Friday, August 17, 2007

My father and other working-class football heroes

William Hill Sports Book of the Year 2005. Lo stesso premio vinto alla seconda edizione da "Fever Pitch" di Nick Hornby. Per uno come me, appassionato di storie sportive, di aneddoti, di scrittura sportiva e dei vecchi tempi, "My father and other working-class football heroes" di Gary Imlach, è manna dal cielo. La storia di Stewart Imlach, left-forward scozzese degli anni '50, famoso soprattutto per i suoi 5 anni al Nottingham Forest e per la partecipazione alla Coppa del Mondo del 1958. Una storia che ho adorato letteralmente, composta di mille storie che si intrecciano: dalla vita personale di Stewart ai ricordi e cimeli rimasti in soffitta o in testa a Gary, alla lotta del sindacato dei giocatori per ottenere delle migliori condizioni contrattuali. Si parla dei tempi del retain-and-transfer e del maximum wage. Un sistema che adesso sembra assolutamente improponibile. Si parla della questione dei caps: nonostante Stewart Imlach avesse indossato 4 volte la maglia della nazionale scozzese, non ebbe mai un cap, visto che questi venivano assegnati solo a giocatori che giocavano contro le Home Counties. Il cap fu consegnato postumo a Imlach e a un altro centinaio di giocatori che avevano subito lo stesso scherzo del destino. Imlach indossò anche un altro cap, confezionato da dei suoi tifosi di Nottingham apposta per lui. Come racconta il figlio: "He'd been happy with the copy. Maybe he was right to be, maybe it had more value: a cap crafted out of genuine feeling by people who saw him play and admired him, as opposed to an item squeezed out of an unwilling bureaucracy [...] Either way, the copy is the only he ever wore."

Ecco la sequenza che ho scelto:
Here's forest first cup-winning team from 1897-98, proudly showing off the trophy - before the game.
It's a great story. At the photographer's request, Nottingham Forest and their opponents, Derby County, had each posed with the cup before the game kicked off so that there'd be a suitable picture of the winners whatever the result. Perhaps he had another engagement to get to and couldn't wait until the final whistle. Or perhaps it had more to do with nineteenth-century standards of photographic etiquette. Portraits were formal occasions demanding one's best clothes, so the idea of showing the teams in their post-match disarray might have offended late-Victorian sensibilities. And the story didn't end there. In black and white, the photographer feared that Forest's red shirts wouldn't stand out sufficiently well from the foliage in the background, so he had them borrow Derby's white tops for the picture.
Fabulous. So Nottingham Forest's first great moment of triumph was captured for posterity before the fact and in the colours of the opposition. Somewhere, I presume - unless the wet plate was destroyed at the time for the sake of propriety - is a fading team picture of Derby County posing in proud anticipation with a trophy they never won.

Darren contro tutti


Il vostro Sports History Correspondent preferito ha pubblicato un altro articolo su LET, sul tema settarismo e GAA in Irlanda del nord:

Genio e sregolatezza

Ho imparato a giocare a scopa d'assi da mio padre, tutte le estati che si andava in Valsassina in vacanza, e in qualche altra occasione. All'ombra della dorsale orobica lecchese cominciarono a dischiudermisi i misteri della napola e della primiera. Al liceo affinai il mio stile girandomi e giocando con i due del banco di dietro e col mio compagno di banco, sovente mirati dai cazziatoni della professoressa. Ma imperterriti continuavamo a giocare, e fu così che mi guadagnai la nomea di "Georgie Best" (o Paul Gascoigne, a seconda dei casi) della scopa d'assi. Genio e sregolatezza. Croce e delizia di ogni compagno di mano. Capace di mosse magiche come anche di vaccate tremende. La resa dei conti l'altro giorno, quando dopo quattro anni ho fatto il mio ritorno sull'altopiano valsassinese. Io e Paolo, il ragazzo di mia sorella (BP), contro mia sorella e mio padre (GP). Ecco cosa ha scritto il Guerin Sportivo:

La sfida si apriva con la coppia Billie-Paolo un po' traballante. Il Paul Gascoigne della scopa d'assi doveva assestarsi e l'accoppiata andava rodata. Troppe scope concesse rischiavano di inficiare il risultato, ma una vertiginosa rimonta concedeva alla coppia la vittoria nella prima manche. Nella seconda manche i due segnalavano troppa sufficienza: in una mano GP si ritrovava quattro assi e metteva tra sè e BP una distanza sufficiente a ottenere il pareggio. La bella si apriva in modo molto equilibrato. Lo scontro serrato vedeva GP portarsi in vantaggio 3-2, poi BP pareggiare 5-5. GP cercava lo scatto e si portava sull'8-5, ma BP trovava per la prima volta il vantaggio con il 9-8. In questo momento BP, rapace, metteva tra sè e l'avversaria una distanza considerevole: Billie apriva clamorosamente con un asso in prima mano, costringendo GP a concedere tre scope consecutive. 6-2 di parziale, 15-10 complessivo. La penultima mano era dominio assoluto di BP, che demoliva la coppia avversaria con 7 rocamboleschi punti di napola per un parziale di 14-1: con lo score complessivo di 29-11, era pura formalità per BP varcare i 31 punti e aggiudicarsi la vittoria finale.

Wednesday, August 08, 2007

Tuesday, August 07, 2007

Sports History Correspondent

Ecco come sono citato nel mio ultimo articolo apparso su Les Enfants Terribles: LET Sports History Correspondent.

Questo l'articolo, una presentazione di Italia - Irlanda, 24 agosto a Ravenhill, Belfast:

Friday, August 03, 2007

Down All The Days

I type with me toes
Suck stout through me nose
And where it’s gonna end
God only knows

I have often had to depend upon
The kindness of strangers
But I’ve never been asked
And I never replied
If I supported Glasgow Rangers

(Pogues "Down all the days")

Salve, il mio nome è Paul Imlach. Sono un giornalista dell’Orcadian, il quotidiano delle Isole Orcadi, il posto più remoto dell’intero universo. Serving Orkney since 1854, dice il motto della testata. Al momento mi ritrovo bloccato in un vagone e penso che a nessuno fregherà più niente del fatto che l’8 dicembre 1981 Arthur Scargill è diventato il presidente eletto della National Union dei minatori. Oggi è il 12 gennaio 1982. L’altro ieri a Braemar, non lontanissimo da qui, hanno raggiunto il minimo storico di temperatura di tutto il Regno Unito, circa 20°F sotto lo zero. Io sono intrappolato su questo treno a una decina di miglia da Aberdeen e tra locomotrici rotte, un deragliamento, ritardi e l’ondata di freddo che sta colpendo la Scozia, non so quando potrò raggiungere di nuovo le Isole Orcadi. Mai nessuno ci aveva messo più di un mese a raggiungere un porto nel nord della Scozia partendo dallo Yorkshire. Qua fuori nevica, quindi non può fare poi tanto freddo, ma le folate di vento sono terribili e la Class 314, nonostante non abbia più di un paio d’anni, è sensibilissima al gelo. Io me ne sto accovacciato vicino al termosifone del treno, con una bottiglia di stout presa a Craighellachie incastrata tra la mia coscia e la parete della carrozza, la macchina da scrivere poggiata sulle ginocchia. Per il vagone echeggia solo il tap-tap-tap delle mie dita che scivolano sui tasti. Ho continuato a scrivere articoli fino a questo momento, tutti su Scargill, e più di metà non sono riuscito a dettarli alla redazione. Credo sia una settimana che non trovo un telefono funzionante. Non è decisamente più il caso di parlare dei minatori. Voglio invece scrivere della storia che mi ha raccontato prima il controllore, che tra poco tornerà per annunciarci il guasto della locomotrice.

Sono seduto in fondo all’ultimo vagone, e dopo aver terminato il suo giro il controllore si è seduto di fronte a me. Gli ho offerto una delle mie due bottiglie e lui ha rifiutato. “Sono in servizio” ha detto, al che gli ho risposto che in una giornata così le regole non sono poi importanti. Lui allora ha accettato la bottiglia e la stout gli ha sciolto la lingua. Mi ha detto che da ieri è disperso il figlio della Thatcher. Dopo un giorno lo sanno già tutti, persino in mezzo al posto più isolato del Regno Unito. Invece del fatto che P.Imlach dell’Orcadian è disperso da un pezzo non sa nulla nessuno. Poi il controllore ha continuato a raccontarmi, con il suo pesantissimo accento dell’Ayrshire, di quell’ubriacone che stava dall’altra parte del vagone. “Lo conosco, non ho avuto il coraggio di chiedergli il biglietto in una giornata del genere. Stanotte ha dormito su questa carrozza, probabilmente”. E mi dice che l’ha incontrato varie volte, e che oramai quel barbone è la storia delle ferrovie di Scozia. Cacciato da ogni linea, aveva dormito negli angoli migliori di qualsiasi stazione caledone e su ogni tipo di vagone. Mi dice che gli ha raccontato la sua storia qualche anno fa, su un treno simile a questo, guastatosi in una giornata simile a questa, dalle parti di Inverness.

L’ubriaco in realtà era un inglese, di Coventry. Durante la guerra si era ritrovato senza più famiglia né casa, rase al suolo, come del resto tutta la sua città. Allora si era messo a vagabondare e ad abitare sui treni delle Midlands, finchè un giorno a Birmingham non si era addormentato sul treno sbagliato, risvegliandosi solo alla stazione centrale di Glasgow. Pare che una volta messo piede nella fredda Scozia, vedendo il fiume Clyde scorrere sotto i suoi piedi, aveva pensato di essere in paradiso, o probabilmente all’inferno. Le Scottish Railways erano diventate il suo personale battello di Caronte, e aveva cominciato a vagare per la nostra terra, girandola in lungo e in largo, in cerca del posto dove la sua anima avrebbe potuto finalmente riposare in pace. Aveva vissuto sulla sua pelle all’incirca ogni disastro ferroviario sia stato registrato in tutti quegli anni in Scozia. Sentendo quei nomi non potevo fare a meno di pensare che avevo visto coi miei occhi le macerie di alcuni di quei disastri, sempre inviato per l’Orcadian, come l’incidente di Invergowrie del 1979. Il controllore mi raccontò che nel preciso momento in cui i due treni della Inverclyde Line si schiantavano a Paisley, lui stava proprio litigando per il biglietto con quel barbone, sul treno diretto a Wemyss Bay, la linea più sfigata di tutte le ferrovie scozzesi. Certo che ogni volta che si incontrano questi due, come minimo una locomotrice va a farsi fottere.

Adesso è ora di riporre la macchina da scrivere e questo racconto: mentre prendevo l’ultimo sorso di stout dalla mia bottiglia è entrato il controllore, annunciando il guasto. Manca ancora un sacco ad Aberdeen, ma per oggi cosa importa tornare a casa? Entrerò in un pub del paesino più vicino che trovo e mi farò offrire un whiskey per scaldarmi un po’, e cercherò qualcuno che mi ospiti stanotte. Dopo tutto questo vagabondaggio alla ricerca della mia casa nel posto più sperduto del mondo, pub e vagoni del treno sono diventati la mia famiglia.

(Billie MacGowan "Down All The Days")

Friday, July 27, 2007

Come farsi male da soli

Ho deciso di far pulizie nello stanzino dove tengo il PC. C'era da portare su un materasso per le scale, e mentre lo portavo si è staccata una maniglietta, fiondandomi il mio pugno dritto in faccia. Sangue dal naso e rincoglionimento sovrano. Perchè provo a fare queste cose? D'altronde, come dice Homer Simpson: If something is too hard, then it's not worth doing it.

Ultimo esame dato. Lo scritto (prima parte). L'avrò passato? Mah, boh, mah.....

Tuesday, July 24, 2007

Viaggio al termine di una stanza

La colonnona di libri si assottiglia. E' bello non rimanere senza carta stampata da leggere appena finito un libro, ma girar la testa a sinistra, verso il comodino, e programmare l'ordine delle prossime letture. Il prossimo, ho deciso, sarà il libro di Gary Imlach, mentre poi potrei riassaltare Fischer (appena finito) oppure passare a Salinger. Sono giunto al termine del libro di Tibor Fischer, "Viaggio al termine di una stanza", diversissimo da quel "Sotto il culo della rana" che tanto mi era piaciuto, ma non per questo meno bello. Anzi, vivaddio aver trovato, dopo un anno di dieta forzata di Roddy Doyle e Jonathan Coe, uno scrittore che fa libri che non c'entrano niente l'uno con l'altro. E poi ho sempre apprezzato l'humor nero di Fischer. E questo libro, se sulle prime mi ha spiazzato, mi ha subito avvinto. La citazione è una delle sequenze più memorabili del libro, l'ha spuntata tra molte:
Ci aspettavamo delle domande, ma non ce ne furono. Passammo giorni e giorni sdraiati sul terrazzo senza ricevere, con nostro grande sollievo, alcuna visita della polizia. Cos'avremmo potuto dire: "La mia amica Heidi è così porca che riesce a far fuori un elicottero con un'occhiata"? Cosa poteva aver detto il pilota negli ultimi secondi: "Mayday, mayday, sono stato abbattuto da una fica"? E a quali conclusioni sarebbero giunti gli investigatori? "L'agente Diaz è perito come avrebbe sempre sognato, tenendo stretta in pugno la sua virilità"? Ovvio che le domande non si materializzarono mai.
Addendum: questo libro l'ho letto anche in onore al suo traduttore, Yako, che mi lasciò un messaggio sul blog mesi fa. Non male come lavoro, anche se non ho letto l'originale. L'unica cosa su cui mi sei un po' caduto è stato "il jersey di Cardiff", che suonava proprio male. Ah, e com'erano in originale Patricia Gemebonda e Patricia Estremamente Gemebonda? Salud!

Monday, July 23, 2007

Publican PizzoccherArmy

Domenica fu il dì in cui i nostri compirono l'impresa. In data 21 luglio 2007, domenica sera, degli impavidi si accinsero a dare assalto al pizzocchero preparato con amorevole cura dallo Zio Massi al buon vecchio Publican, da dove latito ultimamente. E cazzo se ne è valsa la pena. All'arrivo in rotonda, con "Flower of Scotland" a manetta, adocchio Joe Dee. Parcheggio la macchina nel solito posto, parcheggio le chiappe su uno sgabello al bancone vicino a lui, e comincia la chiaccherata, riguardante folk, musica celtica, punk, calcio, hooliganismo, Scozia, UK, Irlanda, Bretagna, rugby, calcio, birre, whiskey, film ambientati in UK, libri (Coe e Hornby) e quanto il pizzocchero il 21 luglio sia un'impresa per veri uomini, sprezzanti del pericolo. Tripla razione di pizzocchero somministrata dallo Zio Massi, una pinta di Murphy Red, una fetta di meringata, un caffè e un bicchiere di whiskey per mandar giù tutto. Bello vedere in giro vecchie conoscenze. Lo Zio, la Chicca, gli ex-colleghi, la porta del bagno tutt'ora guasta, Joe Dee & il Lord, Mòss. Ti spiace di esser lì così poco. E sei contento perchè, un po' come una famiglia, ogni volta che ci vai è come se fossi stato via appena due giorni.

Saturday, July 21, 2007

Triple Diamond Football Club

Giovedì sono andato con Robbby e Lori a vedere El Gafla, un gruppo francese simil-Mano Negra. Bel concerto, mi son divertito. A fine concerto ci siamo aggregati al gruppo e ognuno si è messo a suonare qualcosa. Io ho dato soprattutto su un ukulele accordato non ho ancora mica capito bene come. Alle tre e mezzo sono ripartiti col loro furgone (dandoci uno strappo e iperpopolando suddetto furgone), alle quattro e dieci son tornato a casa finalmente.
Ieri invece...ebbene si, ho giocato a calcetto. In squadra con mio cognato e mio pseudocognato e contro mio fratello. Non so più giocare con le palle tonde. In più, sono assolutamente fuori forma. Ho fatto benino in porta invece. L'unico gol subito, ahimè, da mio fratello, lasciato libero di sboroneggiare.
Finita la partita, via a bere una birra al Cinghei. Vittima della Triple Diamond lasciai il mondo ieri sera, dopo aver prodotto un gallone di pipì. Casso se stampa. Casso che mal di testa.

Monday, July 16, 2007

Il Circolo Chiuso

Ho finito "Il Circolo Chiuso" di Jonathan Coe. Il seguito di "La Banda dei Brocchi", uno dei miei libri preferiti. Ci sarebbero state anche citazioni migliori, ma è l'unica che mi è venuta in mente.



Devi solo andare avanti. Non c'è altro da fare, non credi? Non c'è altra scelta. Devi solo andare avanti, e cercare di dimenticare, ma non ci riesci, perchè se non è una canzone, allora è qualcos'altro, c'è sempre qualcosa che ti riporta indietro. Cristo, basta che accendi la televisione. Lockerbie. L'11 settembre. Bali. Le ho guardate tutte, queste tragedie. Non riesco a farne a meno, ed è terribile, sai. E la cosa peggiore è che non smette mai. Non smette mai, e diventa sempre peggio.

Sunday, July 15, 2007

Kiwi Kiwi Alleluja


La canna fumante della mia chiodatrice è silente al momento. Ho troppo mal di testa.
E' stato un uichènd intenso. A partire dalle 45 pagine di Informatica Distribuita di venerdì pomeriggio.
Poi dopo sera in Milan in compagnia delle gemelle Iveco Robbby & Phoe, della Foca Nazionale, di Ghemon, Duccio, Xli, Ursus e Desio. Serata che ha lasciato parecchie vittime per strada e che si è conclusa con me dormiente su un divano vicino a una finestra aperta che dava su Viale Monza. Immaginate quanto abbia dormito bene.
Tornato a casa da Milano, subito sono dovuto ripartire: festa in Piscina a casa del Prez, con addio a O'Capità. Compresa anche partitella di pallanuoto. Contando che io e il nuoto siamo due mondi a parte, si è sfiorata la traggedia come minimo. Ora soy muy cansado e il mal di testa impera. Quindi ripongo la sparachiodi e lascio parlare lui, colui grazie al quale il sommo Paco mi nominò sul suo ultimo post. Kiwi.

Wednesday, July 11, 2007

Get well, Philip!


Visto il nome del mio blog e la grande passione che nutro per i Pogues, mi sembra doveroso fare gli auguri a Philip Chevron, chitarrista dei Pogues e autore di alcune tra le loro canzoni più belle. Ho sempre pensato che il suo controcanto sulla sua Thousands Are Sailing nel live al Town & Country Club sia il momento musicale più emozionante cui abbia avuto la possibilità di assistere, seppur mediato da una TV e da un lettore DVD. Mi riempie la schiena di brividi. Come mi riempì la schiena di brividi scoprire una sua canzone in cui parla dell'eroe della mia infanzia e di quello della mia adolescenza, rispettivamente Totò Schillaci e Joe Strummer. Per non parlare del magnifico concerto di Glasgow il 12 dicembre 2006: ero lì, un sogno realizzato. Al buon Philip (membro del forum dei Pogues, sempre pronto a rispondere a chiunque e a condividere le sue opinioni) è stato diagnosticato un cancro alla gola. Non mi viene in mente molto da dire, se non augurare a Philip di riprendersi presto. C'è una chitarra che lo aspetta, e numerosi palchi.

"And we raised a glass to JFK and a dozen more besides When I got back to my empty room, I suppose I must have cried"

Because of my blog's name and my great passion for the Pogues, I feel I'd like to give my best wishes to Philip Chevron, guitarist of the Pogues, and author of some of their best songs. I always thought that his backing vocals on his Thousands Are Sailing (live at Town & Country Club) is the most moving musical moment I've had the luck to enjoy, as though assisted by a TV and a DVD reader. It just sends shivers up my spine. And up my spine the shivers went when I discovered he wrote a song whose lyrics feature the heroes of my childhood and teen years, respectively Totò Schillaci and Joe Strummer. Not to mention the wonderful Glasgow gig on December 12th, 2006: I was there, it was a dream come true. Philip (member of the Pogues forum, always answering anybody and sharing his views) was diagnosed a throat cancer. I can't think of much to say, but to wish Philip to get well back soon. There's a guitar waiting for him, and countless stages and gigs.

Monday, July 09, 2007

War is over, Chiodator is not


La guerra è finita, ma le raffiche di sparachiodi risuonano ancora per la città. Sono un cecchino, nascosto dietro alla finestra rotta di una fabbrica in disuso. Impugno la mia Rurmec PT 950, e ho attorno alla spalla un intero caricatore di SK 62/8. Una combinazione letale: chiodi a testa piatta Ø8 mm, col gambo lungo 62 mm. Sono un uomo con una missione. E la massa battente della mia chiodatrice per fissaggi a sparo non potrà riposare finchè la sua sete di sangue non sarà placata. Vedo un paio di personaggi piuttosto, diciamo, singolari. E capisco che stavolta non dovrò dar sfogo alla mia furia brada. Stavoltà la mia Brutalità dovrà essere convogliata nella precisione clinica e sadica del mio grilletto. Ripongo le SK 62/8 e estraggo dalla fondina gli HR 37 di precisione. Chiodi a testa piatta Ø8 mm con rondella da 20 mm. La lunghezza è contenuta, solo 37 mm. Ma accoppiato a un chiodatore scelto come me, un HR 37 colpisce sempre il bersaglio.

Sono al bar dove faccio colazione di solito. Entra una signora, vecchia e grinzuta, scura di pelle (lampada?), volgare nell'aspetto come nei modi. Chiede al cameriere che mi sta facendo il caffè i soldi per le sigarette. Severo, il cameriere, le risponde: "No!". Lei insiste, dice che fuma le MS nere, ma il cameriere è irremovibile. E la signora sbotta.
"Va a farti inculare a New York, coglione!"
"Tutta quella strada per prenderlo in culo?"

Sempre parlando di grinze, una signora che si è presentata al Museo. Ancora più volgare, se possibile. Vestito scollato, schiena scoperta. E grinzosa. Non ha detto niente. Non ce n'era bisogno.

Capirsi con una famiglia di cambogiani che parla italiano, ma non lo capisce, e che non riesce a capire manco l'inglese.

Un piccolo feticista di cavetti di anni 5 e mezzo che ha imperversato per il Laboratorio. Tra l'altro nell'ora in cui c'era Dario.

E infine, un 75enne esce dalla conferenza al Museo e chiede all'infopoint:
"Sono stato alla conferenza, se ora voglio visitare il Museo?"
"Deve fare il biglietto all'ingr..."
"Ah, no, allora no".

Beh, ora sono mimetizzato nella folla. Sono insospettabile, il mio sguardo assassino è nascosto dietro ai miei occhiali scuri nel laboratorio di informatica dell'Uni. Pensano io sia pazzo, ma sono lucidissimo. Sono un guerrigliero, non un serial killer. Non ho nulla da spartire con il Mostro di Ferrara, quello incriminato per aver fresato a morte 12 rodigini nella sua cascina nascosta a Pontelagoscuro. Quello che poi lasciava i cadaveri davanti al Battaglini, tutti con la Lettera a Savonarola poggiata sopra e firmata col sangue CDP. E non sono neanche come il Bannatore Seriale di Torino, ossessionato dalle api. Ora però son passato alle armi chimiche. Kebab. Sto andando alla Iuniversal, dove lavorai un anno e mezzo fa, e che già fu teatro di un mio attentato fatto usando armi biologiche quali la polenta della mensa, a ritirare dei moduli che mi spettano. Qua in Università invece, mesi fa scossi la gente con il mio sabotaggio delle macchinette, al quale potrei dedicare un post a parte prossimamente.

Domani sui giornali ne vedrete delle belle. Ve lo assicura il vostro Sir Billie MacGowan MSE BB (ho incastonato un nuovo titolo nobiliare nel mio nome. BB = Beer Belly, e mi è stato assegnato da uno sposato con un'irlandese!)

PS: che ascensori e cessi sboroni che hanno alla Universal. Hanno persino la tripla reception.

Sunday, July 08, 2007

Il ritorno dell'autofilettante (Sparachiodi episode III)

*** PROLOGO ***
Atto unico

Ebbene si, la Settimana Mondiale della Sparachiodi giunge al termine. Sono tornato a casa trascinando i coglioni per terra ed è con estrema fatica che sto scrivendo codesto post. Ma DOVEVO informarvi che questa domenica. Questa domenica ho trovato una persona che diventerà, al posto dei miei gingilli, l'obbiettivo della mia Rurmec PT 950.

*** DARIO ***
Atto primo

Si tratta di un piccolo bambino, 9 anni, di nome Dario. Mentre facevo ausilio all'info-point, attorno alle 10'30, arriva e dice:
"Sono Dario Xxxxx, nato nel 1998. Voglio fare il laboratorio di Internet".
Io controllo il foglio. Vedo che alle 11 a Internet non c'è nessuno, mentre alle 12 ci sono già quattro persone e gli dico:
"Senti, Dario. Puoi fare Internet, però posso proporti anche il Laboratorio di Robotica?"
"No, l'ho già fatta!"
"Lo so, ma puoi fare Internet alle 12, così c'è qualche altra persona e l'attività viene meglio, e intanto che aspetti, puoi fare un altro laboratorio..."
"No, voglio fare Internet alle 11!"
"Ma saresti solo!"
"Meglio"
Il padre del bambino, in tutto e per tutto fatto come il nostro Dario, dice:
"Vede, l'avevamo già fatto, ma se c'è solo lui viene seguito meglio"
"In realtà i laboratori vengono meglio se ci sono più ragazzi che interagiscono e si confrontano".
La conclusione che abbiamo tratto è che la madre o gli ha regalato un abbonamento al Museo per toglierseli entrambi dalle palle una volta a settimana almeno o è scappata 3 anni fa e ha fatto perdere ogni traccia.

Atto secondo

Alla fine Dario l'ha spuntata. Ha fatto Internet alle 11. E Colore alle 12. Alle 13 per noi è pausa pranzo e, prima di andare in pausa, sostituisco il mio collega all'info-point per qualche minuto. Arriva Dario, che non aveva voluto fare Robotica perchè l'aveva già fatto, e dice: "Alle 14 voglio fare Robotica". La guida a Robotica sono io. Immaginate il sorriso sulla mia faccia.
In laboratorio il piccolo petulante spaccacazzo riesce a rendermi la vita difficile. Già odio i bambini che hanno già fatto Robotica e ci tornano: sono entusiasti, vogliono anticipare tutto e far vedere che già sanno, e rovinano l'esperienza agli altri partecipanti. Poi se hanno una forte predisposizione naturale (nonchè genetica) allo spaccamaronismo come il nostro, è la fine.

Atto Terzo

Però Dario se non altro, mi serve sul piatto d'argento la Brutalità del Giorno: il robot non fa quel che deve fare, perchè è programmato male (dovremo correggere poi coi ragazzi il programma). Dario vede che non funziona, tira fuori la sua risatina querula e fa "Ma è stupido!". Al che io non me la faccio scappare: "Beh, c'è da dire che l'hai programmato tu!".
Penso di esser diventato allergico ai bambini in maglietta arancione.

*** IL CANE DELLA SIGNORA DELL'EVENTO SCAZZOSKI ***
Atto primo

Da notare anche una signora arrivata per l'Evento Scazzoski. Arriva con figlia e cane al seguito. Meriterebbe, come il caro Dario, un capitoletto a parte. E perchè non dedicarglielo? La signora è una cliente di Scazzoski (ovviamente, i clienti di Scazzoski sono tutti straricchissimi e stramenosi). E la figlia si fa novella Paris Hilton portando un barboncino a guinzaglio fucsia con un fiocco rosa in testa. La signora sale per le scale e, giustamente, le si fa notare che i cani non possono entrare nel Museo, principalmente per questioni igieniche.
"Ma guardate che è un cane educato", dice la turbozoccolona, frase alla quale verrebbe da rispondere: "Lo sappiamo, la cafona è lei, non il cane". Chiede se lo può lasciare "nel terrazzo", come chiama lei il chiostro. Ovviamente non si può, essendo area aperta ai visitatori.

Atto secondo

La figlia intanto cerca di trascinare il cane fuori dal museo. E il cane fa resistenza, scivolando sul tappeto rosso. E la madre, in modo nervoso e maleducato:
"Non fare così!".
La figlia, vista la resistenza opposta dal cane, lo raccoglie e se lo mette sotto il braccio e esce dal museo tutta incazzata. E la madre isterica le urla dietro che così il cane scappa. Il cane si mette ad abbaiare.
"Senta, devo stare dentro solo per un'ora per fare un ordine. Me lo faccia portare"
"Signora, non si può, è il regolamento del Museo"
"Si, sono stata a un Museo anche ieri, so com'è che funziona"
[solo pensato] "Se già sai come funziona perchè cazzo te lo sei tirato dietro, minchiona?".

Atto terzo

Insomma, roba da rimanerci secchi. Poi la signora, sborona e cliente Scazzoski, tira fuori la carta adesso lo faccio funzionare io questo posto:
"Uno strappo alla regola, mi faccia parlare col direttore"
"Il direttore non è in sede oggi".
Alla fine il cagnolino è stato parcheggiato in un loggione chiuso al pubblico nel piano superiore. E alla signora abbiamo tanto augurato di finire impiccata nel guinzaglio del di lei cane.

***LO SPARACHIODI ***
(come lo Schiaccianoci ma più Brutale)
Atto unico e conclusivo

Per il resto:
  • Quando vai a mangiare al bar dell'ospedale perchè, essendo domenica, bar e fornai sono tutti chiusi.
  • Quando anche il vu cumprà non lavora, essendo domenica, ma tu si.
  • Quando nella macchinetta del caffè è finito lo zucchero, e in quella delle bevande le bottigliette d'acqua.
  • Quando discuti di dentisti e cauterizzazioni nasali in pausa pranzo.
  • Quando discuti di sottopentola a forma di fiore, chiocciola, cigno o bicchiere di Martini.
  • Quando gli addetti all'Evento Scazzoski aperitivano al buffet invece di bloccare la gente che cerca di salire sulla scala, chiusa per il loro Evento Scazzoski, che loro dovrebbero piantonare. E invece tocca a noi placcare i visitatori.
  • Quando sfori di cinque minuti in pausa pranzo e devi berti ancora la lattina di Fanta e fare un sacco di pipì.
  • Quando il buon V., 8 anni, cliente abituale del Museo e madrelingua inglese, francese e italiano corregge l'altra guida del Museo che sta parlando di Google Earth. Lei pronuncia Gugolàrt /ʼgu:g(ɘ)l art/ e lui prontamente la corregge con spocchia: "Gugolòrf!" /ʼgu:g(ɘ)l 3:θ/.
  • Quando c'è la Signora del Barboncino.
  • Quando c'è Dario.

Saturday, July 07, 2007

Billie MacGowan, feticista di sparachiodi


Ecco il mio nuovo oggetto del desiderio. La Rurmec PT 950. Un gioiellino per i fissaggi a sparo. Regolatore di potenza con indicatore graduato (smaronamento lieve - scoglionamento medio - fresatura di coglioni atroce), caricatore da 10 propulsori, silenziatore, massa battente (per garantire la massima sicurezza), sistema di caricamento automatico, chiodi fino alla lunghezza di 72 mm. 40 cm di lunghezza, 2,3 kg di peso. Volevo abbinarla alle squadrette per controsoffitto o ai chiodi filettati. Vorrei soppalcarmi i coglioni, o almeno metterci una mensolina.

http://www.rurmec.it/prodotti/fissaggi_sparo/chiodatrici.htm
http://www.rurmec.it/prodotti/fissaggi_sparo/PDF/accessori.pdf

La sparachiodi colpisce ancora

Visto che questa settimana chiusa a robotica ha fornito talmente tanti spunti per sparachiodarsi i maroni, e che questo weekend promette di fornire altrettanta ispirazione, ho deciso di fare una trilogia della sparachiodi, tipo Star Wars.
Note sull'episodio precedente:
  • мальчик (Mal'čnk o Malenki = Ragazzo). In realtà io capivo Malenki che vuol dire piccolo e ha la stessa radice di Mal'čnk. Al momento non ho voglia di traslitterare. Ma il senso del dovere non mi permette di deludere voi lettori: Malenki si scrive маленьки. Chi l'avrebbe mai detto che leggere il blog di un sparachiodomaniaco pseudoscozzese vi avrebbe permesso di scoprire la lingua russa? D'altronde, è un маленьки робот, un Malenki Robot, un piccolo lavoro.
  • Il russo che c'era ieri era il Direttore della Divisione Chimica dell'Agenzia Aerospaziale Russa. чертовски! (čertovski = cazzo!).
  • Sparachiodi in cirillico si potrebbe traslitterare спаракиоди.
Nuovo episodio:
  • Quando inciampi nel ceppo di un tronco e cadi in un cespuglio di rose. Siccome non c'è rosa senza spine, c'è da bestemmiare alquanto. ебать! (ebat' = cazzo!).
  • Quando ti dici "Questi giorni c'è da sparachiodarsi nei maroni, meno male che ci sono gli Housemartins da spararmi in macchina al ritorno" e ti accorgi che hai lasciato il cd degli Housemartins da qualche parte.
  • Quando ti abbiocchi così tanto in treno che ti svegliano al capolinea.
  • Quando in stazione ti attacca bottone un pazzo, ti chiede che lavoro fai, tu gli dici che sei guida museale e questo si convince che in realtà sei un geologo, e non c'è verso di smuoverlo dalla sua convinzione che tu e la geologia siate un tutt'uno.
  • Quando la chiave del laboratorio non apre l'armadio e devi correre su e giù per trovarne una che lo apra.
  • Quando sai accendere gli exhibit, ma non i faretti che vanno accesi prima dell'exhibit.
  • Quando ti frughi in tasca per cercare spiccioli per il caffè e trovi un lucchetto, capisci che viene dalla Sala Mostre del Museo. Peccato che sia sabato e la Sala Mostre tu l'abbia fatta la domenica prima.
  • Quando i genitori di due bambini di 9 e 7 anni, alla notizia che il Laboratorio è per i bambini dagli otto anni in su ti dicono "Ma quello di 7 anni è avanti" e in realtà vuol dire che è al livello del fratello, e NON si tratta di livellamento verso l'alto.
  • Quando le macchinette hanno finito l'acqua e non vengono ricaricate.
  • Quando ti rendi conto che hai 5 euri mentre pensavi di averne 10.

Friday, July 06, 2007

Datemi una sparachiodi!

L'antica arte di sparachiodarsi i maroni (Ars Sparachiodantis). Tipica di chi si guadagna da vivere con il LEGO
  • Quando sei seduto placido sul treno e quella signora si siede nel posto di fronte a te, si toglie scarpa da ginnastica e calza di spugna e appoggia fettazze puzzolenti sul sedile di fianco a te.
  • Quando punti per sbaglio la sveglia un'ora prima del dovuto e te ne accorgi solo dopo doccia e caffè.
  • Quando fai una guida in due lingue due nello stesso momento e a fine ora parli all'italiana in inglese e all'australiano/svizzero (che minchia di nazionalità è australiano/svizzero???) in italiano.
  • Quando per andare dal Pogue Mahone (Piazzale Lodi) a casa di Robbby (Viale Monza) passi per i Navigli.
  • Quando sei in pausa e ti metti a giocare col LEGO e non ti accorgi di un turista straniero che è entrato e ti guarda tra l'interessato e il divertito.
  • Quando non stai lavorando e giochi al LEGO per far passare il tempo, e costruisci un sistema biella-manovella funzionante.
  • Quando entra il direttore e la nostra responsabile con un pezzo grosso russo del museo, corredato da ragazza e interprete, con le guardie del corpo che aspettano fuori, e capisci le seguenti parole: Спасибо (Spasibo = Grazie) e мальчик (Mal'čnk o Malenki = Ragazzo). Avrei potuto cantargli до свидания, родины (Do svidanija, rodiny = Addio, patria mia).
  • Quando vai in bagno e vedi un giapponese che con la porta aperta piscia nel cesso degli handicappati.
  • Quando la signora che ha appena assistito alla conferenza vuole scrivere i suoi vaneggiamenti e lasciare il suo feedback al museo e continuano a caderle gli occhiali.
  • Quando arrivi a casa e ti rendi conto di aver tenuto in tasca le chiavi del laboratorio.
  • Quando arrivi a casa e in mezz'ora ceni, ti fai la doccia, ti fai la barba, ti tagli i capelli, poi rimonti in macchina e riparti alla volta di Milano.
  • Quando Robbby ti chiama dal balcone mentre attraversi Viale Monza attentando alla tua incolumità.
  • Quando chiudono la strada per andare in stazione e ci metti mezz'ora a fare 3 km.
  • Quando il tuo treno fa ritardo fisso di un quarto d'ora.
  • Quando il brownie del Pogue ti va in sciolta.
  • Quando alla macchinetta sono finite le bottigliette d'acqua al pomeriggio.
  • Quando ti addormenti in treno in un posto dove la tenda è bloccata e entra il sole a manetta e quando ti svegli sei sudato fradicio.
  • Quando compri le pile in edicola, guardi la marca e capisci che dureranno si e no quindici minuti prima di scaricarsi.
  • Aaaaaaaaaaaaaaargh!

Thursday, June 28, 2007

Three men in a boat

Ho deciso di derubare il buon vecchio blog slivovillico di una vecchia abitudine, ovvero mettere frasi dai libri che sto leggendo. Questo perchè parlando di lingua tedesca, "Three men in a boat" ha veramente un paio di trovate geniali.

I don't understand German myself. I learned it at school, but forgot every word of it two years after I had left, and have felt much better ever since.

He swore at us in German (which I should judge to be a singularly effective language for that purpose).

Monday, June 25, 2007

The Match (da me postato su rugby.it)

Hole Blacks - Old Stars undisclosed result

Bologna. Ogni anno ci si ritrova a chiudere la serranda sulla stagione alla Barca. Ogni anno ci tocca una sveglia mattiniera di sabato, per saltare in macchina con qualcuno e dirigersi, in una macchina che prende le sembianze di una serra ancora in tangenziale est, verso l'Emilia Romagna. Ogni anno ci ritroviamo a fare riflessioni sull'eroismo demente dei presenti, ogni anno ci ritroviamo a naso in su, in una stazione-clubhouse, in una tensostruttura con gnocco fritto o ancora con quei pali che si ergono in cielo a portata dei nostri occhi, a pensare a cos'è che ci rende così contenti di essere lì, di aver condiviso prima saracche, pigne, fiato, fango e sacrifici, poi alcool, racconti, risate e piccole commozioni, con gente che, in genere, abbiamo visto non più di una mezza dozzina di volte.
Che raccontare? La mia solita cassetta per cominciare una giornata di partita (canzoni d'obbligo "Sunnyside of the street" e "Wild Cats of Kilkenny" dei Pogues) invece di risuonare sulla Varesina ha risuonato sulla Milano-Meda. Il prode Radagast è passato a prendermi e poi i due Capitani hanno raccolto il CDA delle Camioniste. Phoe, Robbby, Cookie, Foca. E poi, bando alle ciance, via per Bologna, tra lattine che esplodono in mano a Robbberta, un persistente odore di liquerizia, Cookie che viene catapultata in avanti, la fantastica colonna sonora messaci a disposizione da Radagast e i Carmina Burana all'arrivo alla Barca riarsa.
Ad accoglierci S' l'uomo in mutande, McPippus e Lucy. Ma da qua in poi è inutile elencare tutti quelli che sono arrivati. Troppi i momenti...con Nambereit che allestisce solo per Ermanna uno spettacolino sul "perchè le donne cambiano quando si sposano". Quando imita la moglie dicendo "cossa gastu speso?" mi sembrava quasi Paolini. Un'orazione sociale sul Matrimonio, nelle parole di Nambereit una catastrofe al pari del Vajont o di Ustica.
E che emozione vedere Ermanna e Ted, come al solito. Come quando vidi Ted in mezzo a una folla oceanica in metropolitana a Roma e urlai "Teeed" e lui mi vide e rispose "Billieee". Visti i soprannomi, le mie basette, i suoi capelli rossi e la quantità di scozzesi mischiati nella folla, credo che a nessuno sia venuto un benchè minimo sospetto della nostra -nostro malgrado- italianità.
Gli integratori arrivano con Rama, come al solito. Ma i veri integratori del pre-partita sono sopressa, frittata, focaccia e pizza al taglio, uniti a un po' di birra fresca, needless to say.
Nel prepartita, fatto di piccole commozioni, cerebrali e non, per l'arrivo di vecchie conoscenze e nuovi amici, d'un tratto serpeggia un brusio da classe delle medie. "E' arrivato il capo, è arrivato il capo". E alzi gli occhi e ti vedi di fronte un armadio a tre ante che ha fatto la storia del rugby italiano. Glom! "Ma gioca? Ma gioca?". Alla fine il più lesto a offrire una maglia a Franchino è Ted, e Franchino è bianco, Old Star. Sarà, ma a molti pareva uno sbarbatello con poca esperienza.
Inizia il riscaldamento (ma ce n'era veramente bisogno?) e lì è il momento peggiore della giornata. Perchè nessuno crede di potercela fare, a correre. Tutti si sentono morire. Strano che, una volta partito il calcio d'inizio, nessuno si senta più morire, e tutti si sentano ringiovaniti e rincoglioniti, pronti a rischiare un colpo di sole per la nobile causa del rugby. We may be old, but we're still immature, dice un vecchio adagio ovale. Figuriamoci i giovani.
Ma abbiamo lasciato troppe cose dietro alle nostre spalle. Per esempio l'insignimento a cavalieresse (cavallerizze?) dell'ordine delle camioniste di Lucy, Alieno e Belva, quest'ultima insignita di un manufatto particolarmente equivoco, ispirato senza ombra di dubbio al Piffero di Sean Lamont.
E poi eccoci in campo.
Ha senso parlare di una partita del genere, a chi non c'era? A chi non l'ha vissuta? Perchè di questa partita non sono poi importanti le cronache. L'importante è esserci. Questa partita è emozione. Leggerne è solo un surrogato. Però questo surrogato, questa biada virtuale, ha un senso, a pensarci bene. Trovarsi a distanza di mesi e anni a rileggerlo e ricordarsi e sapere di esser stati presenti e mantenere, nei nostri cuori, ben vive le sensazioni, le memorie, i ricordi.
Quando saremo vecchi e rincoglioniti, non sosterremo più un cucchiaio nella nostra mano e non avremo più denti per masticare nè reggere paradenti, racconteremo ai nostri nipotini di aver giocato un giorno a fianco o contro Properzi. I nostri nipotini probabilmente manco sapranno chi fosse. E se anche lo sapessero, ci prenderebbero per pazzi e si girerebbero i loro genitori (i nostri figli) dicendo "mamma, papà! nonno è rincoglionito, portate le pillole". L'unico modo per non impazzire sarà rendere il Campo La Barca un ospizio, e ritrovarci a fare le nostre chiacchere da rincoglioniti in una casa di riposo resa dalle nostre presenze e dagli alcoolici sdoganati dall'esterno, una cooperativa. Specie in via d'estinzione, come tante delle altre che si sono viste in campo e fuori a Bologna.
Io personalmente ho visto Properzi urlare, quando gli ho tirato una veemente testata sul fianco. Ha urlato. Proprio così. Ricordo la sua smorfia di dolore mentre latrava un "Accendete gli zampironi!".
Ok, battuta idiota, lo so, ma ci tenevo a farla. Per me questa Bologna ha rivestito un'importanza particolare. Capitano degli Hole Blacks. Molti dei non presenti non lo capiranno, ma è un'emozione impagabile. Quanto un cap in nazionale, immagino. E poi c'è stato il mio primo discorso, per cui ero molto emozionato. Penso sia venuto un po' zoppicante nella forma. Però la partita di Bologna non è forma. E' sostanza. (Mi piace buttare dentro queste frasi fatte e luoghi comuni di tanto in tanto. Rendono quanto scrivo più pubblicabile per la Gazzetta o simili).
Il volantino di questa partita, riecheggiando JPR, diceva la cosa giusta: "Il rugby è la storia di 30 uomini e un pallone. E quando non c'è più il pallone, rimangono gli uomini". Ed è vero. Trovarsi sotto un cielo stellato con Radagast, Jimmy, Alby a raccontare aneddoti rugbistici. Parlare con Conchiglione di concerti e dischi, e scoprire l'unico altro italiano che conosce i The Men They Couldn't Hang e a cui non li hai fatti conoscere tu. Parlare con il buon Maxam di Smiths e Pogues e di viaggi a Glasgow. Vedere sorrisi, pacche, abbracci, scherzi, battute e frecciatine. Parlare di qualsiasi cosa, dalla fermentazione della birra, all'affair Berbizier/Scanavacca. Dalle cose futili alle cose cui teniamo. Fare coda per le salamelle. Offrire e ricevere da bere. Brindare. Farsi regalare da Ted il calendario del Valdagno (sboronissimo il trolley).
Grazie alla birra e a chi l'ha portata, al limoncello che ha fatto mia zia, al Moscato che non ricordo chi mi abbia offerto e al Durello che mi hanno offerto Ted e Nambereit (quest'ultima frase è quantomeno equivoca, lo ammetto). E al cerchio di sedie le prime contestazioni tra HB e OS e le mie frasi sconnesse e il mio occhio spento dalla quantità di etanolo in circolo. Mi ricordo di aver detto "La nostra è una battaglia senza gloria: se vinciamo, dicono che era facile, vincere contro dei 'vecchi', se perdiamo, ci prendiamo pure le prese per il culo".
Poi in campeggio, dove io son crollato quasi subito. E soprattutto il mattino. A raccontarsi di chi russa e di chi scoreggia, a farsi ventimila caffè per tirar via il rincoglionimento, a salutare commossamente tutti e darsi l'appuntamento a Bologna, l'anno prossimo. E' sempre così. Non cresceremo mai. Grazie a Dio.

ps. scusate se ho scritto in modo alquanto sconnesso. non modificherò comunque un H. così mi è uscito e così è giusto che resti.

Tuesday, June 19, 2007

Bent Hooker

Questo weekend torneo di Monza. Perse tutte, ma vabbè, avevamo una formazione per così dire "sperimentale". Talmente sperimentale che ho giocato tallonatore quasi tutto il torneo. Tra il Monza under 19 (i cui pilone destro e tallonatore hanno subito iniziato a lavorarmi lo sterno con le loro teste) e il Parabiago (con un tallonatore ex-serie A), ho avuto di che soffrire parecchio. Non ho giocato bene, non penso di poterlo dire. Ma quel che avevo, penso di averlo dato tutto. Compreso finire la partita col Monza u19 con la bava alla bocca e soffrire alla grande con Parabiago. Il peggio è stato però contro Grande Milano, il secondo giorno, con il mio collo già bloccato dalle fatiche della giornata precedente. Pronti via e mi ritrovo a sgambettare per aria, stappato in mischia chiusa. Soffro, cerco di reggere, di tallonare il tallonabile, ma a fine primo tempo mi prendo un'incornata pazzesca e mi trovo a collo piegatissimo, senza riuscire a fare forza per guardare in avanti. Urlo di dolore, tanto che il tallonatore avversario smette di spingere, e dico al capitano di chiedere la no-contest. Avrei preferito evitarla, ma rischiavo seriamente il collo. A inizio secondo tempo calciano su di me. La prendo e tre uomini mi sono subito addosso. Mi tengo in piedi, ma per una botta il mio naso mestruato inizia a sanguinare e l'arbitro mi manda fuori per sangue. Io, per poter rientrare in fretta (non c'erano riserve per noi), vado al banco delle salamelle, prendo un tovagliolino e me appallottolo un pezzettino nel naso. Poi rientro in campo. Si gioca ancora, ma prima di una mischia chiusa riprendo a sanguinare, e l'arbitro mi manda fuori definitivamente. "Non ti voglio più vedere in campo". La prima espulsione per sangue praticamente. A fine partita pianto liberatorio di commozione abbracciato al mio Capità, alla sua ultima partita con noi (e con il Doc che commentava "Schifosi, andate da un'altra parte a fare queste cose!") e birra offertami dagli avversari. God bless the uplifting malt drink!

Friday, June 15, 2007

Many thanks + Sbornia letteraria

Con questo post voglio ringraziare tutti coloro che parteciparono al mio regalo di compleanno (un grasso e lauto buono per comprare libri da Feltrinelli). Oggi sono andato a sfruttarlo, e ho fatto una strage in libreria. Grazie ancora.
Sono lieto di annunciarvi che il vostro regalo di compleanno per me sono stati i seguenti libri:
  • Aldous Huxley "Tutti i racconti"
  • Tibor Fischer "La gang del pensiero"
  • Tibor Fischer "Viaggio al termine della stanza"
  • Jonathan Coe "Circolo chiuso"
  • J.D. Salinger "Franny e Zooey"
  • J.D. Salinger "Alzate l'architrave, carpentieri! - Seymour. Introduzione"

Tra l'altro è periodo di grande lettura e acquisto di libri in casa Billie. Sto leggendo due libri (il mio libro da treno "Three men in a boat" di Jerome Klapka Jerome e "Oh, play that thing!" di Roddy Doyle) e ne ho ordinati due su Amazon: "Rugby's strangest matches - Extraordinary but true stories from over a century of rugby" di John Griffiths e "Paddy Clarke Ha Ha Ha" di Roddy Doyle, in lingua originale, avendolo già letto in italiano.
In più mia madre è andata a trovare mia sorella a Leicester e ha svaligiato per me un WH Smith (errata corrige: era Borders), comperandomi "The Groundwater Diaries" di Tim Bradford, "A drink with Shane MacGowan" di Victoria Mary Clarke e Shane MacGowan, "My father and other working-class football heroes" di Gary Imlach e "The Rotters' Club" di Jonathan Coe (anche questo già letto in italiano - "La banda dei brocchi"). Sto a fare indigestione, ho da leggere fino al 2008.

Tuesday, June 12, 2007

A black eye + Madness

Allenamento. Roby Bengala cade a terra senza mollare la palla. Pietro (il Canuomo) gli è subito sopra, a cercargli il pallone, ma Roby non lo molla. Vado a dare una mano. E in quel preciso momento Roby molla la presa e il gomito di Pietro viene fiondato direttamente contro il mio occhio. Ora ho un occhio nero. A quanto pare a Pietro fa ancora male il gomito.

Giornate fiacche, sono fiacco pure io, ma vabbè. Sono a casa da solo fino a domani, sto sperimentando in cucina (ambiente che finora mi era ostile) e sto riuscendo forse in questi momenti a farmi una pizza. Speriamo in bene.

Nel contempo, anche i giappi fanno pubblicità alla Madness:



The Nippos colpiscono ancora:

Monday, June 04, 2007

This is absolute Madness

Da non credere...
Baggy Trousers d'ora in poi sarà la colonna sonora delle mie lavate di denti



l'origginale

Friday, May 25, 2007

I've suddenly become twenty-two (Accadde quel giorno)

Il 25 maggio 904, nel sud della Francia, viene inventata la senape. Nel 1085 e nel 1261 muoiono due papi, Gregorio VII e Alessandro IV. Nel 1521, la Dieta di Worms dichiara Martin Lutero eretico e fuorilegge. Nel 1659 in quello stesso giorno Richard Cromwell si dimette dalla carica di Lord Protector, mentre nel 1787 George Washington e altri delegati si riuniscono a 1787 per iniziare la stesura della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Il 25 maggio 1810 Buenos Aires è in fermento: i cittadini, armati, espellono il vicerè di Spagna e dichiarano l’Argentina indipendente, in quella che sarà ricordata come la rivoluzione di maggio, mentre nel 1887 nasce Padre Pio da Petrelcina e due anni dopo il pioniere del volo Igor Sikorsky. In quello stesso giorno nel 1895 Oscar Wilde viene condannato per sodomia e volgare indecenza. Mentre la giuria lo condanna a scontare due anni in una prigione londinese, viene fondata la Repubblica di Formosa, che avrà vita di meno di un anno, prima di venire invasa dai giapponesi. Il 25 maggio 1907 viene fondato il Calcio Como 1907.

Il 25 maggio 1914 la Camera dei Comuni del Regno Unito sancisce l’Irish Home Rule Act, intesa a dare all’Irlanda un governo autonomo. Nel 1921 nasce il premio Nobel per la fisica Jack Steinberger, e l’anno dopo nasce Enrico Berlinguer. Nel 1925 l’insegnante ventiquattrenne John Thomas Scopes viene accusato di aver infranto il Tennessee’s Butler Act, che vietava l’insegnamento della teoria dell’evoluzione darwiniana nelle scuole dello stato del Tennessee. Scopes in realtà era l’allenatore di football americano della scuola, ma aveva insegnato le teorie darwiniane durante una supplenza. Il giudice del processo (chiamato Scopes Monkey Trial) condannò Scopes a pagare una multa di 100 dollari, verdetto poi annullato per un vizio di forma. Esattamente un anno dopo l’anarchico ebreo Sholom Schwartzbard uccide Symon Petlura, presidente del governo esule della Repubblica Popolare Ucraina, per vendicarsi dei 15 familiari morti nei pogrom di cui Petlura era un responsabile. Nonostante Schwartzbard avesse crivellato il corpo di Petlura con 5 pallottole, il processo lo dichiarò non colpevole, visto che vendicava le vittime dei pogrom. Il 25 maggio 1931 a Leningrado nasce Georgi Mikhailovic Grechko, cosmonauta russo utilizzato in tre missioni Soyuz, mentre in Ucraina nasce la nazionalista Aili Jõgi, che a 14 anni fece saltare in aria un monumento memoriale russo a Tallinn. Nel 1933 a Birmingham nasce il calciatore Ray Spencer.

Il 25 maggio 1935 è teatro di due grandi imprese sportive: mentre in Michigan Jesse Owens stabilisce o eguaglia 4 record del mondo di atletica leggera nel giro di soli 45 minuti, a Pittsburgh Babe Ruth ottiene il suo home-run numero 714, l’ultimo della sua carriera. Il record di Ruth durerà ben 39 anni, prima di essere infranto da Hank Aaron, tutt’ora primatista con 755 home-runs. Nel 1936 inizia lo sciopero della Remington Rand, durato ufficialmente quasi un anno. Il 25 maggio 1938, durante la Guerra Civile Spagnola, i franchisti bombardano Alicante, una delle ultime roccaforti repubblicane, causando 313 morti. Lo stesso giorno nasce lo scrittore Raymond Carver, e un anno dopo l’attore inglese Ian McKellen. Nel 1940 inizia la battaglia di Dunkerque, importante vittoria tattica per la Germania nazista.

Il 25 maggio 1946 la nazionalista ucraina Aili Jõgi passa il giorno del suo quindicesimo compleanno nella via Pagari Tänavas di Tallinn, sede degli uffici dell’NKVD, la polizia sovietica. Pochi giorni dopo viene condannata per terrorismo, esiliata per otto anni dall’Estonia e mandata in un Gulag sui monti Urali. Nel 1953, in Nevada, gli Stati Uniti conducono i loro primi e unici esperimenti di artiglieria nucleare, mentre a Chacabuco, nel distretto di Buenos Aires, nasce Daniel Passarella, capitano dell’Argentina campione del mondo di calcio 1978. Nascono lo stesso giorno anche Gaetano Scirea, che solleverà lo stesso trofeo quattro anni più tardi, e il canoista ungherese László Foltán, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca in coppia con István Vaskuti nel 1980. L’anno successivo muore il fotografo e reporter di guerra ungherese Robert Capa, noto per i suoi reportage durante la Guerra Civile Spagnola, ucciso da una mina in Vietnam. Nel 1955 il tornado più mortale del Kansas uccide 80 persone nella cittadina di Udall, mentre nel 1958 gli italiani vanno alle urne per le elezioni politiche, sancendo la vittoria della Democrazia Cristiana. Nel Surrey nasce il leader dei Jam e degli Style Council Paul Weller.

Il 25 maggio 1961 John Fitzgerald Kennedy dichiara ufficialmente avviato il Programma Apollo, con lo scopo di portare l’uomo sulla Luna prima della fine degli anni ’60. Nel 1963 nasce il comico canadese Mike Myers, noto come Austin Powells. Tre anni più tardi il primo DaZiBao viene esposto all’Università di Peking, in Cina, nel pieno della Rivoluzione Culturale cinese.

Il 25 maggio 1967 il Celtic Glasgow batte l’Inter 2-1, diventando la prima squadra britannica a vincere una Coppa dei Campioni. Gli undici giocatori furono soprannominati i “Lisbon Lions”. Nel 1969 nascono l’attrice lesbica Anne Heche e l’arbitro Paparesta e nel 1971 Stefano Baldini, medaglia d’oro nella Maratona alle Olimpiadi di Atene 2004. Nel 1975 nasce la cantante afroamericana Lauryn Hill, mentre l’anno dopo viene al mondo l’attore irlandese Cillian Murphy, impiegato da Ken Loach nel ruolo di Damian nel film “The Wind That Shakes The Barley”. Nel 1977 esce nelle sale il film Guerre Stellari di George Lucas. Lo stesso giorno allo Stadio Olimpico di Roma il Liverpool sconfigge il Borussia Moenchengladbach, vincendo la sua prima Coppa dei Campioni, e nasce il rugbista scozzese Ben MacDougall, trequarti centro.

Il 25 maggio 1979 il volo 191 dell’American Airlines, un DC-10 della McDonnell-Douglas, si schianta al decollo dall’O’Hare International Airport di Chicago, uccidendo 271 passeggeri e due persone al suolo. Lo stesso giorno nasce Jonny Wilkinson, mediano d’apertura della nazionale inglese di rugby, artefice della vittoria inglese nel mondiale 2003 grazie a un drop decisivo messo tra i pali a 30 secondi dalla fine del tempo supplementare. Nel 1982, durante la Guerra delle Falklands l’HMS Coventry D118, un cacciatorpediniere del Tipo 42, Sheffield Class, viene affondato dall’Aeronautica Militare argentina. Nel 1984 nasce Unnur Birna Vilhjálmsdóttir, Miss Islanda e Miss Mondo 2005.

Il 25 maggio 1985 il Bangladesh viene colpito da un ciclone tropicale che ucciderà diecimila persone. In quello stesso giorno, alle 7:20 pm CET, all’Ospedale di Cantù nasce Billie MacGowan. Nel 1993 nascono i sei gemelli Dilley, mentre nel 1995 avviene il massacro di Tuzla: l’esercito serbo uccide 72 giovani e ne ferisce oltre 200, causando una veemente controffensiva da parte dell’esercito della Bosnia-Erzegovina.

25 maggio 1997: colpo di stato in Sierra Leone. Il presidente Alhaji Ahmad Tejan Kabbah (attualmente di nuovo in carica) del Partito Popolare di Sierra Leone viene destituito dal Consiglio Rivoluzionario delle Forze Armate, che mette a capo dello stato il Maggiore Johnny Paul Koroma. Nel 2000 il Libano festeggia la liberazione del proprio territorio dall’occupazione israeliana. L’anno successivo Erik Weihenmayer e Sherman Bull diventano rispettivamente il primo cieco e la persona più anziana a raggiungere la vetta dell’Everest. Catastrofi nel 2002: il volo 611 della China Airlines e l’incidente ferroviario di Tenga, Mozambico, causano complessivamente oltre 400 morti. Nel 2003 Nestor Kirchner vince le elezioni presidenziali argentine e succede a Carlos Menem, diventando il primo presidente dell’Argentina dopo la crisi economica. Il 25 maggio 2005 il Liverpool rimonta un passivo di 3-0 nella finale di Champion’s League contro il Milan, per poi vincere il trofeo ai rigori a Instanbul. Gordon Strachan OBE, storico centrocampista scozzese, prende la guida del Celtic Glasgow come allenatore. Un anno dopo muore la leggenda dello ska Desmond Dekker.

Il 25 maggio è il centoquarantacinquesimo giorno del Calendario Gregoriano. In questa data si festeggia in Argentina la Festa Nazionale della Rivoluzione di Maggio. Lo stesso giorno si celebra in Ciad, Liberia, Mali, Mauritania, Namibia, Zambia e Zimbabwe l’African Liberation Day e negli Stati Uniti la Giornata Nazionale del Tip-Tap. È festa nazionale in Libano, dove si festeggia il Liberation Day, e Sudan, e nell’ex-Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia si festeggiava la Giornata della Gioventù.

Tuesday, May 22, 2007

Anche se è passato da appena un minuto...

Happy Birthday, Georgie Best, we miss you a lot.

Dite quel che volete, per me è il più grande artista sportivo di tutti i tempi.


Maradona good, Pelè better, George Best!

Monday, May 21, 2007

Tu mi dici quel che devo fare, e io lo faccio

Verbania - Tradate Biss 38-0
Borgomanero San Marco - Tradate Biss 12-5

Domenica torneo a Verbania con la Bis. Per la prima volta l'allenatorissimo in persona a seguirci. Nonostante la maglia numero 8, vengo detronizzato da dietro la mischia e spedito a flankerizzare. Ruolo che non ricoprivo da un bel po'. A manco un minuto dalla partita l'annuncio della formazione. "Billie, capitano". Non ci ho creduto fino a quando Fede O'Capità non mi ha spinto davanti per fare il sorteggio con l'arbitro e per condurre in campo la squadra. La prima partita con Verbania. Un massacro per noi, deficitari nell'uno contro uno e non molto organizzati. Credo ci abbiano fatto sei mete, nonostante noi non abbiamo giocato malaccio. A fine partita l'allenatore corregge quel che non va. "Billie, buono". Ok.
La partita dopo è con il San Marco, e il capitano avversario è nientemeno che il mio amico Johnny O'Clock, l'imperatore del Rock'n'roll. Con il San Marco iniziamo bene, pressiamo, arriviamo a poco dalla loro linea di meta. Una maul avanzante e entriamo NELLA loro area di meta. O'Capità mi chiama la palla per strapparla, io la sento cadere e allora la tengo e cerco di andare a terra. Sollevato a pochi cm da terra. Succederà 3-4 volte, e ogni volta mischia ai 5 mt. Alla fine mandiamo in meta Pelu l'estremo Killer. La trasformazione va fuori, e poco dopo sul palo una punizione a fine primo tempo. Nel secondo tempo ricominciamo bene. Poi la stanchezza ce la fa pagare salata. Perdiamo la concentrazione e subiamo due mete, perdendo 12-5. Peccato, si poteva veramente vincere. Bilancio comunque positivo, non ci possiamo proprio lamentare. Alè la Bis!

***
Racconto di Come di un episodio accaduto alla finale di Super 10.
"17...18...19...20!"
"Ma...quante birre avete preso?"
"20! Siamo in quattro!"
...come se nulla fosse...

Saturday, May 19, 2007

Combat folk-punk invasion in Brianza!

Un post pieno di link a MySpaces

Finalmente un ingaggio. Gli amici Prima Linea ci hanno fatto suonare al Bar Boomerang di Merate, aprendo al gruppo streetpunk bolognese La Haine. Problemi di strumentazione, sound terribile. Però ci siamo divertiti, siamo piaciuti e ho rivisto qualche faccia che non vedevo da tempo immemore!
Partendo da Poor Paddy e finendo con un tributo a Joe Strummer (Wide Blue Yonder/I Fought The Law), sudando come dei porci (il condizionatore era stato staccato per poter attaccare le casse). Con uno skinhead ubriaco e rossobasettato, Antisocial Micky, che ci implorava di fare Streams of Whiskey. "Te la facciamo la prossima volta" "Si! E se mi fate anche Skinhead dei Dropkick Murphys...è il manicomio!". Offerte di concerti e altro, e performance all'organetto di un fisarmonicista che dovremo cooptare per il nostro gruppo. Insomma, una serata combat-folk, in cui l'originalità della nostra proposta è stata ben accolta. Una gran festa. Sono molto contento.
Un paio di foto della serata, courtesy of Grazia.

E' la stampa, bellezza



Rugby! - La Meta, numero di maggio, pagina 88.
Una lacrimuccia.

Tossicomanie da Lemonsoda

Lainate B - Tradate Biss 43-10

Ok, ok, ok, sto battendo la fiacca, diamine.

Beh, pensiamo un po' a cosa è successo negli ultimi tempi. A parte una classe che voleva detonare un petardo al Museo, per esempio. Abbiamo giocato con Lainate (si, è la quinta volta). Primo tempo non male, finisce 12-5 per loro, io non sono brillantissimo, ma me la cavo. Poi, a un certo punto, accade l'irreparabile.
Touche sui nostri 22, lunga. Arriva all'ultimo uomo del Lainate, io sono il suo diretto avversario. Lo placco, vado a terra però troppo presto e lui riesce a rompere il placcaggio. Fa due passi e poi la passa a un suo compagno. Problema: il primo dei due passi lo fa, con tacchetti e tutto, sulla mia cassa maronaia. Non so quanti di voi abbiano provato la felice sensazione di una persona che vi cammina sullo scroto. Beh, mentre io mi contorco dal dolore, accorre la dott.sa, tra l'altro esteticamente meritevole. Nell'accorrere, nota dove mi sto tenendo, capisce DOVE mi sono fatto male, inverte a U e torna a sedersi in panchina. Ma dico io! Dov'è finita la professionalità? Lo spirito di responsabilità? Il giuramento di Ippocrate? Come minimo avrebbe dovuto chiedermi il numero di telefono e fissare una visita privata con lei il giorno dopo per sincerarsi dell'avvenuta ripresa regolare delle funzionalità della parte offesa.
E invece no. Io dopo il colpo, non sono più lo stesso. Il caldo mi fiacca, e nel secondo tempo mal di schiena mi coglie, costringendomi a uscire. Nel frattempo Lainate dilaga, e vince 43-10.

Decisione post-partita con Roby Piòn: niente bibite gassate, nè alcool, fino al triangolare di Verbania. Una settimana. Che finisce domani. Sono in piena astinenza da Lemonsoda e ci sono bottiglie di Spuma38 tentatrici sparse in ogni angolo della casa. Salvatemi.

Saturday, May 12, 2007

Sad news on the doorsteps


Due bruttissime notizie rugbistiche degli ultimi giorni:
The Famous Grouse non sarà più sponsor di maglia della nazionale scozzese.
Christian Cullen si ritira dal rugby.
Sigh!

Pagina wikipedia su Cullen



Sunday, May 06, 2007

Veloci aggiornaments

Lo so, ultimamente sono scostante. Non trovo niente da scrivere.
Beh, la Bis il primo maggio è andata a Varese a cuccarsi una sonora bastonata (a right hammering, direbbero in UK) da parte dei padroni di casa. Pazienza: formazione piena di esordienti per noi, e loro invece hanno due campionati sulle spalle come squadra. Io personalmente ho giocato male: l'influenza mi ha fatto saltare due settimane di allenamenti ed è stata una settimana in cui mi sono sentito fiacco. Non avevo la stessa concentrazione di sempre, anche se qualcosa di buono l'ho combinato. Ed ero completamente sfiatato, tanto che ho giocato solo una ventina di minuti. A tirare su il morale la meta di Michi che chiama il mark a 7-8 metri dalla nostra linea di meta, batte veloce e si sgroppa una novantina di metri in solitaria, la trasformazione di Fede, la sua performance da arbitro (con me guardialinee...scenette incredibili tipo "Ha calciato fuori dai 22, Billie" "Si, Fede, ma ha calciato in orizzontale"). E poi il terzo tempo grigliatesco da Varese e il fatto che è stata una partita per puro divertimento. Nel terzo tempo c'era proprio clima di festa tra le due squadre.
Ieri dovrebbe essere uscito finalmente il mio primo articolo pagato. Io non ci credo finchè non lo vedo. Ma questa dannata rivista nazionale del gruppo Mondadori non la si trova da nessuna parte, cazzo. E io non sto più nella pelle!
Per quanto riguarda il museo...una scena fantastica! Una bambina di quarta elementare ha mollato una centra pazzesca nell'occhio di un suo compagno, proprio sotto i miei occhi. Io sono rimasto scioccato lì per lì. Poi ho provato sulla mia pelle quanto rompesse i coglioni il bambino. E in cuor mio ho ringraziato la bimba.

Tuesday, May 01, 2007

Incredibbile (subt. i misteri delle online translation)


Pogues Dec 06 gigs review

Billie Mcgowan translated from Italiano

Just while the pinta one is arranging begins the concert of the opening act, the Junkman's Choir, original of Lugton, in the Ayrshire. The first song is The Spike, and endured me vien it wants to dance. Aspect a moment, but: the time of drink the top of the pinta, in order not to turn upside down stout in churning to me. The Junkman's Choir is huge, an optimal concert. On drums troneggia Mr.Luggs, A.K.A. Stephen Feartie, to the century Stephen Wiseman. The battery is composed only from a tom, a rullante and a Moroccan drum, played with the maces. Nothing plates, nothing case. To the guitar (acoustic and electrical worker) it very makes to be worth LouGaroux (than in the study formation he is the drummer), while Johnny Gator if sbriga between the fisarmonica and the bugle. The frontman it is Davy Cinco, A.K.A. Davy Feartie, to the century Davy Wiseman, brother of Mr.Luggs, and with he former-member of the leggendario group folk-punk acoustic Scot Nyah Fearties. Davy Cinco manoeuvres with a low acoustic on which sfuriate accesss code and it touches light cakies and in inaudito way, and sings, with its rough voice, sweet and decided at the same time. One of those groups that to feel to play them you would want to become their better friend, one of the beautifulr discoveries of "gita" to Glasgow. The folk-punk triggered that it dominates their concert it leaves in some moments more space moments ska-reggae, or more tomwaitsiani, or more… insomma: a pentolone of infuences stirred. The songs are ollowed, with one Hey Joe! (not that one of Hendrix, but a piece dedicated to Joe Strummer) that it sees to me to sing "Are you going backwards or are you going forwards? Are you taking over or to are you taking orders" of clashiana and redskinsiana memory. Warmth the moment of Wide Blue Yonder ("With to song in his heart, and to rythm on his feet") that it succeeds to affect and give to me to me brividi, but the top is the last piece: Red Kola, about which task I will speak more extensively in an other occasion. All the public sings to scuarciagola "Red Kooooola! Red Kola! Red Kola! ", and the Junkman's Choir ends the concert. The theater box is mounted, it is resumed to us from the fantastic one gig, and without warning the lights are extinguished, and leave Straight To Hell of the Clash

Monday, April 30, 2007

Trainspotting

Ammetto, carissimi, di avervi trascurato un po'.
E' che due settimane di influenza non mi han dato modo di compiere chissà quali imprese. Beh, oramai penso sia ufficiale: il 5 maggio avrò il mio primo articolo pubblicato su carta. Rivista nazionale del gruppo Mondadori, mica pizza e fichi. Non sono sicuro al 100%, ma insomma, dovrebbe esserci. Sarà anche il mio primo articolo pagato. Insomma, non male.
Per il resto, sale l'ansia per questa tesi che non inizia mai, per quest'ultimo esame, per questa laurea e per quello che ci sarà dopo. Dopo 4 anni mi ritrovo davvero a dover SCEGLIERE. Ed è una gran gatta da pelare, soprattutto visto che 4 anni fa non ho fatto una gran scelta.
Per il resto, mi beo dei complimenti di Tramontin ai miei articoli. Un altro dei momenti impagabili che mi ha regalato il rugby.
Momenti impagabili come quelli di ieri. Centro Sportivo Crespi di Milano. Tradate batte la Union padrone di casa 19-8 nell'ultima giornata di campionato, e saluta capitan Fede. Fede che ci mancherà, per tanti motivi. Non sarà più la stessa sede senza i suoi racconti sui tossici ("Uè, Rambo, trent'anni di eroina, non voglio morire su una macchina degli sbirri!"). La famosa scommessa era sempre quella: trovare una barzelletta sui carabinieri che lui non sapesse. Io posso fregiarmi di averne trovate ben due. Due birre offerte.
Per quel che riguarda la partita, una sola cosa: il tifo trainspotter che conta i vagoni che passavano sopra al Crespi l'ho inventato io!!!! (pirla...)

Monday, April 23, 2007

Come disse Roy Laidlaw

Invece di farmi un busto ed esporlo a Murrayfield, mi impaglieranno e mi appenderanno in una taverna

Saturday, April 21, 2007

Barefoot Billie strikes again!

Dopo la storica apparizione a Velate come guardialinee scalzo, Barefoot Billie colpisce ancora: come riserva scalza stavolta. Ebbene si, domenica, non convocato, arrivo al campo. Un quarto d'ora di ritardo, tra l'altro. L'allenatore mi dice "Ti abbiamo messo nel referto, dai la carta d'identità. Vieni a prendere statistiche in panchina". Faccio tutte le cose da magazziniere. Poi scopro che nel referto mi hanno messo proprio in lista. Tra i 22 convocati: un pilone influenzato e un posto vuoto. Ovviamente senza possibilità di giocare. Me la prendo comoda, mi sento un po' Georgie Best. Maglia numero 18 e occhiali da sole, a fare altro mentre gli altri si scaldano. Poi è il tempo del controllo tacchetti. L'arbitro chiama "MacGowan". Io arrivo, rispondo "Billie, diciotto". Vedo che lui mi guarda con insistenza (io con jeans, catena del portafogli e Pumas scamosciate ai piedi). E allora tiro su i piedi e completo la formalità, facendogli vedere che i tacchetti delle mie Pumas sono a norma (quali tacchetti?). Poi mi fa: "Ma tu non giochi, vero?" e mi tocca tranquillizzarlo. Dopo il controllo tacchetti mi rendo conto che fa veramente caldo, e che sto cuocendo. E allora via i jeans, su i calzoncini. Via le scarpe...e basta. Vado in panchina con maglietta numero 18, calzoncini, piedi nudi, occhiali da sole e cellulare in tasca per cronometrare. Ma si può?

Wednesday, April 18, 2007

Uì Uò Uà

STAMMINCHIA!!!!

Wednesday, April 11, 2007

Through the posts

Lainate B - Tradate Biss 24-24

La Bis riprende l'attività: di nuovo contro Lainate, dopo il pesante 54-5 di qualche mese fa. E stavolta ce la giochiamo, cazzo. Io riprendo il mio posto al numero 8. La squadra invece, gira dall'inizio, e va in vantaggio. 5-0. Trasformazione da calciare. Io mi sono allenato a calciare: tocca a me. Paul, il nostro caro vecchio inglese, mi tiene la palla, in mancanza di conetto. Tutto molto anni '70. Pure Paul è molto anni '70. E io, che sono nato lo stesso giorno di Jonny Wilkinson, non sbaglio. La palla attraversa i pali, e io segno i miei primi due punti con la maglia del Tradate. Le soddisfazioni non sono finite. Prima un bello stampone all'apertura: raggruppamento, il mediano esita, gli sono addosso: palla-omo al numero 10, e PAM! E poi, l'apoteosi. Mischia vicino alla loro linea di meta. Gira leggermente a destra, la palla pronta per essere presa. Quasi come se un raggio di sole ci stesse splendendo sopra. La raccolgo e parto a razzo. Rompo un placcaggio, impegno due uomini, do a disposizione. Il nostro mitico flanker Dada raccoglie e schiaccia in meta. 12-0. Stavolta la trasformazione la cicco, ma è molto più angolata. Il primo tempo finisce così. Nel secondo prendiamo una meta, poi mi sfascio una spalla, tuttora dolorante. Contrattura, il nervo. Esco, con un groppo alla gola e i lucciconi. Loro pareggiano, la partita continua, e la Bis strappa un pareggio: 24-24. Festa e sorrisi sulle labbra, e complimenti, e pacche sulle spalle.

E soprattuto Come che mostra fiero il dente perso in partita.

Friday, April 06, 2007

Stazione Termini & Santa Maria Novella

Ieri è stata una giornata grandiosa, certo. E anche commovente, con l'highlight di Sean Fitzpatrick. Però Paola e Silvia (in rigoroso ordine di apparizione) mi hanno commosso quanto e più del buon vecchio Sean, e senza aver mai giocato neanche una partita negli All Blacks. In particolare Silvia ha giocato qualche partita, ma nel Sesto Rugby femminile. Paola se si mette a giocare la spaccano in due, poveretta. Fattosta che queste due sante mi sono venute a trovare in stazione mentre il mio Eurostar da Napoli a Milano sostava nelle loro rispettive città (Roma e Firenze). A Roma Termini ho caricato una miniteglietta di gustoso tiramisù fatto apposta per me, mentre a Firenze Santa Maria Novella il mio personale integratore di autostima, Silvia, mi ha rifornito di acqua naturale e brioche. Sono state due grandi e mi hanno commosso e voglio ringraziarle con questo post. Post con il quale ringrazio anche il mitico Giongeffri. Quando Paola mi ha detto "Avrebbe voluto venire, ma non è proprio riuscito", mi son aricommosso.
Quasi dimenticavo. Menzione speciale anche a Robbberta, che mi ha tenuto compagnia mercoledì sera fino al treno. Anche se non ha portato niente da mangiare, ma quello non importa!

Un tributo fotografico:

Sean & Billie the big man

Alla fine a Napoli ci sono andato. Ho spostato i giorni da lavoro proprio per andarci. E ne è valsa la pena. Viaggio in treno chiudendo poco occhio (avevo di fronte uno che fino a Roma ha fatto le parole crociate commentandole ad alta voce), poi in bus fino al Municipio di Napoli. Un caffè, un po' di attesa, e mi accomodo in Sala della Giunta, dove vengo accolto da un "Giornalista?" e mi trovo addirittura a rispondere "Si". A un certo punto arriva Fitzpatrick. Io mi armo di maglia del Tradate e macchina fotografica. Gli stringo la mano e gli chiedo di fare una foto con me, con la maglia della mia squadra. Lui, gentilissimo, posa. Io, per paura di essere molesto o fastidioso, dopo la foto lo lascio stare. E accade quello che mai mi sarei aspettato. Sean Fitzpatrick attraversa l'atrio e viene da ME. E si mette a chiaccherare con me, mi chiede come mi chiamo ("Billie, ending in -ie"), dove gioco, in che ruolo gioco ("Back row and hooker" - lo so, paraculissimo), dove vivo (e gli spiego del viaggio di 700 km che ho fatto per venir fin lì). Poi mi fa anche un autografo. Gentilissimo, umilissimo. Fantastico. Uno che potrebbe guardarmi dall'alto dei suoi 51 caps da capitano degli All Blacks in basso e che invece viene a chiaccherare tranquillamente, con una semplicità e una gentilezza disarmanti! A fine conferenza, due ore dopo, gli passo vicino per uscire. E lui mi saluta, mi indica a quella che penso fosse la figlia, e dice "This is Billie. He's travelled 700 kms to get here". Poi mi saluta dicendo "Billie, you're a big man". E se lo dice Fitzy, mi sento un grande uomo veramente.

Monday, April 02, 2007

Amarcord


La mia macchina non è mai stata così bella

Sunday, April 01, 2007

Cose da non dire in un museo (1)

"Ok, ma per esempio, se la vostra compagna..."
"Veramente sono un maschio!"