Tuesday, November 11, 2008

Heart & Knuckles

Iniziato malissimo, mal di gola e un litigio telefonico. Chiudo la macchina, occhi ancora umidi, gli altri son già cambiati, un senso di inquietudine fortissimo, nonostante le ultime battute al telefono fossero più tranquille. Guardo la mollettina azzurra attaccata alla borsa, lì, vicino al caschetto. Il capitano, giàssa, prima che varchi la porta dello spogliatoio, mi fa: "Ora fai un bel respiro e lascia da parte il nervoso. Ora pensa alla partita". Poi me lo dice Bimbo che, se mai ne ho dubitato, è davvero un fratellone per me, e aggiunge: "Approfittane e sfogati". E poi l'altro fratellone, quello che supera la quintalata, sia di peso, sia di fiducia che mi da ogni volta, me lo ripete. "Sei il terzo che me lo dice" "Ci tenevo a dirtelo anch'io" "Ci tenevo che me lo dicessi anche te". Respiro, cerco di cacciar via l'inquietudine. Voglio giocare bene, voglio chiamarla a fine partita, sentirla orgogliosa di me e contenta del mio sorriso.
Entro in campo, come sempre, baciando il simbolo sul petto della maglia e la nocca del mio mignolo sinistro. Si inizia benino, specie in mischia chiusa. La Banda Bassotti da il suo apporto a un po' di carrettini, uno dei quali spiana la strada alla meta di Michi. Poi ci si spegne, tutti quanti, e si fatica. Riusciamo a mettere la seconda meta a segno solo a fine primo tempo, e nel secondo tempo, nonostante si riparta all'attacco, siamo troppo nervosi e ci facciam fischiare tutto contro.
Enz Off, stranamente nervoso, viene sostituito al 55', dall'unica riserva di mischia. E io, che forse mi aspettavo che quello che sarebbe stato sostituito sarei stato io, mi sveglio un po'. Mi si accende qualcosa dentro, cerco di buttare in campo la mia aggressività. In mischia chiusa le cose si sistemano e fuori sono più tenace e rabbioso, nonostante i nostri attacchi siano sempre frustrati. Metto pressione anche nella loro area di meta, nonostante l'estremo mi faccia fesso facendomi scivolare sul fango.
Al 72', per citare Paolini, tocco il cielo con un dito. Io e Darione, seconda linea e numero otto, siamo rischierati a largo ad occupare lo spazio. La palla arriva verso di noi, azione da trequarti, con Dario e Billie improvvisamente trasformati in secondo centro e numero 8. Fred prende la palla, fissa l'uomo e me la da, appena dentro ai 22, e io penso solo alla linea, a correre più forte che riesco, a superare l'avversario che sta tornando a chiudere e a tuffarmi oltre la linea. Batto la mano per terra, non ci credo quasi, mi sembra un film, mi rialza l'abbraccio dei miei compagni. Io ringrazio Fred, che mi ha passato la palla e che è quasi commosso quanto me per la meta. Poi mi incazzo però, perchè dobbiamo farne un'altra. Dervo mi prende per un braccio, mi indica ai miei compagni, mentre ansimo per la corsa fatta: "Guardatelo. Guardate che cuore ci sta mettendo. Cercate di metterci lo stesso cuore in questi dieci minuti!".
La partita finisce senza che l'abbiamo fatta, senza bonus, e al fischio finale mi lascio cadere a terra, privo di forze, e inizio a piangere come un vitellino. Qualcuno urla di rialzarmi, e lo faccio, lascio che le lacrime continuino, ma vado a fare il saluto. Quando facciamo cerchio attorno all'allenatore, Dervo è incazzato e io ho ancora gli occhi lucidi. "Abbiamo sbagliato, abbiamo perso un punto. Ora non possiamo più permetterci errori. Ci vuole cuore, dobbiamo crederci. Io so che Billie ci crede, siamo tutti come Billie?". L'orgoglio schizza a mille, e solo dopo riesco a godermi il fatto di aver fatto meta, quando vedo i sorrisi dei miei compagni, le loro pacche.
Quando entro in spogliatoio solo per prendere il cellulare dalla borsa valori. E' scarico, riesco solo a dare la notizia, prima che la batteria esali l'ultimo respiro. Ero inquieto, ma sapevo che eri lì, sulla mia nocca

2 comments:

l'avevo detto said...

grande billie! grande meta e grande post!

la prima di una lunga serie...

Anonymous said...

bravo billie bravo! ora però basta menartela che è da domenica che vai avanti e so che stasera arriverai con il cerchietto e il telefonino in mano xke ormai sei un PROTAGONISTA (della tua sessualita chiaramente)