Monday, November 19, 2007

Numero 7

ASR Milano - ATRC 13-15
Crespi, Milano

Non ci speravo più. Una settimana in cui mi sentivo sfiduciato, abbandonato. Sentivo che il mio amore per il rugby mi stava solo portando un gran cumulo di insoddisfazione. E invece, come ogni innamoramento che si rispetti, proprio quando uno pensa di aver toccato il fondo, la controparte lo riconquista, lo lega a sè ancor più stretto.
Venerdì sera. L'allenatore ci annuncia che la Biss non giocherà sabato. Un groppo mi stringe la gola, anche se già me lo aspettavo. Mosè viene e mi fa: "Mi spiace che domani la Biss non giochi, ma sono contento perchè tu domenica sei convocato in prima squadra". Io aspetto prima di crederci. E quando vedo il mio nome sul foglio delle convocazioni, penso che mai più me lo sarei aspettato.
Il sabato è un giorno pieno di aspettativa, di emozione. Uno cerca di caricarsi come può, di tranquillizzarsi come sa. Mi guardo Barbarians - All Blacks, anno di gloria 1973. Vado a letto dopo essermi sentito l'inno gallese Hen Wlad Fy Nhadau.
Domenica. Arrivata prima che potessi accorgermene. Sunnyside of the Street dei Pogues mi tranquillizza. Si mangia e si va all'appuntamento.

Il Crespi di Milano. Entro in spogliatoio, inizio a prepararmi. Dervino mi chiama, mi lancia una maglia. Leggo il numero. 7. Come Georgie Best. Titolare. Titolare non ero mai partito con la prima squadra. E l'emozione è fortissima. L'uscita dallo spogliatoio è un momento non ben definito, eppure così potente. A me colpisce fortissimo. Scendo in campo e so di sentirmi carico, tranquillo, di esser lì perchè lo merito e perchè ne sono in grado. E al calcio di inizio, le chiacchere stanno a zero. C'è da correre, placcare, spazzare, spingere. Comincio giocando bene e assestando uno dei primi placcaggi della partita. Abe mi mette in mano anche una palla, e io vado a raggruppare per formare una maul. L'urlo, lo sento: "Vai Billie", dagli spalti. Un brivido per la schiena. Dopo un po' "scompaio". Il fiato è poco, non sono abituato a questi ritmi. Però tengo duro e continuo a correre. Al fischio finale, penso che avrei voluto fare qualcosa di più, placcare di più, fare più pressione. Ma quando passo per il corridoio e sento il primo compagno che mi dice: "Grande Billie", gli occhi iniziano a velarsi di lacrime. L'allenatore mi ringrazia, una scena da film: "Grazie Billie" "Grazie a te", suggellato da una stretta di mano nel gelo novembrino. E il pubblico che mi urla "Forza Billie". Insomma, l'affetto di tutti i presenti. L'affetto di quelli che so presenti col pensiero al mio fianco. Un'emozione soverchiante, mi ritrovo a piangere come un vitellino, dalla commozione, subito dopo aver abbracciato il mio protetto Dada. Abbiamo vinto. 15-13. Soffrendo e rischiando e giocando male, ma rimanendo attaccati con unghie e denti alla partita. E ora che è finita, la sento mia. La MIA partita. Mi ero emozionato tante altre volte, ma mai così tanto. Mai prima d'ora avevo sentito così tanto affetto attorno a me. L'abbraccio caldissimo di chi condivide i tuoi sforzi, le tue sofferenze e le tue ambizioni. Di quelli che sono in campo, disposti a prendersi botte per aiutarti. Di quelli che sono seduti sugli spalti, disposti a prendere il freddo pur di sostenerti e di esserti vicino in un momento che sanno importante per te. Di quelli lontani che però non ti hanno mai fatto mancare il loro incoraggiamento e che ti han sempre fatto capire che credono in te.

8 comments:

Anonymous said...

Grande Billie!!!!Non posso cghe unirmi alle congratulazioni!!
JoeDee

Anonymous said...

granderrimo billie.... snif! *_*
:P

Iba said...

Billie Billie....Old Boy che non sei altro ma sono robe da far leggere al vecchio zio Max che ci rimane secco? Almeno metti un warning vietato a maggiori di 35 anni please! ;)

NickM said...

ti aspetto alla Borghesiana... come te la cavi con l'angloaquilano?

Anonymous said...

billie per te val la pena prendere tutto il gelo del mondo...firmato "la papera dall'accento aquilano"

barbara said...

...freddo...
mavvàààààààà

grande billie che hai resistito tutta la partita, bravo!

Anonymous said...

Ho come l'impressione che l'innamoramento tra te e il rugby durerà ancora per un bel po'... e poi diventerà amore!

Giandolmen

Anonymous said...

..per il ritorno vedi di riconquistarla quella benedetta maglia numero7,primo perche ti devo asfaltare(lo devo a canello),secondo perche i calci quel giorno saranno piu precisi;),terzo...beh non ti si puo' vedere a prendere le statistiche a bordo campo,quindi su le maniche e DATTI DA FARE!!!