Tuesday, July 24, 2007

Viaggio al termine di una stanza

La colonnona di libri si assottiglia. E' bello non rimanere senza carta stampata da leggere appena finito un libro, ma girar la testa a sinistra, verso il comodino, e programmare l'ordine delle prossime letture. Il prossimo, ho deciso, sarà il libro di Gary Imlach, mentre poi potrei riassaltare Fischer (appena finito) oppure passare a Salinger. Sono giunto al termine del libro di Tibor Fischer, "Viaggio al termine di una stanza", diversissimo da quel "Sotto il culo della rana" che tanto mi era piaciuto, ma non per questo meno bello. Anzi, vivaddio aver trovato, dopo un anno di dieta forzata di Roddy Doyle e Jonathan Coe, uno scrittore che fa libri che non c'entrano niente l'uno con l'altro. E poi ho sempre apprezzato l'humor nero di Fischer. E questo libro, se sulle prime mi ha spiazzato, mi ha subito avvinto. La citazione è una delle sequenze più memorabili del libro, l'ha spuntata tra molte:
Ci aspettavamo delle domande, ma non ce ne furono. Passammo giorni e giorni sdraiati sul terrazzo senza ricevere, con nostro grande sollievo, alcuna visita della polizia. Cos'avremmo potuto dire: "La mia amica Heidi è così porca che riesce a far fuori un elicottero con un'occhiata"? Cosa poteva aver detto il pilota negli ultimi secondi: "Mayday, mayday, sono stato abbattuto da una fica"? E a quali conclusioni sarebbero giunti gli investigatori? "L'agente Diaz è perito come avrebbe sempre sognato, tenendo stretta in pugno la sua virilità"? Ovvio che le domande non si materializzarono mai.
Addendum: questo libro l'ho letto anche in onore al suo traduttore, Yako, che mi lasciò un messaggio sul blog mesi fa. Non male come lavoro, anche se non ho letto l'originale. L'unica cosa su cui mi sei un po' caduto è stato "il jersey di Cardiff", che suonava proprio male. Ah, e com'erano in originale Patricia Gemebonda e Patricia Estremamente Gemebonda? Salud!

1 comment:

Yako said...

Il Jersey di Cardiff suona male? Mah, non so, può darsi! :-) È una cosa che ho lasciato come nell'originale però, non è colpa mia ma dello zio Tibia. :-) Anche le due non-sorelle gemelle, erano Moany ed Extremely Moany, nessuna particolare invenzione. Qualcuno ha adorato il fotting (un insulso "barneying" nell'originale, avrei dovuto mettere "il sollazzo" o qualcosa di simile, bah), qualcun altro mi ha scritto che era una soluzione vanziniana e che per via di quella parola lì ha mollato la lettura (ce ne sono, di stomaci delicati in giro, eh?). :-) Io con questo libro ho un rapporto di amore-odio, mi trovo perfettamente d'accordo con chi lo ha detestato (dove voleva andare a parare Fischer? Non è completamente sconclusionato e postmoderno? Non che abbia letto critiche così motivate e serie, tutt'altro) ma non posso che dar ragione a chi lo ha adorato... io a tradurlo l'ho detestato, come sempre mi accade, e a rileggerlo sono stato contento del lavoro fatto... come sempre accade. Un mio collega americano dice, "odio tradurre, ma amo aver tradotto". :-) Credo sia una cosa del genere. Ah, grazie per averlo letto "in mio onore". Se vuoi leggere un libro bellissimo, e che mi ha dato grandi pene e enormi soddisfazioni traduttorie (anche se poi ha venduto pochino per semplici questioni di potenza promozionale, ma è un romanzo fantastico), ti consiglio "Cargo di Orchidee" di Susan Musgrave.