo aneddoto del weekend romano:

3.
Mi metto a parlare con un irlandese, durante la partita, a Piazza del Popolo, e a un certo punto gli chiedo "Where in Ireland are you from?" "Cork". Cork. In Munster. Allora gli dico "I'm going to be the next hooker of Munster" "Aye, good luck!"

Saturday, March 24, 2007

San Patrick's day: a week after

Due episodi soli.

1.
Vista l'abitudine mia e del mio capitano di imitare il commento di Diego Dominguez durante le partite, pur essendo in Piazza del Popolo non ho potuto resistere. Risultato ormai deciso, vittoria schiacciante dell'Irlanda, e io che erompo in un "Forsa ragassi, sce la bossiamo angora fare, alle volde basta bogo, forsa Mauro, forsa Mauro!". Trenta persone circa si girano verso di me e mi guardano male, ma che più male non si può. "Ooooh, guarda Baolo, gli ha sbaggato la fascia!"

2.
Dopo una partita in cui ho preso un dito in un occhio, dopo un terzo tempo estenuante (e un pre-partita, insomma, una giornata - etilicamente non da poco), affermo, convinto: "Basta. Non posso più farcela a bere". Dopo aver pronunciato quelle parole, ho bevuto (che mi ricordi) un whiskey, una grappa e mezza bottiglia da un litro e mezzo di buon Frascati.

Tuesday, March 20, 2007

The Men They Should've Hung

Dal live in Verderio

Body of an American (The Pogues)


Red Kola (Nyah Fearties)

Tuesday, March 13, 2007

Croke Park


Di nuovo pubblicato su Les Enfants Terribles. Stavolta l'articolo parla dell'arrivo degli inglesi a Croke Park:

Friday, March 09, 2007

I'm fuckin' brilliant


Serata al Pogue Mahone con Robbby, Rosa e Radagast. Birra a garganelle e scozzesi del Celtic ancora in giro. Mi metto a parlare con uno (o meglio, lui si mette a parlare con me). E lui mi fa
"Where are yeh from?"
"I'm Italian"
"Nay! Yeh got sideburns!".
Insomma. Basetta è scozzese, e non italiana. Sono fiero di me. Dopo migliaia di riconoscimenti fallaci di me come uno scozzese, da parte di italiani e inglesi...finalmente anche uno scozzese mi scambia per scozzese. Commozione.

La serata continua fra cantate di Flower of Scotland tutti assieme e scozzesi che cantano inneggiando a Nakamura e Hesselink.
Ma poi...
Poi arriva lui. Con le sue orecchie accartocciate. Radagast attacca bottone:
"Your ears are like the ones of a prop!"
"Aye, yeh know rugby?"
"Yes, we play. He's a hooker!" (indicando me)
"Aye, how much?" (gioco di parole inglese: hooker vuol dire sia tallonatore sia puttana)
"He's only twenty-one"
"Is he good? Are yeh good, son?"
"He's very good!"

"Aye, son, yer've to come and play in Ireland. I'm Irish, I love rugby. It's a brilliant sport. Munster, brilliant team. Yeh have to try Irish club rugby. Italy is good, but will take too long to win the Six Nations. Yer've to take yer chances and come in Ireland to play. I have the contacts. I played in the front-row, and I'll tell yeh. Maybe I had the body, and you don't. But that means shit: maybe ye'll do more than I've ever done in rugby. If yeh love the sport and yer good and ye bleedin' believe in yerself, yer've to take out the hands from yer pockets. Yeh mustn't keep yer hands in yer pockets saying 'I might'. Yer've to take yer hands out of yer pockets and shout 'I can! I'm fuckin' brilliant!'. Yer've to try: come to Ireland and play club rugby. Maybe ye'll do it, maybe ye don't, but at least ye'll have tried. Yer've to fuckin' believe in yerself: yer young, yer've all the time to become a great player. It's a brilliant game, remember. 'I can, 'cos I'm fuckin' brilliant!'"

Io mi son quasi commosso. Viva la Scozia, l'Irlanda, il rugby e le pinte di birra. Questo voleva anche il mio numero di telefono, convinto che fossi veramente un bravo giocatore di rugby. Beh. Ragazzi, vi lascio. Devo andare a prendere l'aereo. Vado a Limerick, sono il nuovo tallonatore del Munster, sapete. Beh. Forse no. Però ho un nuovo mantra personale da ripetermi...
I can! I'm fuckin' brilliant!

P.B.C.

Piccoli. Bastardi. Cagacazzo.

Thursday, March 08, 2007

Rantin' Scots takin' over Milan


Fra chiamate che non arrivano, guide e professori in ritardo, life goes on. Se non altro, una buona notizia: Milano era invasa da scozzesi. In particolare, il tram che porta dalla mia università a Stazione Cadorna fa capolinea a San Siro. Visto che il prof della tesi mi ha fatto aspettare più di un'ora (attesa a causa della quale ho anche dovuto saltare allenamento), mi son trovato circondato dai Bhoys del Celtic Glasgow che cantavano "For it's a grand team to play for, an' it's a grand team to see!" e compagnia bella. Mi sono unito a loro cantando The Boys of the Old Brigade*. Poi ho iniziato a parlarci. Uno mi fa "Wot team d'yeh sopport?" e un altro dice al primo "Don't fockin' ponch him, meeate, he's I-alian bot one of os!" "I don't follow Italian football, I prefer rugby" "Aye, yeh shood sopport Inter Milon, thot's a good team!" "I was in Glasgow in December" "Aye, wot faw?" "To see the Pogues" "The Pogues! Greet!!! Yeh loik the Pogues, aye! Wos it at the Barrowlands?" "Nay, Carling Academy" "Aye, greet!!". Insomma, cheffigata. "Hail, hail, the Celts are here, what the hell do we care?". Tornato a casa tardi, ma rinfrancato dalla cantata.
Oggi invece la giornata è iniziata con caffè e mancetta dalla zia, e con il convincimento di un'amica trovata in treno a venire a giocare. Poi guide, al Museo. Il top si è raggiunto con una seconda liceo scientifico di Firenze. Io ho un problema con i toscani. Con quella parlata, non riesco a prenderli sul serio. Quindi ci ho scherzato parecchio. E quando la prof non sentiva, ho infilato la perla: "Ebbene si, sopra a questo sellino c'è stato il culo di Coppi. Non toccatelo, che quando pedalava, Fausto scoreggiava alquanto!".

***
Asterisk explained: The Boys of the Old Brigade è una canzone popolare nordirlandese. Essendo i Celtic una squadra filocattolica e filoirlandese, è facile capire come mai la cantino, seppur siano scozzesi.

Oh, father why are you so sad
On this bright Easter morn’

When Irish men are proud and glad

Of the land that they were born?

Oh, son, I see in mem’ries few

Of far off distant days

When being just a lad like you

I joined the IRA.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.


From hills and farms a call to arms

Was heard by one and all.

And from the glen came brave young men

To answer Ireland’s call.

‘T wasn’t long ago we faced a foe,

The old brigade and me,

And by my side they fought and died

That Ireland might be free.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.


And now, my boy, I’ve told you why

On Easter morn’ I sigh,

For I recall my comrades all
And dark old days gone by.
I think of men who fought in glen

With rifle and grenade.

May heaven keep the men who sleep

From the ranks of the old brigade.


Where are the lads that stood with me

When history was made?

A Ghra Mo Chroi, I long to see

The boys of the old brigade.

Sunday, March 04, 2007

Sitting still

Grande Milano - ATRC 22-28

Grande domenica di rugby al Campo Sportivo Mario Giuriati di Milano. Tradate batte Grande Milano 28-22, conquistando l'agognato punto di bonus. Convocato, con la maglia numero 19, il vostro Billie MacGowan. Che purtroppo non ha giocato, nonostante la voglia atavica di entrare in campo lo dilaniasse. Billie gioca solo se la sua squadra riesce a chiudere la partita. E Tradate invece l'ha addirittura fatta riaprire al Milano a dieci minuti dalla fine, momento in cui il vostro Billie si è messo a smadonnare senza ritegno, su quel seggiolino che scottava. Al fischio finale, nonostante si fosse vinto, devo ammettere che ero un bel po' giù. Poi tutto passa, anche perchè bere una birra nudi sotto la doccia ha tutto un suo sapore, e perchè il dopopartita con i compagni dopo una vittoria è sempre un bel momento e una bella sensazione. E perchè c'era una topa spaziale a catturare gli occhi del Billie appena uscito dagli spogliatoi. E' la primavera anticipata che eccita gli intorpiditi ormoni del Nostro.

Billie si prepara al match bendandosi il malandato orecchio. Il commento di Guido Fan Deluso è stato: "Devi farti una foto da pubblicare sul blog". Quello dell'allenatore è stato: "Sembri il cacciatore". Il commento dell'allenatore effettivamente non l'ho capito, ma tant'è. Billie non ha giocato, ma è riuscito almeno a svolgere una delle incombenze di una partita: sangue e lividi. Precisamente il sangue ha iniziato a sgorgare dal naso durante il riscaldamento; Billie corre in spogliatoio alla ricerca di un lavandino per poter fermare il sanguinamento, ma MANCA CLAMOROSAMENTE LA PORTA, schiantandosi contro uno stipite. Il massaggiatore, che rassettava lo spogliatoio e che mi ha visto entrare sanguinante e fiondarmi contro lo stipite ha subito pensato: "Questo ha preso una botta che neanche sa più chi è!".
Per il resto, ho dell'aggressività repressa da sfogare, temo. Quindi...
ANDATE AFFANCULO!

Postilla:
mi sono innamorato di una bimba di 4 anni che, al Giuriati, addentava un panino al prosciutto più grosso di lei!

Thursday, March 01, 2007

I bassifondi della mente umana


Luogo: il Museo
Situazione: guida ai Trasporti Navali tenuta da yours truly a una quarta elementare. Modellino del vascello svedese
Wasa

Yours Truly Billie: "Il re di Svezia voleva fare vedere quanto era ricco e potente (era quasi più sborone di Pert n.d.Y.T.B.), e allora fece costruire questo vascello lussuosissimo. Il Wasa doveva rappresentare la sua ricchezza e la sua potenza: era la nave di rappresentanza del re di Svezia"

Bimbo ansimante come Martin dei Simpson: "Ho...ho capito! Questa...nave rappresentava...il re di Svezia...come nell'an...antico Egitto...Isis rappresentava il Fa...Faraone!"

Y.T.B.: "..." (sguardo da bovino trainspotter, due minuti di silenzio, sperando che il Bimbo Ansimante si incenerisca per autocombustione di fronte ai suoi occhi dopo aver sparato sì clamorosa cazzata)

Vi informo che ho cambiato nome. Sul Contratto c'è scritto: "Sir Billie MacGowan MSE, d'ora in poi IL COLLABORATORE A PROGETTO". Vabbè, per oggi ho sparato abbastanza stronzate.
Saluti e baci.
Yours truly
IL COLLABORATORE A PROGETTO

Monday, February 26, 2007

Rumeni insanguinati e terzi tempi


Venerdì mi son dimenticato di accennare al particolare episodio che mi è capitato mentre stavo seduto su una panchina in Stazione Cadorna ad aspettare il mio trenino. Beh, è arrivato sto tizio, dal forte accento rumeno, con un taglio sulla testa, ricucito ma non ancora cicatrizzato, e con la giacca abbondantemente sporca di sangue. Si è seduto a fianco a me e mi ha chiesto l'ora. Damn, che incontri!
Per il resto. Domenica Tradate ha fatto una partita di merda. 15-0 per noi alla fine del primo tempo, 16-15 per loro, che sorpassano a pochi minuti dalla fine, il risultato finale. Il terzo tempo se non altro è stato bello per tirar su il morale. L'ASR Milano si è dimostrata piuttosto simpatica ed è partita una bella chiaccherata. Sono queste le cose che fanno questo sport grande.

Io domenica non ero convocato. Ho preso il freddo prendendo statistiche, dopo aver fatto una partitella d'allenamento con le ragazze. Partitella durante la quale ho inventato l'autostamping. Mi son tirato una tacchettata da solo. Evidentemente ero in fuorigioco e volevo punirmi. In apertura di pagina, il bellissimo risultato del mio autostamping. Peccato non essermelo restituito.
Oggi tutta la gente che incontravo mi diceva: "Grande vittoria a Edinburgo! Bella partita! Congratulazioni!". Mi faceva sentire un po' strano, devo ammetterlo.
Ultimo interrogativo della giornata. Sarò capace di essere "vigoroso e aspro, caustico e tagliente, ma anche muscolare"? Ai posteri l'ardua sentenza.

Sunday, February 25, 2007

I was feeling insecure

Venerdì mattina è stata una giornata particolare. Non capita tutti i giorni di vedere un cactus sorridente in Stazione Cadorna a Milano. Lo shock è stato piuttosto grande. Sono andato al Museo, avevo due seconde medie. Faccio quel che devo fare, un po' nervoso, e intanto il Museo mi monitora. E poi mi comunica che sono parecchio bloccato, troppo timido e emotivo. Risultato: sono obbligato a partecipare a un corso di teatro che stanno organizzando. Beh, è una grossa opportunità per me, sempre bloccato da questo difetto sempre più ingombrante e fastidioso. Già. Non ce la facevo più. Billie dichiara guerra all'insicurezza. La massima di Pert (l'uomo dai mille volti che ora ha un volto): "I corsi di teatro sono molto belli, però la gente non ci va. Tu hai la fortuna di essere OBBLIGATO ad andarci!".
Seconda notiziona del giorno: Billie sta per diventare un giornalista sportivo, di quelli veri. Racconterò più particolari a tempo debito. Oh, yeah!
Venerdì sera bell'allenamento, ma soprattutto grande dopoallenamento. Stamattina correre (proprio correre, a piedi) appena sveglio dal meccanico per ritirare la macchina prima che il meccanico chiudesse...è stata un'esperienza devastante. Mai quanto Scozia - Italia 17-37, comunque.

Wednesday, February 21, 2007

The 23rd Man

ATRC - Velate 17-29

Dunque. Cerchiamo di rimetterci in pari. Non mi sto soddisfacendo nella gestione di codesto bloggo. Forse sarà perchè ho la testa altrove, impegnata in altre mille cose. Vabbè. Intanto, shame of Foca, che non ha rapito una scozzese per me.

Venerdì mi sono allenato, come al solito, ed è arrivato l'annuncio dal coach: "Billie, tieni pronta la borsa, sei il 23° uomo!". Spiegazione: i convocati (la tastiera mi dava noie, voleva farmi scrivere voncovati) sono 22, ovvero i 15 uomini in campo + 7 riserve ammessi dal regolamento. Il 23° uomo è il primo dei non convocati, ovvero quello che in caso qualcuno si faccia male o non si presenti, viene allertato per primo e convocato al suo posto. Gli infortuni/assenze sono stati ben due, quindi io e Enzo siamo stati convocati entrambi per il match. Enzo ha giocato titolare, una gran bella partita. Io sono stato in panchina per la seconda volta su due convocazioni da inizio stagione. Cose che capitano. Una bella partita: l'avversario era Velate, la temibile capolista che, sul 17-0 per noi, si è cagata sotto e ha iniziato a menare le mani. Ha vinto 29-17 alla fine, mandando fuori il nostro capitano con un occhio gonfio come un limone e bisognoso di punti. Una signora nel pubblico gli fa: "Quest'arbitro è proprio una vergogna, così vi fate male. In quanti siete usciti per delle botte inutili?". Io, prontamente, le rispondo: "Si, signora, ma lui se le meritava". Note: la fasciatura per proteggere l'orecchio (ebbene si, sta iniziando il lento ma inesorabile processo di degenerazione chiamato incavolfiorimento) che ho provato era troppo stretta. Che mal di testa!
Pel resto, oggi seconda guida. La mia mira da cecchino serbocroato mi ha portato a chiamare fuori una bambina araba al primo anno di Italia che non conosceva la lingua. Mi sento sempre più negato per lavorare a contatto con bambini e ragazzi. Effettivamente il mio piano di guadagnarmi da vivere con il Lego si sta rivelando estremamente più difficile di quanto pensassi. Spero passi presto. Aiuto!
Lunedì ho firmato il contratto al Museo, comunque. Ho venduto loro la mia anima a progetto in cambio di 14 euro (€ 14,00) lordi orari. 20 (€20,00) in caso di guida in inglese. Fate di me quel che volete.
Ultimo: che figo il Pogue Mahone di via Salmini a Milano. Come ho potuto non esserci mai andato finora? Ultimissimo (come mia madre quando voleva farmi mangiare la minestra da piccolo): ho preso una multa di 36 euro (€ 36,00). Porco il clerobbastardo.

Sunday, February 18, 2007

Gaelic Football

Dopo aver abbondantemente scritto di rugby, rugby, rugby e ancora rugby, il Vostro si è dato a un articolo sempre riguardante il rapporto tra società. storia e cultura irlandese con lo sport, ma stavolta con un altro sport. Trattasi del Gaelic Football, il football gaelico, uno di quegli sport che si giocano solo in Irlanda in stadi interdetti a sport inglesi. Pubblicato sempre su LET - Les Enfants Terribles di Jay&Ren e di Aska (ricevuto addirittura una sua chiamata da Belfast!), questo è l'indirizzo dell'articolo: QUESTO. Nel frattempo il Vostro è stato convocato in prima squadra come 23° uomo, ovvero una grande inculata: devi stare riguardato, limitarti la sera prima, andare a letto presto (sto per andarci, loggiuro!), ma al 90% non sei della partita. Però per l'ovale, si sa, siamo disposti a fare questo e altro. Stasera, tanto per chiudere le news, il Vostro si è dato da fare suonando al concerto di presentazione della Compilation Spazio Tribù volume 2. Due i pezzi suonati dai mitici Pressure Drop: Out of a Coma e Delilah. Riscossi scroscianti consensi!

Per concludere con le news, il Vostro lunedì firmerà il contratto di lavoro, martedì andrà dal dentista e settimana prossima avrà ben 3 guide!

Infine, un plauso al gruppo (di trogloditi) che ha suonato poco prima di noi, presentando una splendida canzone dal titolo Mutandine, con il cantante che leggeva i testi da un quaderno e un fantastico testo del tipo: Sto diventando pazzo / ragiono col mio cazzo. E se pensate che non potessero giungere più in basso, al secondo pezzo hanno snocciolato un Se potrei tornare indietro...

Thursday, February 15, 2007

Rassegnata Stampa

Fa bene avere amici giornalisti. Scrivono belle cose su di te. Tipo questa:

oppure questa:

Certo, però l'esposizione è un po' eccessiva a quanto effettivamente faccio. Però vabbè. Io me la godo. Nel frattempo sabato pomeriggio in compagnia di Canuomo e Focadonna, di Canedipavlov, di Cicca, delle camioniste Robbby e Phoe, di Pulici, del president-pilone Wolvie e di tanta altra gente al Six Nations a Torino, in occasione del Sei Nazioni. E martedì un articolo pubblicato su Varese news: http://www3.varesenews.it/sport/articolo.php?id=65442.
Lo so, che vita piatta.

Thursday, February 08, 2007

La prima volta fa sempre male


Arrivò infine il giorno tanto temuto: la prima guida. No, non della patente. Guida. In un museo. Anche detto animatore scientifico, o facilitatore. Insomma, non so neanche io cosa sono, diciamo guida. Dopo una lunga formazione che non fece superstiti, Billie iniziò stamani ad esercitare, affiancato da una guida più esperta, di fronte a una classe IV elementare. Dopo incubi che mi accompagnorno negli scorsi giorni, infine eccomi al Museo, con il di sopra cartellino. Alle 9 e 30 inizia il calvario. La receptionist chiama il nome del laboratorio di cui devo fare la guida. Io accolgo la classe, stringo la mano alla maestra, che subito mi avverte: "Sono una classe di casinisti scatenati". Bell'esordio, Billie, bell'esordio. Evabbè, si comincia. Li saluto. Uno mi chiama: "Signore?" "Non chiamarmi Signore, chiamami Billie!" (i nomi sono stati celati per mantenere la praivasi). Quel bimbo (d'ora in poi Piccolo Disanderthal [Neanderthal Disadattato - Homo Disa Neanderthal]) sarà una costante di tutta la visita. Cinque minuti dopo mi chiama ancora. "Signore?" "...". Finalmente arriviamo al laboratorio. Sono teso, e si sente. Però cerco di fare quel che devo fare, spiegazioni, domande, quant'altro. Devo prenderci la mano, non è affatto facile. Poi loro sono 22 scatenati, le maestre avevano ragione. Non uno che facesse silenzio. Oddio. Uno si. Piccolo Disanderthal. E, non memore che fosse lui quello del "Signore?", chiamo Piccolo Disanderthal e gli metto in mano un oggetto, chiedendogli di descriverlo. "Forza, Piccolo Disanderthal, descrivilo ai tuoi compagni" "...". Zitto, niente reazioni. Le sue labbra pronunciate, una faccia tipo mucca che guarda un treno, l'oggetto in mano e lui fermo: una mensola umana. Gli mancava la clava cui appoggiarsi per dare l'impressione di un cavernicolo che si chiede cosa sia una ruota. E nella mia mente un solo pensiero: Ma porcoggiuda, ma di tutti 'sti 22 criminali, proprio quello autistico dovevo chiamare fuori?. Cerco di fargli leggere delle lettere e dei numeri che sono sull'oggetto: "Vedi qua cosa c'è scritto? Leggilo ai tuoi compagni!" "...". Niente. Ma porco il clerobbastardo, ma di tutti 'sti bambini normali, proprio quello afasico, dislessico e analfabeta dovevo chiamare fuori?. Terrorizzato, pensando che non sappia leggere ancora in quarta elementare, le leggo io: "A, B e C...e invece qua ci sono dei numeri...". E a questo punto Piccolo Disanderthal ha una reazione improvvisa quanto inaspettata e oramai insperata. Una raminga sinapsi si impadronisce chissàcome del suo cervello e dimostra che...leggere non sa leggere, ma con i numeri ci sa fare: "1, 2 e 3". Nella mia mente oramai è certo: Piccolo Disanderthal è autistico, è il clone di Rainman. Beh, i momenti di terrore si sprecano, e dopo mezz'ora (su due di guida) le fauci sono secchissime. Alla fine arrivò la fine fine. Anche se un bambino inciampa su una delle cose fatte in laboratorio, smontandola irrimediabilmente, e rovinando il lavoro di un'ora di undici poveri bimbi. Poi un quarto d'ora di visitina guidata, a fargli vedere il sottomarino parcheggiato dietro al Museo. Piccolo Disanderthal si distingue nuovamente: "Signore?" "Non chiamarmi Signore, chiamami Billie...". E finalmente, è arrivato il momento del saluto. Piccolo Disanderthal vuole che gli stringa la mano: "Signore?". Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!

Sunday, February 04, 2007

Friday, February 02, 2007

Una vita da lettore

Ieri ho finito l'autobiografia di Bill McLaren, storico commentatore BBC originario di Hawick, nel sud della Scozia. Un libro che mi è piaciuto parecchio e da cui ho tratto qualche aneddoto interessante. In più, da giornalista amatoriale di rugby, le parti che parlavano di giornalismo e telecronache mi interessavano particolarmente. Era il mio libro da treno, e l'ho finito in treno. Stamattina mi son quindi munito di un altro volume, regalo di natale dell'altra sorella, che avevo già iniziato a leggere. Si tratta di Una vita da lettore (The Complete Polysyllabic Spree) di Nick Hornby, di cui avevo già letto e apprezzato tre romanzi. Praticamente è una raccolta di articoli che ha scritto per il magazine The Believer recensendo la sua lettura. Non tanto i libri in sè, quindi, ma la lettura. Devo dire che quando l'ho visto avrei sperato in Fever Pitch (Febbre a 90°) piuttosto che in quel libro. Che però si è rivelato molto piacevole e interessante nel mettermi alcune pulci nell'orecchio: ora voglio leggere alcune delle cose che il libro cita, come per esempio Fanny e Zooey e tutto il resto che non ho letto di J.D.Salinger. Il rischio è che mi influenzi troppo e che mi metta a fare recensioni della mia lettura anch'io, mettendo all'inizio la colonna dei libri acquistati e letti nell'ultimo mese. Vista la mia scarsa liquidità, suppongo che la prima delle due colonne sarebbe il più delle volte desolante. Da Natale il mio elenco è questo, all'incirca:

LIBRI ACQUISTATI
  • Art Spiegelman "Maus" Fumetto
  • Stefano Benni "Bar Sport"
LIBRI RICEVUTI IN REGALO
  • Bill McLaren "The Voice of Rugby - My Autobiography"
  • Nick Hornby "Una vita da lettore"
  • Marco Philopat "Costretti a sanguinare" (già letto)
  • Giovanni Floris "Risiko"
  • Jonathan Coe "La Banda dei Brocchi" (anche se mi è stato regalato qualche giorno prima di Natale, dopo che avevo finito di leggerlo, visto che tanto mi era piaciuto)
LIBRI LETTI
  • Art Spiegelman "Maus"
  • Stefano Benni "Bar Sport"
  • Bill McLaren "The Voice of Rugby - My Autobiography"
  • Marco Philopat "Lumi di punk" (qualche pezzo)
  • Jonathan Coe "La Banda dei Brocchi" (effetto retroattivo, in realtà l'ho letto in dicembre)
  • Andrea Pazienza "Pertini & altre satire" Fumetto (rilettura)
  • Nick Hornby "Una vita da lettore" (iniziato)
Fico. E mo' so cazzi vostri. Maus di Art Spiegelman l'ho preso, come anche Bar Sport di Stefano Benni, mentre comperavo i regali di Natale il 27 dicembre (beh, non si possono fare regali dopo Natale? Io prima non avevo nè tempo nè soldi). Ne avevo letto la prima metà, e ho deciso di finirlo. Letto tutto di un fiato, ne ho parlato qui. Bar Sport di Benni era un caposaldo che mi mancava: avevo letto Bar Sport 2000 e Il bar sotto il mare, e Benni è il mio autore italiano preferito. Il primo episodio della saga dei Bar Sport non mi ha affatto deluso: erano proprio le storie e le risate che cercavo. Più di una volta son scoppiato a ridere da solo in treno mentre lo leggevo, facendo la figura del pazzo. Dell'autobiografia di Bill McLaren ho parlato poco sopra, mentre di Lumi di punk di Marco Philopat ho letto poche pagine piuttosto distrattamente. La Banda dei Brocchi di Jonathan Coe mi ha invece completamente rapito: l'ho letto di un fiato nelle due settimane prima di partire per Glasgow. Focaccinova, che mi ha prestato il libro, quando l'ho finito ha deciso di regalarmelo, visto che mi era piaciuto tanto e che diceva che era "il mio libro". Spero di aver ricompensato un pensiero così bello con il regalo che le ho fatto io a Natale, ovvero La famiglia Winshaw, sempre di Coe. A rapirmi, de La Banda dei Brocchi, sono state mille cose. L'ambientazione è sicuramente la prima di queste: Birmingham alla fine degli anni '70, quando ancora era una città industriale. Io invece ho visto Birmingham nel 2006, trasformata in un mega-mall, una città centro commerciale. E poi la fine degli anni '70 in Inghilterra, con gli attentati dell'IRA, il razzismo verso gli irlandesi, le lotte dei lavoratori, l'inizio del punk, la fine della progressive e gli ultimi respiri labouristi prima che dell'avvento di Maggie Thatcher. E poi le diverse storie che si intrecciano, insomma, mi hanno affascinato. Pert l'ho riletto quando ho scritto questo post. Di Hornby ne ho già parlato, anche se è singolare come parli in uno degli articoli di Hay-on-Wye, paesino situato dal confine tra Galles e Inghilterra, non lontano da Ross-on-Wye, dove sono stato invece pochi giorni fa. Infine c'è da parlare del libro di Floris regalatomi da mio fratello. Diciamo che mi ha lasciato un po' così, non vogliosissimo di leggerlo. Il fatto è che non mi ispirano parecchio i sedicenti saggi politici scritti da presentatori TV. Se poi pensiamo che Giovanni Floris sta al terzo gradino di un'ideale podio de "I personaggi che non posso reggere della TV italiana", superato solo da Giovanni Mucciaccia e Enrico Papi...

Thursday, February 01, 2007

A sentence in my head

Una frase da una poesia di Vladimir Majakovskij che ho in testa da tutto il giorno:

"Bisogna strappare la gioia ai giorni futuri. In questa vita non è difficile morire. Vivere è di gran lunga più difficile."

Paddy Power

Mi prendo in prestito il nome di una famosa agenzia di scommesse, per rendere pubbliche al mondo le mie previsioni apocalittiche per la prima giornata del Sei Nazioni. Così il lunedì potrò dire "L'avevo detto, io!".
  • Italia - Francia 20-14 Mauro Bergamasco e Chabal si prendono un cartellino giallo a testa nella medesima occasione. La Francia, si sa, inizia sempre male il Sei Nazioni, e il primo Trofeo Garibaldi sarà azzurro. N.B. 20-14 non è casuale: è il risultato di Scozia - Francia, prima giornata del Sei Nazioni 2006.
  • Galles - Irlanda 17-34 Galles che parte bene. Irlanda in crescendo che chiude la partita nel secondo tempo. Una meta di Ryan Jones per il Galles.
  • Inghilterra - Scozia 12-15 La Scozia espugna Twickenham e Wilkinson non arriva al 50 minuto. La Calcutta Cup resta a Edinburgo, ma ci torna imbellettinata dalla rotula di Jonny Boot. Il News of the World pubblica foto della regina nuda e crolla la monarchia inglese. Scozia, Galles e Irlanda del Nord conquistano la propria indipendenza e Billy Bragg diventa il primo presidente della Repubblica di Inghilterra. Lo Union Jack e "God Save the Queen" vengono aboliti e messi fuorilegge, e gli inglesi si trovano a un referendum per votare il nuovo inno nazionale tra: "Land of hope and glory", "68 Guns" degli Alarm, "Island of No Return" del presidente della repubblica. I titoli nobiliari onorifici vengono annullati, a meno di non pagare un tributo fisso sul proprio titolo, proporzionale all'importanza. La camera dei Lord verrà sciolta e verrà sostituita dal nuovo parlamento, presieduto dai Monty Python. Cadrà in disuso il sistema reale di misura e la guida a sinistra. La Magna Charta verrà sostituita dal "Zen Stalinist Manifesto" di Attila the Stockbroker (vedi ultima poesia su questa pagina). Greenwood sarà il nuovo allenatore della nazionale di rugby inglese.
Lunedì rileggete questo post. E ditemi se non avevo ragione.
(Ok, forse ho esagerato un po'. Certe cose sono inverosimili. L'Italia non batterà la Francia)

Tuesday, January 30, 2007

Leicester & Ross-on-Wye

Ebbene si, di nuovo in UK. Stavolta per un'occasione familiare: la graduation di mia sorella. Aereo da Orio al Serio, ovviamente Ryanair e atterraggio a Luton attorno a mezzanotte ora locale. Ritiriamo la macchina che avevamo noleggiato alla Hertz, una Fiat Punto rossa, e mio fratello, con me navigatore, si mette a guidare per le 65 miglia di strada che ci separano da Leicester. Che sensazione strana stare seduto a sinistra e non avere un volante davanti! Welcome song: Razorback "America". Eccoci quindi prendere la M1. Direzione? Un epicissimo cartello recita "The North"! In un'oretta e mezza arriviamo a Leicester, parcheggiamo e, sconvolti, ci abbiocchiamo nel flat di mia sorella.
Il giorno dopo soffriamo tutti e tre (io, mio fratello Stiv e l'altra sorella) del poco sonno, ma bisogna tirarsi su e andare alla University of Leicester per la graduation. Tutto come in un film: toga e tocco. La cerimonia è assurda, veramente assurda: vedere tutti questi accademici ultradecorati (un paio di MBE (Member of the British Empire), OBE (Officer of the British Empire) e persino un Sir CBE (Commander of the British Empire) FRS (Fellow of the Royal Society), vale a dire il chancellor (rettore) Sir Peter Richards CBE FRS) che entrano al suono di Gaudeamus Igitur di Bach e prendono il loro posto, e poi centinaia di alunni che passano e stringono la mano...insomma, fa il suo effetto. Prima rimani a bocca aperta perchè sei sbalordito. Poi, quando tua sorella è passata e con lei 30-40 studenti, rimani a bocca aperta perchè sbadigli. Che sacre palle!
Fortunatamente la cerimonia dopo un po', incredibile, finisce: tempo di festeggiamenti. Il Lansdowne Pub è pieno, allora andiamo al Wellington, dove mi sparo una pintazza di Guinness alla salute della sorella e un panino BLT: Bacon, Lettuce and Tomato. Praticamente una delle tante schifezze che mi fanno apprezzare il Regno Unito. Disfatti dalla giornata, dalla botta allo stomaco, dal sonno, ce ne torniamo a casa e dormiamo abbondantemente. La sera vogliamo uscire, ma il tutto si traduce in una capatina in un chipper dove mi sparo un hamburger al pollo con patatine, accompagnato da una bottiglia di IRN-BRU.
Il giorno dopo è il giorno della gitarella a Ross-on-Wye, a sole dieci miglia dal Galles. Ci passiamo diverse M (M6, M5, M69, M42, M50 - in ordine sparso) e arriviamo in questo paesino, a pochissima distanza dal South Wales, dove troviamo amici di famiglia. Ann e Terry e la loro figlia Jenny. Giornata piacevole, condita da un vino che non ricordo come si chiama e da una camminata per un posticino veramente molto inglese. Unico difetto: il paese è reduce da un'alluvione avvenuta la settimana precedente, e vicino al fiume Wye se ne vedono le conseguenze.
La sera si va a cenare da Shimla Pink, ristorante indiano ben fornito camerieramente parlando. Scolandomi una Cobra (birra chiara indiana, niente di che, avrei preferito una pinta di Strongbow) mi sparo un Chicken Korma, pollo immerso in una salsa a base di anacardi. E tanto garlic bread. A fine serata sono distrutto. Il mio fegato implora pietà. A dopo le più marce conseguenze.
Dopo una notte marcia, passata a scoreggiare indecentemente nel sacco a pelo, è tempo di packing. Qualche compera (un negozio Lonsdale con prezzi stracciati: ho preso due felpe e una polo e quello che ho pagato di più l'ho pagato 8 sterle! - il negozio Cotton Traders dei Leicester Tigers dove ho preso una scicchettosissima borsa portascarpe firmata Leicester Tigers appunto) e un tè con mia sorella, suo marito Brian e il loro amico giapponese Kentaro, e siamo di nuovo sulla M1. Stavolta la direzione, ovviamente, è "The South". Consegnamo la macchina dopo aver fatto un pieno di benzina, check in, un sandwich per mangiare qualcosa. Mi chiudo in bagno. Chicken Korma non perdona. Mai. Temo di aver intasato il cesso dell'areoporto di Luton e così di aver scatenato un allarme terrorismo internazionale. Ripeto: Chicken Korma non perdona. Mai.
Il volo è tutto ok, a parte il solito confermare la tendenza degli italiani a dare il peggio di sè nei voli di ritorno in patria. E poi due kebab a Bergamo tirano su il morale. E danno il colpo di grazia al mio povero fegato. Liverpoor.

Thursday, January 25, 2007

Leicester & Wales

Riparto. Questa volta torno a Leicester, a trovare mia sorella che si laurea. Sabato faremo anche una capatina in Galles. Vi narrerò tutto, loggiuro. Raffreddore e neve per la mia partenza. A lunedì, lads!

Tuesday, January 23, 2007

Un fottuto puffo

Ecco la famosa foto fatta con Checchinato e Griffen. Da sinistra:
Carlo Checchinato (ex-seconda e terza linea della nazionale italiana, e ora team-manager della stessa, recordman internazionale di mete tra gli avanti).
Billie (seconda e terza linea, talvolta tallonatore, e purtroppo a volte ala, del Tradate Rugby, e anche capomagazziniere e staff sede) con la maglia del Tradate.
Guido (seconda e terza linea del Tradate Rugby) con la maglia dell'Orkney RFC, la squadra di rugby delle isole Orcadi.
Paul Griffen (mediano di mischia della nazionale italiana).

Credits per la foto: foto fkd.it como.

* ho aggiunto il link al myspace del mio gruppo, i Pressure Drop A.K.A.; sul sito si possono ascoltare ben tre canzoni: 1984, Out of a Coma e la cover di Delilah di Tom Jones! Yalla Yalla Wart Hog!

Sunday, January 21, 2007

Raise what's left of the flag for me


Lainate B - Tradate Biss 54-5

Ci sono dei momenti in cui il silenzio è assordante. Momenti in cui l'eco dei tuoi tacchetti sui muri del tunnel che porta dagli spogliatoi al campo di Lainate, e che tu stai attraversando per la prima volta in veste di capitano, ti fa pensare di stare per entrare sul campo di Twickenham. Tu, davanti a tutti, camminando lentamente, con un groppo di emozione in gola. Con la voglia di dare tutto te stesso. Di guidare i tuoi compagni verso la vittoria. E con in mente David Sole, che accompagnava a Twickenham la sua Scozia. Io ho portato dentro al campo da rugby di Lainate il Tradate Bis, in veste di capitano. E di tallonatore.


Ci sono partite in cui ti diverti a giocare, in cui non vorresti mai fermarti. Io mi sono divertito un sacco a giocare tallonatore, col 2 sulla schiena, il numero più basso che ho mai indossato. Perchè nel rugby il numero, più è basso e meglio è. Ho portato a casa tutte le nostre introduzioni, a parte la prima. Purtroppo non sono riuscito a fregarne a loro. Però mi son prodotto in esilaranti siparietti, come quando ho tirato una ginocchiata in faccia al pilone avversario in mischia chiusa, per sbaglio. E lui ha prontamente detto "No, ma fai pure, eh, con comodo!". O come quando, tutti pronti per partire nel secondo tempo, e io chiamo l'arbitro. "Arbitro, un attimo". Tutti si chiedono "Cosa dovrà dire/fare il capitano?". Beh, ovvio. Pisciare contro la recinzione. Però penso di aver giocato bene, di aver dimostrato di aver voglia di giocare. E questa è una soddisfazione.

Ci sono momenti in cui ti gratti la testa. Ti chiedi cos'è che non gira e perchè, nonostante tu stia mettendocela tutta, l'avversario continua a bucarti e andare in meta. Partite che non vorresti quasi disputare. Pesi sul groppone: 54-5. Pesi che, come capitano, porti il doppio di quanto facciano gli altri. Perchè avresti voluto urlare di più, farti sentire di più, essere un faro per i tuoi compagni. E invece ti trovi lì, a guardarli in faccia, sforzandoti di tenere alta la testa, di non lasciare che lo sguardo si abbassi a guardare il fango e l'erba, e sentire Toffolo, nella sua veste di allenatore, che dice: "Dai ragazzi, stiamo giocando comunque bene. L'importante è mirare al bacino, portiamo l'uomo a terra, sennò riciclano e ci fanno fessi come niente". Sono momenti in cui la responsabilità di capitano, nonostante sia un sogno che si avvera e un'onore infinito, pesa come un macigno, perchè ti senti smarrito e impotente e non sai come spiegare a te stesso e alle tue truppe, anch'esse smarrite, perchè stiamo perdendo terreno; come se non bastasse, quel poco che riesci a fare non è abbastanza per portare i tuoi compagni ad avanzare.


C'è il momento di lasciarsi tutto alle spalle, di riconquistare il buonumore e le energie. Di fronte a un piatto di pasta e una bottiglia di birra. E' il tempo di stringere la mano all'avversario, di chiedersi scusa, di chiaccherare coi compagni della partita e di altro. E' il momento di rimandar giù quel groppo, stavolta di pianto, che ti verrebbe, e di recuperare il sorriso. In due parole: il terzo tempo.


Infine, c'è il momento di leccarsi le ferite, di sentire i brividi di malinconia perchè avresti voluto che la partita girasse in un altro modo, di sentire il dolore di una partita, giocata in prima linea, che monta sulle tue spalle, sulle tue scapole, sulla tua schiena e sul tuo collo. Di sentire i graffi sulla faccia che bruciano e le orecchie indolenzite, di scrocchiarti la colonna vertebrale, la clavicola, le scapole. Di sentire il labbro rotto che punge ed elemosinare attenzioni e affetto. E di covare la consapevolezza di avere qualcosa da dimostrare la prossima volta.

Saturday, January 20, 2007

Vic, Griffen, Checchinato, i tallonatori e altri animali


Heavy week. Tutti i giorni al Museo a seguire guide, in attesa, tra una settimana o due, di iniziare a farne io stesso. Inutile dirlo, la paura fa 90. Però so che ce la farò, magari l'inizio sarà difficile e un po' sconfortante, ma cazzo. Sono un grande raconteur, io, perdinci! Vuoi che non pendano tutti dalle mie labbra mentre spiego il sistema biella-manovella, o l'albero a camme, o stocazzo (tipo l'Autoclave per l'attacco dell'alluminio)? Non lo faranno. Io però ci provo lo stesso.
Martedì prima prova per il nuovo progetto della mia band, ovvero un concerto acustico in marzo, con una formazione che prevede Rob alle percussioni, Andy all'ukulele, io alla chitarra e voce e la new entry Naska (il mio gemello) al basso. Nome provvisorio del progetto: The Men They Should've Hanged (tributo ai The Men They Couldn't Hang). La prima prova è stata una pena. In compenso ci siamo scambiati (il 16 gennaio) i regali di natale. E Rob mi ha regalato il mio agognatissimo Vic (che vedete nella finestra di fianco). Sono commosso.
Mercoledì l'allenamento mi ha visto fare il tallonatore. Oggi il collo faceva ancora male. Però non sono andato malaccio. Attacchiamoci a questa convinzione, in quanto è probabile che domenica manchi il mio capitano, nonchè tallonatore, Dante, e che debba sostituirlo in tali ruoli, giocando una partita intera in prima linea. Un detto irlandese dice che chi ha giocato in prima linea ha un posto in paradiso, perchè ha già provato l'inferno in terra.
Per concludere, giovedì ho stretto la mano a Paul Griffen (mediano di mischia di Calvisano e della nazionale italiana, originario di Dunedin, Nuova Zelanda) e Carlo Checchinato (ex-seconda linea, ora team manager, della nazionale italiana, recordman mondiale di mete a livello internazionale tra gli avanti). Griffen è grosso circa come me, a parte che è uno dei pochi esseri umani con basette più grosse delle mie. Checchinato, per contro, è enorme. Attendo impaziente la foto.
Per concludere, giovedì bella serata al Birrificio di Lambrate con Robberta, Duccio IRF e Rosa. In particolare ho parlato un sacco con il buon Duccio, fellow journalist and rugbyman, di sport gaelici e GAA, di IRA, di rugby, di Irlanda e Nord Irlanda, di giornalismo, di tutto.
Dopo che stasera tre ragazze della femminile hanno testato vari culi e decretato il mio fra i migliori alla prova del tatto, me ne vado a nanna con l'orgoglio di chi può. Anche se non sono proprio sicuro di cosa ciò voglia dire.

Monday, January 15, 2007

Curse of a broken back

TraVa - Tradate Biss 7-0
Varese B - Tradate Biss 7-12

Lunedì. Lunedì per ogni rugbista significa acciacchi, dolorini, indolenzimenti e crampi. E poi significa un sapore particolare dentro quando hai vinto. Ieri noi Tradate Biss abbiamo giocato un triangolare, contro TraVa (l'Under 17 di Tradate e Varese) e Varese di serie C (squadra da cui ci eravamo buscati un sonoro 32-0). Tanti tanti errori di inesperienza da parte di molti e un po' di sfiga (una palla persa in area di meta), uniti al fatto di dover giocare con il freno a mano tirato, ci costano una sconfitta con gli u17, per via di una meta tecnica (una spallata da parte di un giocatore alla sua prima esperienza con palla in mano). Dedica al Bimbo, che di ritorno dall'ospedale di Luino, dove era ricoverato per l'operazione al ginocchio, è passato a vederci giocare. La partita contro Varese invece è tutta un'altra storia: nonostante il secondo tempo si apra con una loro meta (bel buco del centro), recuperiamo lo svantaggio e andiamo in meta ben due volte: la prima vittoria del Tradate Biss! Nel terzo tempo Varese non fa abbastanza pasta e quindi, dopo essermi seccato una Guinness alla loro clèbbaus, creo una comitiva diretta verso uno dei kebab di Varese, e ci sugnamo per bene lì. Allèz la Bis!

* il senso del rugby in una frase detta ieri a un mio amico che mi aveva chiesto come stavo: "Io ho i polpacci a pezzi, sono tutto pesto e ho le orecchie disfatte. Quindi sto benissimo!"

Tuesday, January 09, 2007

Pressure Drop - Out of a coma


Che emozione! Finalmente, dopo non so quanti anni che faccio musica, un mio pezzo compare su un cd con tanto di bollino SIAE. Il CD in questione è la "Spazio Tribù Compilation vol.2", un sampler con una selezione di bands che provano allo Spazio Tribù, la nostra sala prove. La traccia numero 12 (le canzoni sono in ordine alfabetico) è proprio la nostra (nostra ovvero dei Pressure Drop A.K.A.) Out of a Coma, un pezzo dedicato a Joe Strummer, ai Clash e all'influenza che hanno avuto su di me.


Ecco qua cosa dice l'interno copertina dei Pressure Drop A.K.A.


Citando Slivovilla, che sicuramente l'avrà preso da qualche altra parte, ma non so da dove: non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!

Monday, January 08, 2007

Billie on Les Enfants Terribles

Finalmente hanno pubblicato il mio articolo "Fare thee well, Lansdowne Road!" nella sezione "Heimat - Processi di frammentazione e identità nazionale" del webmagazine Les Enfants Terribles ("Quaderni noir di attualità, estetica, narrativa e storia contemporanea" - questo il manifesto degli intenti). L'articolo è in realtà la seconda mia collaborazione con LET (gestito dagli amici Aska @ Belfast e Jay&Ren): nella sezione "Distretto Nord - Note dall'Irlanda di sopra" quest'estate era stato pubblicato un altro mio articolo, che parlava del rapporto tra Eire, Irlanda e Irlanda del Nord sotto il punto di vista rugbistico. L'articolo prendeva spunto dall'organizzazione di un incontro della nazionale irlandese (che comprende sia Eire sia Irlanda del Nord) a Belfast, da dove la nazionale mancava dal 1954. Una cosa fantastica dello scrivere questi articoli, a parte scoprire i vari aneddoti e pezzi di storia che poi vanno a costituirne succo e sapore, è il vedere come possono legarsi in modo strettissimo cultura e sport e cercare di esplorare questo rapporto, che in fondo fa anche parte dell'identità di un popolo. Sono storie che trovo veramente molto appassionanti. I due articoli in questione sono questi: "Test match a Ravenhill: l'Irlanda del rugby torna a Belfast", pubblicato a inizio luglio 2006 e "Fare thee well, Lansdowne Road! - 130 anni tra arruolamenti, ammutinamenti e proposte di matrimonio: chiude il tempio del rugby irlandese", pubblicato invece oggi, 8 gennaio 2007.

Saturday, January 06, 2007

Bisvicecapità


Non si può, non si può, non si può. Sono vicecapitano della squadra "Biss" del Tradate Rugby, no? E Dante è il capitano. Peccato che Dante sia anche il giornalista che scrive della squadra su questo giornale, la Settimana. Già due volte, parlando della Biss, ha scritto "Benzoni e compagni" invece di mettere il suo di cognome. L'ho sgridato anche, e una volta son riuscito a fargli scrivere che era lui il capitano. Poi ha riscritto "Benzoni e compagni". Ieri venerdì 5 gennaio, Dante pubblica quest'articolo e decide di mettere il mio scicchettosissimo volto (in una scicchettosissima foto scattata alla Sede del Tradate Rugby, con addosso una scicchettosissima polo dei London Irish e dietro alla schiena una scicchettosissima bandiera irlandese) nel mezzo dell'articolo, con didascalia "Il vicecapitano D.B.". In stampa gli tagliano la didascalia. Ed eccomi diventato, non si sa come, capitano. Vabbè, un articolo da mostrare ai nipotini, dico bene?

http://www.lasettimanadisaronno.it/login.php?artID=397694

Feck Off!


I'm not a fascist. I'm a priest. Fascists dress up in black and tell people what to do. Whereas priests...more drink!

C'è chi vorrebbe vivere a Milwakee, o in California.
Io sogno Craggy Island!

Uno dei motivi che mi spinge a desiderare di emigrare in Regno Unito o in Irlanda è sicuramente l'assenza di Father Ted dalle reti televisive italiane. Ma non è quivi possibile spiegare tutte le ragioni che mi fanno adorare questo monumento della televisione irlandese. Chi non vorrebbe vivere nella desolante e desolata Craggy Island, con tre preti come Father Ted, Father Dougal e Father Jack? Chi non vorrebbe pregare, come fa Father Ted nell'episodio 2 della prima serie: "Please God...I don't care the way you do it, but please, please, please...do you want money?"? Chi non vorrebbe dormire con addosso la maglia della nazionale irlandese di calcio come Father Dougal, e come lui essere un prete e dichiarare alla TV "I don't believe in organized religion"? E soprattutto, chi non vorrebbe invecchiare bavoso e perverso come Father Jack?

Drink! Feck! Arse! Girls!

Craggy Island, an isolated lump of rock off the West Coast of Ireland, where live three priests a
nd their house keeper Mrs Doyle. The three priests have been banished to the island by Bishop Brennan for various reasons.
Father Ted Crilly was banished for misappropriation of funds. Instead of taking a sick boy on a pilgrimmage to Lourdes, Ted went on his own pilgrimmage - to Las Vegas.
Father Dougal Maguire has been sent to Craggy Island for the simple reason that he is an eejit.
Father Jack Hackett banished because he is a lecherous, drunken atheist, whose vocabulary consists of four words - feck, drink, arse, girls.

FECK OFF!

http://www.fathertedonline.ukf.net - http://uk.geocities.com/gareth_e_w/episodes.html

Tuesday, January 02, 2007

Happy Gnù Year!

Iniziato l'anno nuovo. Già mi ha un po' scoglionato. Ma si sa, io sono parecchio severo con gli anni, che molto spesso non si rivelano all'altezza. Considerando che il 2005, e anche un po' il 2006, erano iniziati in rissa, mentre il 2007 ha esordito con una giònbelusciana food-fight, già potrebbe andare meglio. Però nel 2005 dopo la rissa c'era stata una bourguignonne alle 3 di notte. Nel 2006 si era a Monaco di Baviera, e a parte la rissa (fatta da degli scozzesi che avevamo conosciuto all'Augustiner contro dei turchi che gli avevano praticamente sparato addosso dei fuochi d'artificio) e i fuochi d'artificio ad altezza uomo che mi terrorizzarono (odio i botti), c'era stata l'Augustiner, da cui abbiamo prelevato kilate di vetro, nella fattispecie boccali...insomma, tanta festa. Il 2007, a parte la foodfight, per ora non ha riservato grandi cose. Beh, ho morso una chiappa, però è un'altra storia; e poi, quanta fretta, dagli tempo a quest'anno, è passato poi neanche un giorno! Io sono frettoloso, però. Anno nuovo, vita nuova, dicono. E a me attende un lavoro nuovo, come guida al Museo della Scienza e della Tecnica, che già mi terrorizza. Una tesi di laurea e una laurea che continua ad allontanarsi quasi fosse una calamita con la mia stessa polarità (eh, che similitudine fica che ho quivi incastonato) e che si spera prenda luogo in giugno. La ricerca di un fisarmonicista e un bassista per il mio gruppo folk-punk (Pressure Drop A.K.A.) e il solito rugby, passione, malattia, valvola di sfogo e anche un po' scuola di vita, nonchè famiglia acquisita del vecchio Billie. Chissà cosa mi riserverà quest'anno. Chissà cosa ne penserò tra 364 giorni. Mah. Buon anno nuovo, bestie!

* inseriti due nuovi link a John "Big Giò" Velvet e a Musicomane, due laureati miei compagni di università che hanno levato le tende e se la spassano a Melbourne, Australia. Stranded down-under among the Aussies.
** il 2007 è anche l'anno delle nuove regole sull'ingaggio in mischia chiusa nel rugby. Regole che non mi paiono poi così sensate, ma ci si abituerà e ci si giocherà. Le abbiamo sperimentate in amichevole: mentre io numerottavo il mio collega flanker Mone mi ha detto che è brutto perchè il pilone allunga il braccio per prendere le distanze e poi lo tira indietro, generalmente in faccia al flanker. E visto che, quando non faccio l'apprendista numero 8, il mio ruolo in genere è il flanker, già le odio.