Saturday, March 01, 2008

High Fidelity

Qualcuno propose una top 5 di canzoni. E allora la posto anche qua, il titolo del post ovviamente omaggiante il libro di Nick Hornby (e anche il film di Stephen Frears con John Cusack e Jack Black). La top 5 delle canzoni della mia vita:

#1
The Clash
"London Calling"

Ok. C'è mai stato un disco di cui avete detto "Mi ha cambiato la vita"? London Calling è il mio, senza ombra di dubbio. Scoperto da una cassettina di mio fratello all'età di tredici anni, sottratta e ascoltata quasi in condizione di clandestinità, mi ha subito folgorato. Momento epocale. Non a caso ci ho scritto anche una canzone, su quel momento, Out of a Coma. "I was a thirteen year old with an elder brother / I didn't wanna stop, I wanted to push further / His London Calling cassette on the stereo tape deck / I knew from that day I'd never look back / Yeah hearing that noise was my first ever feeling / Of waking my mind with someone friendly leadin' me".



#2
Billy Bragg
"A New England"


Billy Bragg, come Joe Strummer e "babbo" Shane MacGowan, è parte di una triade di fratelloni musicali che mi ritrovo a fianco da anni e anni. Bragg l'ho scoperto pochi mesi dopo aver scoperto i Clash, in circostanze analoghe. Stavolta al posto della piastra delle cassette c'era il vinile di Back to Basics, in un pomeriggio molto novembrino in cui stetti sdraiato su un letto con il foglio dei testi (quello versione vinile, grosso come una casa) in mano, a leggere le parole che mi entravano pian piano nelle vene e a commuovermi per il suono di quella chitarra solitaria che echeggiava nel vuoto, e per quella voce un po' così. A New England è importante perchè...perchè c'è sempre stata nella mia vita, e per un periodo il suo testo è anche stato stampato, piegato e custodito nel mio portafogli, sempre pronto a spiegarmi qualcosa.



#3
The Jam
"A Town Called Malice"

I Jam meriterebbero di essere presenti con Ghosts, una canzone che già stamattina ha avuto da parlarmi parecchio, e che forse è la mia preferita delle loro. Però è una canzone complementare a quest'altra, una non può fare a meno dell'altra. E contando che A Town Called Malice è nella colonna sonora del mio film preferito (Billy Elliot) e che assolutamente non riesco a stare fermo ascoltandola, beh, ho deciso di mettere lei. PA PA PA PA PA RAPA PA PA PA RA PA OOOOOH!



#4
The Pogues
"Thousands Are Sailing"

I Pogues di "babbo" Shane non potevano mancare, vi pare? La scelta di una canzone che contasse così tanto per me è stata dura. Ho ripensato al concerto di Glasgow, ho ripensato a Dirty Old Town (ma non volevo che fosse una cover), ho ripensato a mille cose. Però, ecco, nel video c'è la versione del Live at the Town & Country Club di San Patrizio del 1988. Concerto del cui DVD io sono possessore. Un concerto magico, con i Pogues in formissima, e con ospiti Kirsty MacColl, gli Specials e Joe Strummer (fanno anche London Calling, guardacaso). E quando in Thousands Are Sailing il buon vecchio Philip Chevron attacca il controcanto "And we raised a glass to JFK and a dozen more besides"...it really sends a shiver up my spine, è il momento musicale più emozionante mai creato, almeno per me.



#5
Percy Sledge "The Dark End of the Street"

La quinta posizione è sempre la più scomoda da decidere, perchè prima ne hai messe quattro, quattro pezzi da novanta, e ora hai bisogno di un pezzo da inserire, che non sfiguri di fronte alle altre, che riesca a riassumere quanto le altre hanno lasciato fuori, e devi scegliere soprattutto un migliaio di canzoni da escludere dalla top 5. La mia quinta posizione era riservata da qualcosa di ska o soul, quello era fuor di dubbio. Perchè altrimenti avrei omesso qualcosa di importante rispetto a quel che ascolto. La vittoria l'ha avuta Percy Sledge, con questa canzone, una delle più malinconiche e commoventi della storia del soul. Mi ricorda un capodanno passato a stratracannare William Lawson's, se proprio devo tirare fuori un posto e un ricordo legato a quella canzone.




Chiedo scusa a Ghosts dei Jam, a Straight to Hell dei Clash, St.Swithin's Day e To Have and to Have Not di Billy Bragg, ai Madness, agli Specials, ai Bad Manners, ai The Men They Couldn't Hang, a Otis Redding e Solomon Burke, agli Smiths, ai Beatsteaks, ai Dead Kennedys. A tutti diamine. E un sincero vaffanculo a chi ha inventato le classifiche, a Nick Hornby, a John Cusack e Stephen Frears. Però con affetto.

3 comments:

pbrezza said...

grande film grandissimi cusack e j.black

ciao o.o

Anonymous said...

ma no dai,le classifiche fanno sempre un bel effetto..
i miei 5 dischi che hanno cambiato la mia vita sono (in ordine cronologico...)
1.Made in japan dei deep Purple
2.Back in Black degli AC/Dc
3.Loco live dei Ramones
4.Nevermind dei Nirvana
5.Breva &tivan Davide van de sfroos

outsider..london Calling dei Clash e Never mind the bollocks dei pistols...poi vabbè potremmo discutere per ore delle proprietà terapeutiche di un cd dei Murphys....
JoeDee

pak said...

di quelle cinque la mia preferita è quella di percy sledge, le altre le conosco poco e sono un po'fuori dal genere che ascolto di solito. io sono più spostato verso gli usa, tu verso uk e irlanda